Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36988 del 26/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 26/11/2021, (ud. 13/05/2021, dep. 26/11/2021), n.36988

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ACIERNO Maria – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. RG 2064-2020 proposto da:

PURPLE SPV SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FRANCESCO DENZA n. 3, presso

lo studio dell’avvocato MARCO BATTAGLIA, rappresentata e difeso

dall’avvocato RENATO BRUALDI;

– ricorrente –

contro

P. COSTRUZIONI SRL IN LIQUIDAZIONE, P.S.,

P.F., P.U., UNIONE BANCHE ITALIANE SPA, BANCA DELLE

MARCHE SPA;

– intimati –

per regolamento di competenza avverso la sentenza n. 967/2019 del

TRIBUNALE di PESARO, depositata il 04/12/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 13/05/2021 dal Consigliere Relatore Dott. FALABELLA

MASSIMO;

lette le conclusioni scritte del PUBBLICO MINISTERO, in persona del

SOSTITUTO PROCURATORE GENERALE DOTT.SSA ANNA MARIA SOLDI, che, visto

l’art. 380 ter c.p.c., chiede che la Corte di Cassazione, in camera

di consiglio, accolga il presente regolamento ed indichi quale

giudice competente a conoscere la controversia il Tribunale di

Pesaro.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – Con sentenza pubblicata il 4 dicembre 2019, il Tribunale di Pesaro si è pronunciato sull’opposizione al decreto ingiuntivo pronunciato nei confronti di P. Costruzioni s.r.l., quale obbligata principale, e di P.S., P.F. e P.U., quali fideiussori, su ricorso di Banca delle Marche s.p.a.; nella posizione creditoria della banca intimante, a seguito di alcune vicende, è subentrata, nel corso del giudizio, Purple SPV s.r.l., che ha conferito procura ad agire in suo nome e per suo conto a REV Gestione Crediti s.p.a..

Il Tribunale ha dichiarato la propria incompetenza per territorio relativamente alle domande aventi ad oggetto “crediti da sconto improprio” per le somme di Euro 176.675,92, Euro 72.997,68 ed Euro 55.000,00; ha ritenuto, invece, la propria competenza con riferimento alle diverse domande vertenti sul saldo di due rapporti di conto corrente (nn. 12826 e 12827) e sul rimborso di un prestito chirografario; in relazione a queste ultime pretese il detto giudice ha reso, quindi, sentenza di merito.

La declaratoria di incompetenza si fonda sul rilievo per cui i crediti basati sui rapporti di sconto sarebbero regolati da alcuni contratti che non contengono clausola di deroga alla competenza in favore del foro alternativo di Pesaro. Ha aggiunto il Tribunale che non sussisterebbero criteri di collegamento atti a radicare la propria competenza con riguardo a detti rapporti: ha sottolineato, in particolare, che gli opponenti hanno sede o residenza ad Urbino, la banca ha sede in Ancona, i contratti sono stati conclusi ad Urbino e “il luogo dell’adempimento è quello del creditore e dunque Ancona”.

3. – Avverso detta pronuncia REV Gestione Crediti s.p.a., in qualità di procuratrice di Purple SPV s.r.l., ha proposto un ricorso per regolamento di competenza articolato in quattro motivi. Il pubblico ministero ha rassegnato conclusioni scritte con cui ha domandato l’accoglimento dell’impugnazione. P. Costruzioni, P.S., P.F. e P.U. non hanno articolato difese.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. – Il ricorrente svolge le seguenti censure.

Primo motivo: violazione e falsa applicazione dell’art. 38 c.p.c., comma 3, in relazione agli artt. 18,19 e 20 c.p.c., nonché dell’art. 1182 c.c., per incompletezza dell’eccezione di incompetenza territoriale proposta.

Secondo motivo: violazione e falsa applicazione degli artt. 19,20,28 c.p.c., nonché degli artt. 1362 s.s. c.c. e degli artt. 1230 s.s. c.c..

