Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36910 del 26/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 26/11/2021, (ud. 19/10/2021, dep. 26/11/2021), n.36910

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRAZIOSI Chiara – Presidente –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 10342-2021 proposto da:

S. ANNA S.N.C. di M. e M.M., in persona dei legali

rappresentanti in carica, M.M. e M.M.,

elettivamente domiciliati in ROMA, alla via XX SETTEMBRE n. 3,

presso lo studio dell’avvocato ANTONIO RAPPAZZO, che li rappresenta

e difende unitamente all’avvocato GIUSEPPE RAPPAZZO;

– ricorrenti –

contro

MB CREDIT SOLUTIONS S.P.A. – GRUPPO BANCARIO MEDIOBANCA, in persona

del legale rappresentante in carica, elettivamente domiciliata in

ROMA, al piazzale FLAMINIO n. 9, presso lo studio dell’avvocato

SALVATORE CAMPAGNA, rappresentata e difesa dall’avvocato MARIO

ZURLO;

– controricorrente –

e contro

UNICREDIT LEASING S.P.A.;

– intimata –

per regolamento di competenza avverso la sentenza n. 649/2021 del

TRIBUNALE di BRESCIA, depositata il 10/03/2021;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 19/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. Cristiano

Valle;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. Alessandro Pepe, che chiede che

la Corte di Cassazione dichiari inammissibile il regolamento

facoltativo di competenza proposto dalla S. Anna S.n.c. di M. e

M.M. e da questi ultimi in proprio.

Osserva quanto segue.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

La S. Anna S.n.c. di M. e M.M., e questi ultimi in proprio, hanno proposto ricorso per regolamento di competenza, con atto affidato a tre motivi, avverso la sentenza del Tribunale di Brescia n. 649 del 10/03/2021 ed hanno chiesto che sia dichiarata la competenza per territorio del Tribunale di Roma a conoscere della controversia instaurata nei confronti della Unicredit Leasing S.p.a. e della MB Credit Solutions S.p.a. e che la detta sentenza sia annullata, nel merito, senza rinvio.

Resiste con controricorso la MB Credit Solutions S.p.a.

Unicredit Leasing Solutions S.p.a. è rimasta intimata.

Il P.G. ha concluso per l’inammissibilità del regolamento di competenza, in quanto proposto avverso provvedimento decisorio anche del merito.

I ricorrenti hanno depositato memoria con la quale hanno insistito per l’ammissibilità del regolamento.

Il regolamento di competenza è stato proposto avverso sentenza del Tribunale di Brescia, che, quale giudice di primo grado, ha, ritenendosi competente, deciso in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, rigettando l’opposizione della detta società e dei suoi soci, odierni ricorrenti, e con il ricorso è stato impugnato anche il merito della decisione della causa.

Come esattamente prospettato dal PG nelle sue conclusioni, ed eccepito in memoria dalla MB Credit Solutions S.p.a., il ricorso è inammissibile, in quanto volto a impugnare anche le statuizioni di merito.

Sul punto l’orientamento di questa Corte di legittimità è costante e oramai risalente (si veda Cass. n. 21507 del 19/09/2013 Rv. 628137 01): “Ai fini dell’esperibilità del regolamento di competenza, potendo l’impugnazione – ai sensi degli artt. 42 e 43 c.p.c. – riguardare unicamente la questione relativa alla violazione delle norme sulla competenza che sia stata oggetto della pronuncia, per “decisione di merito” deve intendersi non solo una pronuncia sul rapporto sostanziale dedotto in giudizio, ma anche la risoluzione di questioni – di carattere sostanziale o processuale, pregiudiziali di rito o preliminari di merito – diverse da quella sulla competenza, la quale risoluzione, dovendo essere censurata con il ricorso ordinario, preclude la necessità e, ove la censura venga proposta, anche la facoltatività dello stesso regolamento di competenza.”

La parte odierna ricorrente, di fronte a decisione sulla competenza (ritenuta sussistente dal Tribunale di Brescia) e sul merito avrebbe dovuto proporre appello e non ricorso per cassazione.

Il ricorso deve, pertanto, essere dichiarato inammissibile.

La spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, deve darsi atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto (Sez. U n. 04315 del 20/02/2020).

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso per regolamento di competenza;

condanna i ricorrenti al pagamento delle spese, che si liquidano in Euro 2.200,00, oltre Euro 200,00 per esborsi, oltre rimborso forfetario al 15%, oltre CA e IVA per legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Corte di Cassazione, sezione VI civile 3, il 19 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 novembre 2021

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