Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3749 del 07/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 07/02/2022, (ud. 10/12/2021, dep. 07/02/2022), n.3749

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI MARZIO Mauro – Presidente –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

E.O., (cod. fisc. (OMISSIS)), rappresentato e difeso,

giusta procura speciale apposta in calce al ricorso, dall’Avvocato

Elisabetta Costa, presso il cui studio è elettivamente domiciliato

in Padova, Via Ugo Foscolo;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (cod. fisc. (OMISSIS)), in persona del legale

rappresentante pro tempore il Ministro.

– intimato –

avverso la sentenza n. 1340-2020 della CORTE D’APPELLO di Brescia,

depositata il 16.12.2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 10.1.2.2021 dal Consigliere Relatore Dott. Roberto

Amatore.

 

Fatto

RILEVATO

– che con la sentenza impugnata la Corte di appello di Brescia ha rigettato l’appello proposto da E.O., cittadino nigeriano, nei confronti del Ministero dell’Interno, avverso l’ordinanza emessa in data 2.2.2018 dal Tribunale di Brescia, con la quale erano state respinte le domande di protezione internazionale ed umanitaria avanzate dal richiedente.

– che viene proposto da E.O. ricorso avverso la predetta sentenza n. 1340-2020, depositata il 16.12.2020, affidato ad un unico motivo;

La Corte d’Appello ha ritenuto che: a) non erano fondate le domande volte al riconoscimento dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria, del D.Lgs. n. 251 del 2007, sub art. 14, lett. a e b, in ragione della complessiva valutazione di non credibilità del racconto (il richiedente aveva raccontato di essere stato perseguitato dalla setta degli (OMISSIS) per la scelta di non aderirvi); b) non era fondata neanche la domanda di protezione sussidiaria D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 14, lett. c, in ragione dell’assenza di un rischio-paese riferito allo stato di provenienza del richiedente, collegato ad un conflitto armato generalizzato; c) non poteva accordarsi tutela neanche sotto il profilo della richiesta protezione umanitaria, perché il ricorrente non versava in condizioni di soggettiva vulnerabilità anche in riferimento alle condizioni del paese di provenienza;

– che l’amministrazione intimata non ha svolto difese;

– che sono stati ritenuti sussistenti i presupposti ex art. 380-bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

1. che con il primo ed unico motivo è stata dedotta carenza e contraddittorietà della motivazione in relazione alla valutazione di non credibilità del racconto e vizio di omesso esame di fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti, sul rilievo che la corte di merito non avrebbe valutato la circostanza che la setta degli (OMISSIS) aveva ritenuto la famiglia del ricorrente fidelizzata per l’appartenenza alla setta del capofamiglia e dunque suscettibile il ricorrente di una cooptazione anche violenta;

1.1 che il motivo, così articolato, è inammissibile perché volto ad una rivalutazione del merito della decisione, in punto di scrutinio di credibilità del racconto, non consentita in questo giudizio di cassazione e perché il fatto decisivo del cui omesso esame si duole il ricorrente (fidelizzazione della famiglia) non riveste carattere di decisività ai fini del complessivo scrutinio di credibilità del racconto (essendo incentrato tale scrutinio sulle consuete modalità di affiliazione del socio alla setta segreta); che anche l’ulteriore censura, articolata in relazione al diniego della protezione sussidiaria D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 14, lett. c, è inammissibile, perché rivolta a sollecitare questa Corte ad una rilettura delle fonti informative per accreditare un diverso giudizio sul grado di pericolosità interna del paese di provenienza;

2. che nessuna statuizione è dovuta per le spese del presente giudizio di legittimità, stante la mancata difesa della parte intimata.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, se dovuto, per il ricorso per cassazione, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione civile, il 10 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 7 febbraio 2022

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