Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36991 del 26/11/2021

Cassazione civile sez. II, 26/11/2021, (ud. 23/02/2021, dep. 26/11/2021), n.36991

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Felice – Presidente –

Dott. GORJAN Sergio – rel. Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 22399/2019 proposto da:

S.D., rappresentato e difeso dall’avv. LORENZO MINACAPILLI;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS), IN PERSONA DEL MINISTRO PRO

TEMPORE;

– intimato –

avverso il decreto del TRIBUNALE di PALERMO, depositata il

04/06/2019;

u. udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio

del 23/02/2021 dal Consigliere Dott. SERGIO GORJAN.

 

Fatto

CONSIDERATO IN FATTO

S.D. – cittadino del Gambia – ebbe a proporre avanti il Tribunale di Palermo ricorso avverso la decisione della Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Trapani, che aveva rigettato la sua istanza di ottenimento della protezione in relazione a tutti gli istituti previsti. Il richiedente asilo ebbe a rappresentare d’esser dovuto fuggire dal suo Paese poiché ebbe a schiaffeggiare sua zia – mogie di suo zio poliziotto e suo datore di lavoro – durante un alterco correlato ad ammanchi di denaro correlato al suo lavoro, sicché lo zio ebbe a chiamare la Polizia, che avviò le sue ricerche, per cui si decise ad espatriare.

Il Tribunale panormita ebbe a rigettare la domanda del richiedente asilo in relazione a tutti gli istituti previsti dalla normativa in tema di protezione internazionale ponendo in rilievo come il racconto reso non era credibile ed inoltre non concorreva persecuzione, né sussisteva attuale pericolo di grave danno in caso di rimpatrio; rilevando come la situazione socio-politica del Gambia non era connotata da violenza diffusa e nemmeno ricorrenti le condizioni per riconoscere la protezione umanitaria in difetto di condizione di vulnerabilità e di prova d’effettivo inserimento sociale in Italia.

Il S. ha proposto ricorso per cassazione avverso il decreto del Tribunale siciliano articolato su tre motivi.

Il Ministero degli Interni, benché ritualmente vocato, è rimasto intimato.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Il ricorso proposto dal S. risulta inammissibile a sensi dell’art. 360 bis c.p.c. – siccome la norma è stata ricostruita ex Cass. SU n. 7155/17.

Con il primo mezzo d’impugnazione il ricorrente deduce violazione del disposto ex art. 112 c.p.c. ed D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 2 e art. 14, lett. b), poiché il Collegio panormita non ha inquadrato la sua vicenda personale nell’ambito della situazione socio-politica del Gambia al momento della sua fuga, quando ancora il Paese era oppresso da sistema dittatoriale che violava sistematicamente i diritti civili e politici dei suoi cittadini, e non ha considerato che ancor’oggi, nonostante il cambio del clima politico, la situazione era ancora grave come ritenuto anche da altri Tribunali.

La censura svolta non appare correlata alla specifica motivazione sul punto esposta dal Tribunale, che ha valutato la concorrenza del lumeggiato pericolo di grave danno in caso di rimpatrio, osservando, da un lato, come il narrato del S. appare non credibile e dall’altro come per l’azione compiuta – aver dato uno schiaffo alla zia – il pericolo di esser arrestato era inesistente in quanto il grave danno richiesto deve esser correlato ad apprezzabile pericolo di lesione dei diritti civili fondamentali.

Ciò tanto più che, con il 2017, la situazione socio-politica esistente in Gambia risulta – come infra sarà esaminato – radicalmente cambiata rispetto al momento dell’espatrio, sicché, pur sussistendo ancora delle criticità, tuttavia è venuto meno il sostegno della Pubblica Autorità ad eventuali abusi per motivi personali posti in essere da agenti governativi.

A fronte di detta puntuale motivazione il ricorrente si limita a rievocare il clima politico e sociale esistente al tempo del suo espatrio e le decisioni afferenti ad altri richiedenti asilo gambiani ovviamente irrilevanti stante che è la stessa normativa in tema a richiedere l’esame della specifica situazione del richiedente asilo.

Con la seconda doglianza il S. deduce violazione del disposto ex art. 112 c.p.c., ed D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 2 e art. 14, lett. c), poiché il Tribunale siciliano ha erroneamente ritenuto che in Gambia non concorre una situazione socio-politica connotata da violenza diffusa, nonostante le informazioni rese del sito ministeriale (OMISSIS) ed altri arresti dello stesso Tribunale panormita adottati in casi analoghi al suo.

Il mezzo d’impugnazione dianzi sunteggiato risulta inammissibile poiché si compendia nell’apodittica contestazione della valutazione operata dal Tribunale, per giunta in base a generica informazione offerta ai viaggiatori dal Ministero degli esteri, poiché nemmeno specificatamente riferita al Gambia – almeno nel passo ritrascritto – e di altre decisioni afferenti richiedenti asilo gambiani con l’ovvia osservazione che sono afferenti a specifiche situazioni personali.

Viceversa il Collegio panormita ha sulla scorta di informazioni desunte da rapporti, redatti da Organizzazioni internazionali all’uopo preposte e specificatamente indicati nel decreto, puntualmente esaminato l’attuale situazione socio-politica del Gambia, sottolineando come non risulta connotata da violenza diffusa secondo l’accezione data a tale concetto dalla Corte Europea. Anzi il Tribunale ha ricordato come, se anche rimangono delle criticità, tuttavia sono costanti i progressi per stabilizzare la situazione politica e sociale con significative riforme, anche economiche, della cui validità danno atto pure Organizzazioni internazionali quali Amnesty International.

Dunque a fronte di detta puntale motivazione la contestazione mossa appare scollegata rispetto agli argomenti illustrati dal Tribunale, consegue l’inammissibilità della censura.

Con il terzo motivo d’impugnazione il ricorrente deduce violazione delle norme ex art. 112 c.p.c., ed D.P.R. n. 286 del 1998, artt. 5 e 19, in quanto il Collegio panormita non ha tenuto conto delle sue condizioni di vulnerabilità sia soggettive – in ragione della sua personale condizione – che oggettive, posto che il Gambia risulta essere uno tra i Paesi più poveri al mondo.

La censura risulta inammissibile posto che rimane sul piano della contestazione astratta senza un effettivo confronto con la puntuale motivazione sul punto resa dal Tribunale.

Difatti il Collegio siciliano ha partitamente esaminata la condizione personale del richiedente asilo alla luce e del racconto da lui reso e delle informazioni assunte circa la situazione anche economica del suo Paese; inoltre ha rilevato come il S. non ha introdotto in atti elementi lumeggianti il suo radicamento sociale in Italia e nemmeno sue condizioni soggettive di vulnerabilità.

Quanto poi a condizioni di vulnerabilità collegate alla situazione Paese, il Collegio panormita – sempre sulla scorta di quanti riferito dal ricorrente – ha osservato come lo stesso abbia sempre lavorato in Patria e come l’attuale situazione sociopolitica appare di molto migliorata, sicché nemmeno assume rilievo l’osservazione generica afferente la povertà del Gambia, enfatizzata nel motivo di impugnazione.

Alla declaratoria d’inammissibilità non segue la condanna al pagamento delle spese di questo giudizio di legittimità in favore dell’Amministrazione poiché non costituita.

Il ricorrente dovrà versare l’ulteriore contributo unificato, quando dovuto, stante la declaratoria di inammissibilità del suo ricorso.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nell’adunanza di Camera di consiglio, il 23 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 novembre 2021

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