Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3713 del 07/02/2022

Cassazione civile sez. III, 07/02/2022, (ud. 23/09/2021, dep. 07/02/2022), n.3713

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. DI FLORIO Antonella – Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. AMBROSI Irene – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 38505/2019 proposto da:

M.M., elettivamente domiciliato in Napoli, Piazza Cavour,

139, presso l’avv. Luigi Migliaccio, che lo rappresenta e difende.

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno, domiciliato ex lege in Roma, via dei

Portoghesi 12, presso l’Avvocatura Generale dello Stato.

– intimato –

avverso il decreto del TRIBUNALE di NAPOLI, depositata il 18/11/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

23/09/2021 da Dott. CRICENTI GIUSEPPE.

 

Fatto

RITENUTO

Che:

1.- M.M. è cittadino della Nigeria: dal ricorso, insieme a quanto riportato nel decreto impugnato, si ricava che è fuggito dal suo paese dopo che, morto il padre, era insorta una lite per l’eredità con lo zio, che si era appropriato dei suoi averi, uccidendo la madre e minacciando pure lui.

Il suo tentativo di rientrare in possesso dei beni aviti è fallito anche per il disinteresse delle forze dell’ordine e del sistema giudiziario. Il ricorrente ha raccontato di essere transitato per la Libia, dove ha subito prigionia per otto mesi, e vessazioni personali.

2.- Il Tribunale di Napoli ha ritenuto inverosimile il suo racconto per una serie di contraddizioni in cui il ricorrente sarebbe incorso; ha altresì escluso una situazione di conflitto armato in Nigeria, ed ha ritenuto irrilevante ai fini della vulnerabilità il periodo trascorso in Libia, in ragione del fatto che il ricorrente non avrebbe indicato in che modo possa avere influito sulla sua condizione personale.

3.- Il ricorso è basato su tre motivi. Il Ministero si è costituito tardivamente, ma non ha notificato controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

5.- Il primo motivo denuncia omesso esame di un fatto decisivo e rilevante ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria.

Il secondo motivo denuncia violazione della L. n. 251 del 2007, art. 3 e della L. 25 del 2008, art. 8.

I motivi hanno censure comuni che richiedono dunque unitario scrutinio.

I fatti il cui esame sarebbe stato omesso sarebbero diversi.

Intanto il ricorrente si duole della mancata audizione, momento in cui il Tribunale avrebbe potuto approfondire gli aspetti critici del suo racconto.

In secondo luogo, si duole della omessa valutazione di alcune situazioni del paese di origine, come l’esistenza di sette, le violenze nella lotta per la terra, l’inefficienza delle autorità nella repressione dei soprusi.

Infine, ed è censura contenuta sia nel primo che nel secondo motivo, il Tribunale avrebbe omesso l’indicazione delle fonti da cui ha tratto conoscenza della situazione della Nigeria.

I motivi sono fondati nei termini che seguono.

Non lo sono quanto alla contestazione del giudizio di credibilità del racconto, che è generica, ed è affidata peraltro alla sola censura della omessa audizione.

Punto sul quale giova ricordare che il Tribunale che sia investito del ricorso contro il provvedimento di rigetto della domanda di protezione internazionale può esimersi dall’audizione del richiedente quando a quest’ultimo, nella fase amministrativa, sia stata data la facoltà di essere sentito e il verbale del colloquio, ove avvenuto, sia stato reso disponibile (Cass. 15318/2020).

Fondata è invece la censura circa la mancata indicazione delle fonti.

E’ principio affermato da questa Corte che il giudizio sulla situazione esistente nel paese di origine deve essere fondato su fonti attendibili ed aggiornate, che il giudice di merito deve indicare espressamente onde consentire una verifica della natura della fonte cui ha attinto (Sez. 3, 8819/2020).

Invece il Tribunale (p. 3) si limita a dire che “non risulta che in Nigeria ci sia una situazione di violenza indiscriminata da conflitto armato”, senza indicare da dove questa convinzione è ricavata.

6.- Il terzo motivo denuncia omesso esame di un fatto decisivo ai fini della protezione umanitaria.

Il ricorrente si duole in particolare di due circostanze: la prima è che, pur avendo il Tribunale tenuto in conto il periodo di transito in Libia, ne ha negato rilevanza in quanto non sarebbe stato indicato in che modo avrebbe influito sulla vulnerabilità.

In secondo luogo, si duole del fatto che il Tribunale ha escluso di dover fare la comparazione tra il suo inserimento in Italia e la situazione del paese di origine, non avendo creduto al suo racconto.

Il motivo è fondato.

Intanto, il ricorrente ha allegato di avere subito in Libia vessazioni personali e di essere stato imprigionato per otto mesi: spetta al Tribunale la valutazione della influenza di tali eventi sulla vulnerabilità di chi li ha subiti, ferma però restando che la loro allegazione è avvenuta.

In secondo luogo, il giudizio di credibilità non ha rilevanza ai fini della protezione umanitaria, in quanto, anche ove fosse inverosimile il racconto, la protezione umanitaria presuppone che il ricorrente si sia integrato in Italia e rischi di perdere il livello di godimento dei diritti fondamentali se rimpatriato: a prescindere dunque dalla veridicità del suo racconto.

7.- Il ricorso va dunque accolto in questi termini.

PQM

La Corte accoglie il ricorso nei termini di cui in motivazione. Cassa la decisione impugnata e rinvia al Tribunale di Napoli, in diversa composizione, anche per le spese.

Così deciso in Roma, il 23 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 7 febbraio 2022

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA