Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3715 del 15/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 3715 Anno 2018
Presidente: CRISTIANO MAGDA
Relatore: VALITUTTI ANTONIO

sul ricorso 18679-2017 proposto da:
OKODUNA MARCUS, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE,
rappresentato e difeso dall’avvocato MARCO GIORGETTI;
– ricorrente contro
MINISTERO DELL’INTERNO;
– intimato avverso la sentenza n. 39/2017 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
emessa i114/12/2016;

Data pubblicazione: 15/02/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 14/12/2017 dal Consigliere Dott. ANTONIO
VALITUTTI.
Rilevato che:
Marcus Okoduna ha proposto ricorso per cassazione avverso la
sentenza della Corte d’appello di Ancona n. 39/2017, notificata il 10

la decisione di prime cure che aveva rigettato la domanda per il
riconoscimento della Protezione Internazionale – veniva dichiarato
inammissibile, poiché proposto oltre il termine di trenta giorni,
previsto dall’art. 702 quater cod. proc. civ.;
l’intimato Ministero dell’Interno – Commissione Territoriale per il
riconoscimento della Protezione Internazionale di Roma 2, sezione di
Ancona non ha svolto attività difensiva;
Considerato che:
secondo l’insegnamento tradizionale di questa Corte, l’appello, ex art.
702 “quater” cod. proc. civ., contro il provvedimento reiettivo del
ricorso avverso il diniego di riconoscimento della Protezione
Internazionale, e nei confronti degli altri provvedimenti in materia di
immigrazione ex art. 19 del d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150, va
proposto con atto di citazione, e non con ricorso, sicchè la verifica
della tempestività dell’impugnazione va effettuata calcolando il
termine di trenta giorni – previsto dall’art. 702 quater, primo comma,
cod. proc. civ. – dalla data di notifica dell’atto introduttivo alla parte
appellata (Cass., 15/12/2014, n. 26326; Cass., 26/06/2014, n.
14502; Cass., 06/07/2016, n. 13815; cfr. pure, sull’appello nel
procedimento sommario di cognizione, Cass. Sez. U., 10/02/2014, n.
2907);

2

gennaio 2017, con la quale l’appello dell’odierno ricorrente – avverso

tale indirizzo non è inciso dalle modifiche apportate all’art. 19 del d.l.
n. 150 del 2011 dall’art. 27 del d.l. n. 142 del 2015, laddove
l’improprio riferimento al termine «ricorso» è effettuato ai soli fini
della disciplina della durata del procedimento, senza alcuna espressa
deroga al rinvio al rito sommario di cognizione (cfr. Cass.,
11/09/2017, n. 21031; Cass., 11/09/2017, n. 21030; Cass.,

nel caso concreto, dall’esame del ricorso e dell’impugnata sentenza si
desume che l’atto di appello (in forma di citazione) era stato
notificato entro i trenta giorni (1’11 marzo 2016) successivi alla
comunicazione dell’ordinanza (avvenuta il 12 febbraio 2016) e che la
citazione era stata, poi, depositata il 21 marzo 2016;
è da reputarsi, pertanto, erronea la statuizione di inammissibilità
dell’appello emessa dalla Corte territoriale, atteso che il termine di
trenta giorni per il gravame – ai sensi dell’art. 702 quater cod. proc.
civ. – doveva essere computato, nella specie, con riguardo alla
notifica dell’atto di citazione e non al suo deposito, giacchè l’appello,
come dianzi detto, andava proposto con citazione e non con ricorso;
Ritenuto che:
in accoglimento del ricorso, l’impugnata sentenza debba essere,
pertanto, cassata con rinvio alla Corte d’appello di Ancona in diversa
composizione, che dovrà procedere all’esame del merito della
controversia, facendo applicazione dei principi di diritto suesposti.
P.Q.M.
Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata; rinvia alla Corte
d’appello di Ancona in diversa composizione, cui demanda di
provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma il 14/12/2017.
Ii
Il IPCes
3

13/07/2017, n. 17420);

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