Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36856 del 26/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 26/11/2021, (ud. 28/09/2021, dep. 26/11/2021), n.36856

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 26448-2020 proposto da:

BOCCONE del CARDINALE S.R.L., in persona del legale rappresentante in

carica, domiciliata in ROMA, alla piazza CAVOUR, presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difesa

dall’avvocato TIZIANA STEFANELLI;

– ricorrente –

contro

ASL FG AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA di (OMISSIS), in

persona del legale rappresentante in carica, nonché per la Gestione

Liquidatoria ex USL (OMISSIS) di (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante in carica, elettivamente domiciliate in ROMA, alla

via BARNABA TORTOLINI n. 30, presso lo studio dell’avvocato PLACIDI

ALFREDO, rappresentate e difese dall’avvocato STEFANO PIO FOGLIA;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 1183/2020 della CORTE d’APPELLO di BARI,

depositata il 25/06/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 28/09/2021 dal Consigliere Relatore Cristiano Valle,

osserva quanto segue.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Boccone del Cardinale S.r.l. impugna, con atto affidato a quattro motivi di ricorso, la sentenza della Corte di Appello di Bari n. 1183 del 25/06/2020, che, in riforma della sentenza di primo grado del Tribunale di Foggia, ha accolto l’opposizione all’esecuzione proposta dalla ASL (OMISSIS) e dalla Gestione liquidatoria ex USL (OMISSIS), così dichiarando l’inefficacia del precetto notificato dalla Boccone del Cardinale S.r.l. alle suddette ASL e Gestione liquidatoria e l’inesistenza del diritto a procedere ad esecuzione forzata in capo alla precettante.

Resistono con un unico controricorso la ASL (OMISSIS) e la Gestione Liquidatoria della ex USL (OMISSIS).

La causa è stata avviata alla trattazione camerale non partecipata ai sensi degli artt. 375,376 e 380 bis c.p.c..

La proposta di manifesta inammissibilità, e comunque di infondatezza, del Consigliere relatore è stata ritualmente comunicata alle parti.

La sola parte controricorrente ha depositato memoria.

I motivi di ricorso sono fortemente aspecifici e implicano, nella loro esposizione un rinvio agli atti di causa incompatibile con i limiti del giudizio di legittimità, come delineati dall’art. 366 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 6 .

In ogni caso il nucleo principale del ricorso della Boccone del Cardinale S.r.l. non incrina l’assunto fondamentale della decisione impugnata, che è quello dell’avvenuta estinzione, per pagamento satisfattivo in procedura esecutiva dinanzi al giudice dell’esecuzione presso il Tribunale di Bari, del credito della Boccone del cardinale S.r.l. originariamente azionato in via monitoria e successivamente, nel corso del giudizio di opposizione, oggetto di ordinanza di provvisoria esecutorietà.

Per mera completezza argomentativa si deve, in questa sede, ribadire l’affermazione (compiutamente svolta dalla sentenza impugnata) relativa all’applicabilità del termine di centoventi giorni di cui al D.L. n. 669 del 1996, art. 14, conv. con modif. in L. 28 febbraio 1997, n. 30, anche alle Aziende Unità Sanitarie Locali, alla stregua della recente affermazione di questa Corte (Cass. n. 26113 del 27 settembre 2021), alla quale il Collegio presta adesione e intende dare continuità; è stato invero istituito che ai fini esecutivi le ASL non devono essere considerate enti pubblici economici, con conseguente applicabilità della detta norma anche nei loro confronti e ulteriore corollario dell’insussistenza del diritto a procedere ad esecuzione forzata prima del decorso del termine di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo (la cui inosservanza, per l’inscindibile dipendenza del precetto dall’efficacia esecutiva del titolo che con esso si fa valere, avrebbe reso nullo il precetto intempestivamente intimato, con la conseguenza che la relativa opposizione si traduce in una contestazione del diritto di procedere all’esecuzione forzata e integra un’opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c.).

Le ulteriori prospettazioni di cui al ricorso, relative all’asserita cessazione della materia del contendere, che sarebbe stata rappresentata da entrambe le parti, sono evidentemente aspecifiche, se non (a tacer d’altro) strumentali, in quanto non localizzano esattamente gli atti e i provvedimenti giudiziali sulla cui base dovrebbe, affermarsi che la Corte territoriale abbia errato nel non decidere secondo detta prospettazione.

Il ricorso deve, pertanto, essere rigettato.

Le spese di lite seguono la soccombenza e, tenuto conto dell’attività processuale espletata e del valore della controversia, sono liquidate come da dispositivo.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, deve darsi atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto (Sez. U n. 04315 del 20/02/2020).

PQM

Rigetta il ricorso; condanna parte ricorrente al pagamento delle spese di lite, che liquida in Euro 7.200,00, oltre Euro 200,00 per esborsi, oltre rimborso forfetario al 15%, oltre CA e IVA per legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Corte di Cassazione, sezione VI civile 3, il 28 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 novembre 2021

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