Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36885 del 26/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 26/11/2021, (ud. 06/07/2021, dep. 26/11/2021), n.36885

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – rel. Consigliere –

Dott. LEO Giuseppina – Consigliere –

Dott. BOGHETICH Elena – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15230-2020 proposto da:

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, in proprio e quale procuratore

speciale della SOCIETA’ DI CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI INPS (SCCI)

SPA, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29,

presso l’AVVOCATURA CENTRALE DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso

dagli avvocati CARLA D’ALOISIO, difende unitamente LELIO MARITATO,

ANTONINO SGROI, EMANUELE DE ROSE, ANTONIETTA CORETTI;

– ricorrente –

contro

ITALY SRL, in persona dei legali rappresentanti pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PO 12, presso lo studio

dell’avvocato GIUSEPPE CAPUTI, che la rappresenta e difende

unitamente agli avvocati ALVISE GASTONE BRAGADIN, GIUSEPPE FILIPPO

MARIA LA SCALA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 856/2019 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 15/11/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 06/07/2021 dal Consigliere Relatore Dott. GUGLIELMO

CINQUE.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. Con la sentenza n. 856 del 2019 la Corte di appello di Bologna, in riforma della pronuncia del Tribunale della stessa sede n. 665/2018, ha dichiarato insussistente il credito contributivo di cui all’avviso di addebito dell’INPS n. (OMISSIS) con il quale era stato intimato alla Manz Italy srl il pagamento della somma di Euro 48.286,23 per contributi, somme aggiuntive e compensi di riscossione, dovuti a titolo di omessa contribuzione riferita ad una indennità sostitutiva di preavviso mai erogata ad otto ex dipendenti, oggetto di una procedura di licenziamento collettivo avviata il (OMISSIS) e conclusasi con un accordo ove, in virtù della “non opposizione al licenziamento e della risoluzione del rapporto” era stata prevista l’erogazione di una somma in parte erogata a titolo di incentivo all’esodo e in parte in via transattiva, con espressa rinuncia al preavviso e alla relativa indennità sostitutiva.

2. Per quello che interessa in questa sede, i giudici di seconde cure hanno evidenziato che la risoluzione immediata del rapporto, senza svolgimento del preavviso, non era stata frutto di una decisione unilaterale del datore di lavoro ma, al contrario, della concorde volontà delle parti, per cui mancavano i presupposti giuridici per la debenza dei contributi connessi alla indennità di preavviso la cui insorgenza era necessariamente collegata con la venuta ad esistenza del diritto alla corresponsione della indennità in capo al lavoratore.

3. Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione l’INPS affidato ad un solo articolato motivo cui ha resistito con controricorso la Manz Italy srl.

4. La proposta del relatore è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

5. L’INPS ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con l’unico articolato motivo l’INPS denuncia la violazione e/o falsa applicazione della L. n. 153 del 1969, art. 12, che ha sostituito del D.L. n. 692 del 1945, gli artt. 1 e 2, recepito negli artt. 27 e 28 TU approvato con D.P.R. n. 797 del 1955, a propria volta modificato dal D.L. n. 44 del 1985, art. 1, comma 4, conv. con modificazioni nella L. n. 155 del 1985, dalla L. n. 876 del 1986, art. 1, comma 1, dal D.L. n. 173 del 1988, art. 4, comma 2-bis, conv. con modificazioni nella L. n. 291 del 1988, dalla L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 15, e, infine, sostituito dal D.Lgs. n. 314 del 1997, art. 6, comma 1, del D.L. n. 338 del 1989, art. 1, conv. con modificazioni nella L. n. 389 del 1989, e dell’art. 2118 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3.

2. Sostiene l’Istituto che, in un contesto in cui l’indennità sostitutiva del preavviso pacificamente sarebbe stata dovuta ai lavoratori, la rinuncia di questi ultimi in ordine alla stessa non avrebbe in alcun modo potuto influire sul rapporto contributivo per cui sussisteva il diritto alla contribuzione sulle somme da erogarsi a tale titolo.

3. Il motivo è fondato alla stregua dei principi statuiti da questa Corte (Cass. n. 15411 del 2020 e Cass. n. 12932 del 2021), cui si intende dare seguito.

4. Il D.lgs. n. 314 del 1997, art. 6, comma 4, prevede:

Sono esclusi dalla base imponibile:

a) le somme corrisposte a titolo di trattamento di fine rapporto;

b) le somme corrisposte in occasione della cessazione del rapporto di lavoro al fine di incentivare l’esodo dei lavoratori, nonché quelle la cui erogazione trae origine dalla predetta cessazione, fatta salva l’imponibilità dell’indennità sostitutiva del preavviso…”.

5. Il primo dato normativo da cui partire e’, quindi, quello secondo cui il legislatore ha voluto differenziare, ai fini contributivi, la disciplina della indennità sostitutiva del preavviso da tutte le altre somme che sono corrisposte in una situazione di esodo incentivato attuato mediante una transazione.

6. Orbene, se è vero che la transazione è estranea al rapporto di lavoro e agli obblighi contributivi, tuttavia va rilevato che alla base del calcolo degli oneri previdenziali, così come deve essere posta la retribuzione prevista per legge o per contratto, individuale o collettivo, devono essere considerati anche gli istituti giuridici collegati strettamente ai rapporto di lavoro: il tutto naturalmente con una indagine non meramente formale sulla natura giuridica delle singole poste.

7. Il rapporto assicurativo e l’obbligo contributivo connessi al rapporto di lavoro sorgono, infatti, con l’instaurazione dello stesso, ma sono del tutto autonomi e distinti, nel senso che l’obbligo contributivo del datore di lavoro verso l’Istituto previdenziale sussiste indipendentemente dal fatto che gli obblighi retributivi nei confronti del prestatore d’opera siano stati in tutto o in parte soddisfatti, ovvero che il lavoratore abbia rinunciato ai suoi diritti (Cass. n. 5547 del 1993; Cass. n. 3630 del 1999).

8. Analogo discorso è valido per l’indennità sostitutiva del preavviso equiparata alla retribuzione, sotto il profilo sostanziale, dalla giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 2931 del 2004).

9. Nella fattispecie in esame non e’, quindi, del tutto condivisibile l’argomentazione della Corte territoriale, secondo cui l’obbligo del preavviso e la indennità economica correlata a questo sorge solo se la risoluzione del rapporto dipenda dalla decisione unilaterale del datore di lavoro e non essendo sorto per il lavoratore il relativo diritto, non è ipotizzabile neanche l’obbligo contributivo.

10. Occorreva, invece, accertare se la rinuncia alla indennità sostitutiva, all’interno dell’accordo transattivo, fosse una posta intrinsecamente collegata al sottostante rapporto di lavoro e svincolata dalla intesa, al fine, in questo caso, di ritenere il suo assoggettamento ad imposizione contributiva (Cass. n. 27933 del 2017), ovvero se si ponesse come una specifica pattuizione, in un accordo di tipo novativo, in virtù di un collegamento con il rapporto di lavoro in termini solo di occasionalità e, quindi, come tale, idoneo ad escludere la sua assoggettabilità a contribuzione.

11. Alla stregua esposto il ricorso deve essere accolto.

12. La impugnata sentenza va, quindi, cassata con rinvio alla Corte di appello di Bologna, in diversa composizione, che procederà ad un nuovo esame attenendosi ai principi sopra esposti e provvederà, altresì, anche alle determinazioni sulle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza e rinvia alla Corte di appello di Bologna, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nell’Adunanza camerale, il 6 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 novembre 2021

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