Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36995 del 26/11/2021

Cassazione civile sez. II, 26/11/2021, (ud. 01/04/2021, dep. 26/11/2021), n.36995

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Felice – rel. Presidente –

Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – Consigliere –

Dott. VARRONE Luca – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 24588-2019 proposto da:

O.L., rappresentato e difeso dall’avvocato CLAUDIA

PEDRINI;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore, – presso

la Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione

internazionale di Verona – elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo

rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

contro

PUBBLICO MINISTERO in persona del PROCURATORE GENERALE presso la

CORTE di CASSAZIONE, PUBBLICO MINISTERO in persona del PROCURATORE

GENERALE presso la CORTE d’APPELLO di VENEZIA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 2895/2019 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 12/07/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

01/04/2021 dal Presidente Dott. FELICE MANNA.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

O.L., cittadino (OMISSIS) nato nel (OMISSIS), proponeva ricorso innanzi al Tribunale di Venezia avverso la decisione della locale Commissione territoriale di Verona, che aveva respinto la sua richiesta di protezione internazionale o umanitaria.

Il Tribunale rigettava la domanda e la Corte d’appello di Venezia, con sentenza n. 2895/19, dichiarava inammissibile l’impugnazione.

Riteneva la Corte distrettuale che l’ordinanza del Tribunale era stata comunicata in via telematica dalla cancelleria al procuratore del richiedente il 22.3.2018 (rectius, 26.3.2018: v. pag. 3 del ricorso), mentre l’iscrizione a ruolo dell’appello, proposto con citazione notificata (il 24.4.2018: v. pag. 3 ricorso), era stata effettuata il 4.5.2018, e dunque oltre i 30 gg. dalla comunicazione. Infatti, proseguiva la Corte, il D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 19, comma 9, era stato modificato a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 142 del 2015, art. 27, comma 1, lett. l) nel senso che, in materia di protezione internazionale, la Corte d’Appello decide sulla impugnazione entro sei mesi dal deposito del ricorso. Il che lasciava comprendere l’intento del legislatore di dare ulteriore accelerazione a tali procedimenti in ogni grado.

Per la cassazione di tale sentenza il richiedente propone ricorso, affidato a tre motivi. Il Ministero dell’Interno resiste con controricorso.

Il ricorso è stato avviato alla trattazione camerale ai sensi dell’art. 380-bis.1 c.p.c., inserito, a decorrere dal 30 ottobre 2016, dal D.L. n. 168 del 2016, art. 1-bis, comma 1, lett. A, convertito, con modificazioni, in L. n. 197 del 2016.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. – Il primo motivo allega la violazione e/o “errata” applicazione dell’art. 702-quater c.p.c. e del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 19, comma 9.

Premesso che erroneamente la sentenza impugnata reca, quale data di comunicazione dell’ordinanza di primo grado, il 22.3.2018, invece del 26.3.2018, parte ricorrente sostiene che il mero riferimento al concetto di “ricorso”, contenuto nel D.Lgs. cit., art. 19, nel comma 9 come modificato dalla L. n. 145 del 2015, non cambia la forma dell’atto introduttivo dell’appello, che è quella propria dell’art. 702-quater c.p.c., vale a dire, fino all’overruling delle S.U. del 2018. la citazione; come, del resto, conferma anche l’arresto di S.U. n. 14502/14, secondo cui la proposizione dell’appello con citazione costituisce la regola generale.

2. – Il secondo motivo (rubricato nel ricorso sub 1.1.) denuncia l’errata interpretazione dell’overruling operato dalle S.U. di questa Corte con sentenza n. 28575/18.

3. – La terza censura (rubricata sub 2.) allega il mancato rispetto del termine prescritto dal D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 19, comma 9, entro cui avrebbe dovuto essere definito il giudizio d’appello, siccome concluso il 10.5.2019, e quindi oltre il termine semestrale previsto dalla suddetta norma.

4. – Il secondo motivo è fondato; e ad evidenza assorbe l’esame delle restanti doglianze.

Infatti, le S.U. di questa Corte, con sentenza n. 28575/18, pubblicata l’8.11.2018 e, dunque, successivamente alla proposizione del gravame in oggetto, hanno chiarito che nel vigore del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 19 così come modificato dal D.Lgs. n. 142 del 2015, art. 27 comma 1, lett. l l’appello ex art. 702-quater c.p.c. proposto avverso la decisione di primo grado sulla domanda volta al riconoscimento della protezione internazionale deve essere introdotto con ricorso e non con citazione, in aderenza alla volontà del legislatore desumibile dal nuovo tenore letterale della norma. Tale innovativa esegesi, in quanto imprevedibile e repentina rispetto al consolidato orientamento pregresso, costituisce un overrulling processuale che, nella specie, assume carattere peculiare in relazione al momento temporale della sua operatività, il quale potrà essere anche anteriore a quello della pubblicazione della prima pronuncia di legittimità che praticò la opposta esegesi (Cass. n. 17420 del 2017), e ciò in dipendenza dell’affidamento sulla perpetuazione della regola antecedente, sempre desumibile dalla giurisprudenza della Corte, per cui l’appello secondo il regime dell’art. 702-quater c.p.c. risultava proponibile con citazione. Resta fermo il principio che, nei giudizi di rinvio riassunti a seguito di cassazione, il giudice del merito è vincolato al principio enunciato a norma dell’art. 384 c.p.c., al quale dovrà uniformarsi anche se difforme dal nuovo orientamento della giurisprudenza di legittimità.

La piana applicazione alla fattispecie della suddetta pronuncia importa l’accoglimento del secondo mezzo d’impugnazione e la cassazione della sentenza impugnata con rinvio alla medesima Corte d’appello, la quale provvederà a decidere nel merito l’impugnazione e a statuire anche sulle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il secondo motivo di ricorso, assorbiti gli altri, e cassa la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d’appello di Venezia, la quale provvederà a decidere nel merito l’impugnazione e a statuire anche sulle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione seconda civile della Corte Suprema di Cassazione, il 1 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 novembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA