Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36942 del 26/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 26/11/2021, (ud. 08/06/2021, dep. 26/11/2021), n.36942

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – rel. Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

Dott. CALAFIORE Daniela – Consigliere –

Dott. LEO Giuseppina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5572-2020 proposto da:

P.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CARLO POMA 2,

presso lo studio dell’avvocato MASSIMILIANO PUCCI, rappresentato e

difeso dagli avvocati LORENZO CALVANI, ANDREA STRAMACCIA;

– ricorrente –

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’AVVOCATURA CENTRALE

DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati VINCENZO

TRIOLO, VINCENZO STUMPO, MAURO SFERRAZZA, MARIA PASSARELLI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 774/2019 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,

depositata il 12/11/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata dell’08/06/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ADRIANO

PIERGIOVANNI PATTI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. con sentenza 12 novembre 2019, la Corte d’appello di Firenze rigettava l’appello di P.E. avverso la sentenza di primo grado, che ne aveva rigettato la domanda di condanna del Fondo di Garanzia presso l’Inps di pagamento di Euro 2.705,51 a titolo di ultime mensilità (febbraio e marzo 2014), ai sensi del D.Lgs. n. 80 del 1992, art. 2;

2. come già il Tribunale, essa giustificava la reiezione, per essere il termine di dodici mesi, in cui rientranti le ultime mensilità garantite, decorso al momento di presentazione (il 7 maggio 2015) della (prima) istanza di fallimento, sulla base del credito accertato in via monitoria (con ricorso depositato il 24 febbraio 2015 e decreto ottenuto il 2 aprile 2015) nei confronti della datrice (OMISSIS) s.r.l. (dichiarata poi fallita in esito alla sua seconda istanza, proposta il 16 marzo 2016), in quanto requisito essenziale per la sua attivazione, a norma del D.Lgs. n. 80 del 1992, art. 2, lett. a), e art. 1, comma 1;

3. con atto notificato il 4 febbraio 2020, il lavoratore ricorreva per cassazione con unico motivo, illustrato da memoria ai sensi dell’art. 380bis c.p.c., cui l’Inps resisteva con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. il ricorrente deduce violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 80 del 1992, art. 2, per la tempestiva attivazione dell’iniziativa giudiziale, a fini di fruizione della prestazione garantita, in termine infraannuale, da computare dalla data, non già di presentazione della prima istanza di fallimento, ma di deposito del decreto ingiuntivo, in quanto iniziativa giudiziaria in continuità diretta con l’accertamento dello stato d’insolvenza della società datrice inadempiente al pagamento delle ultime mensilità (unico motivo);

2. esso è fondato;

3. il Fondo di garanzia (istituito presso l’INPS e dal medesimo gestito, ai sensi della L. n. 297 del 1982, art. 2, e del D.Lgs. n. 80 del 1992, art. 2) si sostituisce al datore di lavoro inadempiente per insolvenza nel pagamento dei crediti di lavoro inerenti agli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro rientranti nei dodici che precedono (alla luce della sentenza della Corte di Giustizia UE 10 luglio 1997, nella causa C – 373/95), non la data di apertura della procedura concorsuale, ma quella di proposizione della domanda volta all’apertura della stessa procedura, in riferimento a qualunque iniziativa giudiziaria promossa per ottenere la realizzazione del diritto di credito non dipendente da eventi sottratti alla disponibilità del lavoratore interessato (tra i quali potrebbe collocarsi anche l’istanza di fallimento), ovvero decorrenti dalla data di proposizione dell’atto d’iniziativa volto a far valere in giudizio il credito del lavoratore, fermo restando che tale garanzia non può essere concessa prima della decisione d’apertura della procedura concorsuale: in tale senso si è consolidato l’insegnamento di questa Corte (Cass. 1 febbraio 2005, n. 1885, p.ti da 6 a 9 motivaz., di annullamento della sentenza di merito di rigetto della domanda del lavoratore, per essere trascorsi oltre due anni tra la data di cessazione del rapporto di lavoro e l’apertura della procedura concorsuale, senza considerare che il lavoratore si era attivato a richiedere, entro l’anno dalla cessazione del rapporto di lavoro, un decreto d’ingiunzione; Cass. 26 ottobre 2007, n. 22621; Cass. 19 maggio 2008, n. 12634, p.ti da 3 a 6 motivaz.; Cass. 24 agosto 2018, n. 2166; Cass. 29 luglio 2020, n. 16249, p.ti 18, 21, 25, 26 motivaz.);

3.1. nel caso di specie, il lavoratore ha tempestivamente avviato il procedimento monitorio (con ricorso depositato il 24 febbraio 2015 e decreto ingiuntivo ottenuto il 2 aprile 2015), immediatamente seguito (il 7 maggio 2015) dalla (prima) istanza di fallimento, nel rispetto del termine annuale dalla maturazione delle ultime mensilità (febbraio e marzo 2014), ai sensi del D.Lgs. n. 80 del 1992, art. 2: così soddisfacendo i requisiti prescritti per l’erogazione della prestazione dal Fondo di Garanzia;

4. pertanto il ricorso deve essere accolto, con la cassazione della sentenza impugnata e rinvio, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Firenze in diversa composizione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Firenze in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 8 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 novembre 2021

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