Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3720 del 07/02/2022

Cassazione civile sez. III, 07/02/2022, (ud. 08/11/2021, dep. 07/02/2022), n.3720

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. DI FLORIO Antonella – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 37454/2019 proposto da:

H.M.A., rappresentato e difeso dall’avv.to Flavio Grande,

(flaviogrande.pec.ordineavvocatitorino) elettivamente domiciliato in

Roma, piazza Cavour, presso la Cancelleria civile della Corte di

Cassazione;

– ricorrente –

contro

Ministero Dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore,

rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato ed

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12;

– resistente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di BOLOGNA n. 4971/2019, depositato

il 19/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

08/11/2021 da Dott. DI FLORIO ANTONELLA.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. H.M.A., proveniente dal Bangladesh, ricorre affidandosi ad un unico motivo, illustrato anche da memoria, per la cassazione del decreto del Tribunale di Bologna che aveva rigettato la domanda di protezione internazionale declinata in tutte le forme gradate, proposta in ragione del diniego a lui opposto in sede amministrativa dalla competente Commissione territoriale.

1.1. Per ciò che qui interessa, il ricorrente aveva narrato di essere stato costretto a lasciare il proprio paese in quanto appartenente ad una famiglia molto povera e di essere l’unico figlio maschio in grado di aiutarla economicamente attraverso il lavoro che svolgeva in Italia.

2. Il Ministero dell’Interno ha depositato “atto di costituzione” non notificato al ricorrente, chiedendo di poter partecipare alla eventuale udienza di discussione della causa ex art. 370 c.p.c., comma 1.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Deve premettersi che la decisione viene assunta sulla base del principio della “ragione più liquida” (cfr. Cass. SU 9936/2014; Cass. SU 26242/2014; Cass. 26243/2014; Cass. 12002/2014; Cass. 11458/2018; Cass. 363/2019), prescindendo cioè dalle conseguenze derivanti dai controlli preliminari relativi alla procura speciale rilasciata al difensore del ricorrente, in relazione alla quale, assente la certificazione della data in cui essa è stata conferita al difensore, sarebbe stato necessario un rinvio a nuovo ruolo in attesa della decisione della Corte Costituzionale conseguente alla recente ordinanza di rimessione Cass. 17970/2021.

1.1. In relazione al principio sopra richiamato, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per le ragioni che seguono.

1.2. Con unico motivo, il ricorrente lamenta, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione dell’art. 111 Cost., comma 7, con riferimento al combinato disposto del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 7, comma 2, lett. a) ed art. 8, comma 1, lett. b).

1.3. Assume, al riguardo che il Tribunale si era discostato dal paradigma valutativo prescritto dal D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, comma 5, nell’interpretazione, ormai consolidata, resa da questa Corte (richiama, ex multis, in memoria Cass. 8819/2020).

1,4. Tanto premesso, il Collegio osserva che percorso esegetico predicato dalla norma richiamata impone al giudice di merito di seguire un iter interpretativo fondato su regole concorrenti e non sull’arbitrio” o la “personale opinione del giudice”: ma, ciò posto, tale principio non priva il giudice di merito del dovere di giudizio che si fonda stilla valutazione complessiva delle emergenze istruttorie che, ove sia correttamente ed esaustivamente fondato su motivazione congrua e logica, risulta insindacabile in sede di legittimità, a nulla rilevando che il compendio istruttorio possa essere valutato anche in modo differente rispetto a quanto ritenuto nel provvedimento impugnato, in quanto, diversamente, il giudizio di legittimità si trasformerebbe, in un non consentito terzo grado di merito (cfr. ex multis Cass. 18721/2018; Cass. Sez. L, Sentenza n. 7394 del 26/03/2010, Rv. 612747; Cass. Sez. 3, Sentenza n. 13954. del 14/06/2007, Rv. 598004; Cass. Sez. L, Sentenza n. 12052 del 23/05/2007, Rv. 597230; Cass. Sez. 1, Sentenza n. 7972 del 30/03/2007).

1.5. Nel caso in esame, il Tribunale di Bologna ha esaustivamente valutato le dichiarazioni rese dall’odierno ricorrente, riportando il testo della sua audizione, rinnovata in sede giudiziaria (cfr. pagg. 3 e 4 decreto impugnato), ed evidenziandone le contraddizioni e le incongruenze (cfr. pag. 4, con particolare riferimento all’incongruenza fra la malattia del padre denunciata e quella risultante dalle certificazioni mediche con conseguente inconsistenza della stessa ragione della fuga e cioè l’aver contratto un debito per affrontare le cure del padre all’esistenza di minacce da parte degli usurai, riferite solo dinanzi al giudice, pur essendo la ragione principale dell’allontanamento dal paese di origine).

1.6. Pertanto non ricorre, nella specie, alcun vizio di scomposizione atomistica del racconto, né un’analisi di singole circostanze isolate dal contesto e condotta in modo del tutto avulso rispetto alla struttura complessiva del narrato: e, per contro, varrà considerare come la difesa del ricorrente abbia per altro verso omesso di circostanziare gli aspetti dell’asserita decisività della mancata considerazione, da parte del giudice del merito, delle vicende di fatto asseritamente trascurate, e che avrebbero al contrario (in ipotesi) condotto ad una diversa risoluzione dell’odierna controversia.

1.7. In ragione di ciò, il ricorrente altro non prospetta se non una

rilettura nel merito dei fatti di causa secondo il proprio soggettivo punto di vista, in una dimensione solo astrattamente critica, come tale inammissibilmente prospettata in questa sede di legittimità, dovendo per converso ritenersi che la motivazione adottata dal giudice a quo a fondamento della decisione impugnata sia (non solo esistente, bensì anche) articolata in modo tale da permettere di ricostruirne e comprenderne i percorso logico che si dipana in termini lineari e logicamente coerenti, sulla base di criteri interpretativi e valutativi dotati di sufficiente ragionevolezza ed accettabile congruità logica.

1.8. Conseguentemente, la censura, nel caso di specie, maschera una richiesta di rivalutazione di merito delle emergenze processuali, non consentita in questa sede.

2. Non sono dovute spese, atteso che il ricorso viene deciso in adunanza camerale, in relazione alla quale – assente la discussione orale – l’atto di costituzione del Ministero risulta irrilevante ex art. 370 c.p.c., comma 1.

3. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello cui è tenuto per i ricorso proposto, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

PQM

La Corte;

dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello cui è tenuto per il ricorso proposto, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile della Corte di Cassazione, il 8 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 7 febbraio 2022

 

 

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