Terzo motivo: omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio in relazione alle clausole di deroga della competenza territoriale contenute nei contratti di conto corrente.

Quarto motivo: violazione e falsa applicazione dell’art. 28 c.p.c., anche in relazione al foro convenzionale pattuito nei contratti di conto corrente e di fideiussione.

2. – Il ricorso è fondato.

Il Tribunale ha ritenuto che, con riguardo alle domande basate sui rapporti di sconto, i relativi contratti non contenessero la clausola di deroga alla competenza in favore del Tribunale di Pesaro, invece presente nei contratti di conto corrente. Ha quindi reputato applicabili le disposizioni circa il foro generale delle persone fisiche, delle persone giuridiche e degli enti non riconosciuti (artt. 18 e 19 c.p.c.) e quello facoltativo per le cause relative ai diritti di obbligazione (art. 20 c.p.c.).

Come rettamente osservato dalla ricorrente col primo motivo di ricorso, però, l’eccezione proposta da P. Costruzioni non risulta articolata sotto tutti i profili indicati dall’art. 19 c.p.c.. Infatti, in caso di eccezione di incompetenza territoriale sollevata con riguardo a una persona giuridica, la mancata contestazione nella comparsa di risposta della sussistenza del criterio di collegamento indicato dall’art. 19 c.p.c., comma 1, u.p. (dato dalla presenza, nel luogo di competenza del giudice adito, di uno stabilimento e di un rappresentante autorizzato a stare in giudizio con riferimento all’oggetto della domanda) comporta l’incompletezza dell’eccezione, rilevabile d’ufficio anche in sede di regolamento di competenza, sicché l’eccezione deve ritenersi come non proposta, con radicamento della competenza del giudice adito (Cass. 26 luglio 2019, n. 20387; Cass. 7 agosto 2018, n. 20597; Cass. 11 dicembre 2014, n. 26094).

Con riguardo all’eccezione sollevata dai fideiussori, è incontroverso che i medesimi non possano considerarsi consumatori, ai fini dell’applicazione del foro speciale di cui al D.Lgs. n. 206 del 2005, art. 33, lett. u): tale dato, evidenziato dal Tribunale, trova conferma nel rilievo per cui i medesimi sono gli unici tre soci dell’obbligata principale P. Costruzioni, apportatori, come tali, dell’intero capitale sociale della stessa (doc. n. 7 del fascicolo monitorio, richiamato dalla ricorrente a pag. 25 del proprio atto di impugnazione). E’ da ricordare, in proposito, che in tema di contratti stipulati dal consumatore, i requisiti soggettivi di applicabilità della disciplina legislativa consumeristica, in relazione ad un contratto di fideiussione stipulato da un socio in favore della società, devono essere valutati con riferimento alle parti dello stesso, dando rilievo – alla stregua della giurisprudenza comunitaria (Corte giust. UE, 19 novembre 2015, C-74/15, T arcau) – all’entità della partecipazione al capitale sociale, nonché all’eventuale qualità di amministratore della società garantita assunto dal fideiussore (Cass. 24 gennaio 2020, n. 1666; Cass. 13 dicembre 2018, n. 32225). Ne discende che, con riguardo ai fideiussori, trova applicazione il foro convenzionale di Pesaro, di cui alla clausola n. 15 del contratto di fideiussione (cfr. pag. 7 della sentenza impugnata).

3. – In accoglimento del ricorso proposto, va dunque dichiarata la competenza del Tribunale di Pesaro, cui la causa deve essere rimessa. Le spese relative alla presente impugnazione saranno regolate dalla pronuncia di cui è investito il detto Tribunale.

P.Q.M.

La Corte:

accoglie il ricorso per regolamento di competenza e dichiara la competenza del Tribunale di Pesaro, assegnando il termine di legge per la riassunzione; rimette al merito la decisione sulle spese del giudizio relative alla proposta impugnazione.

Così deciso in Roma, il nella camera di consiglio della 6a Sezione Civile, il 13 maggio 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 novembre 2021

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