Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 37007 del 26/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 26/11/2021, (ud. 06/10/2021, dep. 26/11/2021), n.37007

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCIOTTI Lucio – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – rel. Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20953-2019 proposto da:

UBI BANCA UNIONE DI BANCHE ITALIANE SPA, in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

GIAMBATTISTA VICO 1, presso lo studio dell’avvocato LORENZO PROSPERI

MANGILI, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI PERUGIA, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA MERULANA 234, presso lo studio

dell’avvocato LUCA ZETTI, (studio avv. Cristina Della Valle), che lo

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 565/1/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE dell’UMBRIA, depositata il 28/12/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 06/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. DELLI

PRISCOLI LORENZO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

Medioleasing s.p.a. (divenuta in corso di causa Unione di banche italiane s.p.a. – UBI Banca) aveva concesso degli immobili siti nel comune di Perugia in locazione finanziaria ad altri soggetti: quest’ultimi si rendevano inadempienti e di conseguenza la società di leasing risolveva i relativi contratti ma i conduttori non le riconsegnavano gli immobili che dunque rimanevano nel possesso dei conduttori;

nel frattempo la Medioleasing s.p.a. provvedeva al pagamento dell’IMU per questi immobili per il 2012, 2013 e 2014 e successivamente chiedeva il rimborso di quanto versato ma il comune di Perugia negava tale rimborso: conseguentemente la Medioleasing s.p.a. impugnava tale diniego di rimborso relativo all’IMU per gli anni d’imposta 2012, 2013 e 2014;

la Commissione Tributaria Provinciale rigettava il ricorso della parte contribuente e la Commissione Tributaria Regionale ne respingeva l’appello affermando che qualora il contratto di leasing sia risolto e l’immobile non sia stato restituito, soggetto passivo è il locatore.

Avverso la suddetta sentenza propone ricorso la parte contribuente affidato ad un unico motivo di impugnazione e in prossimità dell’udienza deposita memoria insistendo per l’accoglimento del ricorso o in subordine per la rimessione della causa alla pubblica udienza oppure alle sezioni unite mentre il comune di Perugia si costituisce con controricorso e in prossimità dell’udienza deposita memoria insistendo per il rigetto del ricorso.

Sulla proposta del relatore ai sensi del novellato art. 380 bis c.p.c. risulta regolarmente costituito il contraddittorio.

Diritto

CONSIDERATO

che:

con il motivo d’impugnazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la parte contribuente lamenta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 23 del 2011, art. 9, là dove la sentenza afferma erroneamente che con la risoluzione del contratto di leasing la soggettività passiva a fini IMU si determina in capo alla società di leasing anche se essa non ha ancora acquisito la materiale disponibilità dell’immobile per mancata riconsegna da parte dell’utilizzatore.

Il motivo di impugnazione è infondato.

Secondo questa Corte, infatti:

in base al disposto di cui al D.Lgs. n. 23 del 2011, art. 9, soggetto passivo dell’imposta municipale unica (IMU), in caso di risoluzione del contratto di “leasing”, torna ad essere il locatore, ancorché non abbia ancora acquisito la materiale disponibilità del bene per mancata riconsegna da parte del locatario, in quanto, ai fini impositivi, assume rilevanza non tanto la detenzione materiale del bene, bensì l’esistenza di un vincolo contrattuale che legittima la detenzione qualificata, conferendo la stessa la titolarità di diritti opponibili “erga omnes”, la quale permane fintantoché è in vita il rapporto giuridico, traducendosi invece in mera detenzione senza titolo in seguito al suo venir meno, senza che rilevi, in senso contrario, la disciplina in tema di Tributo per i servizi indivisibili (TASI), dovuta viceversa dall’affittuario fino alla riconsegna del bene, in quanto avente presupposto impositivo del tutto differente: Cass. nn. 20977 e 418 del 2021; Cass. n. 6664 del 2020; Cass. n. 29973, 25249 e 13793 del 2019).

La Commissione Tributaria Regionale si è attenuta ai suddetti principi là dove – affermando che, qualora il contratto di leasing sia risolto e l’immobile non sia stato restituito, soggetto passivo è il locatore – ha correttamente ritenuto che la parte contribuente (locatore) non avesse diritto al rimborso dell’IMU versata pur nell’ipotesi, come quella di specie, in cui dopo la risoluzione di tale contratto il conduttore non abbia riconsegnato l’immobile.

Sono infine prive di pregio le osservazioni poste da UBI Banca Unione di banche italiane s.p.a. nella memoria: quanto alla richiesta di rimessione alla pubblica udienza o alle sezioni unite non vi sono i presupposti per tale decisione dato che la giurisprudenza è adeguatamente consolidata nel senso sopra riportato; quanto poi alla eccezione riguardante la non doverosità del pagamento delle sanzioni, trattasi di domanda nuova che come tale non può essere proposta per la prima volta in sede di legittimità.

Il ricorso è dunque infondato e la condanna alle spese segue la soccombenza.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali, che liquida in Euro 4.100, oltre a Euro 200,00 per esborsi, oltre al rimborso forfettario nella misura del 15% dei compensi e agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente principale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1- bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 6 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 novembre 2021

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