Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3685 del 15/02/2011

Cassazione civile sez. III, 15/02/2011, (ud. 20/12/2010, dep. 15/02/2011), n.3685

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETTI Giovanni Battista – rel. Presidente –

Dott. AMENDOLA Adelaide – Consigliere –

Dott. ARMANO Uliana – Consigliere –

Dott. D’AMICO Paolo – Consigliere –

Dott. CARLUCCIO Giuseppa – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 34301/2006 proposto da:

M.V. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA MERULANA 141, presso lo studio dell’avvocato ALVITI

Maurizio, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati

VENTURINI ANTONFRANCESCO, IZZO CARLO GUGLIELMO, giusta delega a

margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

COMMERCIAL UNION ITALIA S.P.A. (OMISSIS), già COMMERCIAL UNION

ITALIA S.P.A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore

Dott. B.R., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

ROMEO ROMEI 27, presso lo studio dell’avvocato ROMAGNOLI Maurizio,

che la rappresenta e difende, giusta delega a margine del

controricorso;

– controricorrente –

e contro

COM ROMA, EDILDIM SRL, F.S.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 5013/2005 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

Sezione Prima Civile, emessa il 05/10/2005, depositata il 21/11/2005,

r.g.n. 4078/2003;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

20/12/2010 dal Consigliere Dott. GIOVANNI BATTISTA PETTI;

udito l’Avvocato MAURIZIO ALVITI;

udito l’avvocato ENZO GIARDIELLO (per delega dell’avvocato MAURIZIO

ROMAGNOLI);

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

GOLIA Aurelio, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. La notte del (OMISSIS), in (OMISSIS), M.V., mentre era alla guida della propria Y10, avvistava seminascosta tra la folla appena uscita da uno spettacolo, una vettura parcheggiata con le luci di emergenza accese al centro della strada, che si trovava su una pedana spartitraffico non segnalata nè illuminata. La autovettura del M. finiva contro la pedana, impennandosi e scontrandosi con quella sistemata sulla pedana, con conseguenti danni gravi alla vettura e lesioni per il conducente. Con citazione del luglio 1997 lo infortunato M. conveniva dinanzi al Tribunale di Roma il Comune di Roma in relazione alla mancata manutenzione e segnalazione della pedana, la srl Edildim proprietaria dalla Alfa Romeo incidentata e parcheggiata sulla pedana, F.S. che aveva sistemato la detta auto sulla pedana in attesa di un carro attrezzi, e la Commerciai Union assicurazioni spa – ora Aviva Italia spa – assicuratrice della Alfaromeo, e ne – chiedeva a diverso ma concorrente titolo la condanna in solido al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali derivati dal sinistro.

Restavano contumaci il F. e la EDILDIM SRL, si costituivano il Comune e la assicuratrice e contestavano il fondamento delle domande deducendo la responsabilità esclusiva dello attore, che avrebbe dovuto avvistare lo ostacolo ed evitarlo.

2. Il Tribunale di Roma, con sentenza 11 giugno 2002 rigettava la domanda compensando le spese tra le parti.

3. Contro la decisione ha proposto appello il M. chiedendone la riforma, hanno resistito il Comune di Roma e la assicuratrice Commerciai Union spa, sono rimaste contumaci le altre parti.

LA Corte di appello di Roma con sentenza del 21 novembre 2005 non notificata, rigettava l’appello e condannava l’appellante alla rifusione delle spese del grado in favore degli appellati.

4. Contro la decisione ricorre il M. deducendo unico motivo di censura, resiste lo assicuratore AVIVA con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

5. Il ricorso non merita accoglimento. Per chiarezza espositiva si offre una sintesi del motivo ed a seguire la confutazione in punto di diritto.

5.A. SINTESI DEL MOTIVO. Si deduce come vizio della motivazione, su fatto controverso e decisivo, del giudizio, lo accertamento della responsabilità esclusiva del conducente della Y 10, in reazione alla omessa considerazione di due circostanze di fatto: la prima relativa alla mancata segnalazione a raso sul manto stradale preannunciante la presenza di uno spartitraffico, la seconda relativa alla mancata rimozione dello auto incidentata e parcheggiata abusivamente sulla pedana. Quanto alla prima circostanza essa era indicata per stabilire la responsabilità del Comune, quanto alla seconda implicava la responsabilità del conducente, del proprietario e dello assicuratore, in relazione alla situazione di pericolo anche in relazione alla ora notturna ed alla scarsa visibilità.

5.B. CONFUTAZIONE IN PUNTO DI DIRITTO. Il ricorso appare inammissibile, sul rilievo che deduce come vizio della motivazione un error in iudicando senza indicare con chiarezza la norma di riferimento, che la sentenza di appello configura in termini di responsabilità aquiliana, considerando la mancanza della responsabilità del Comune in relazione alla non imputabilità soggettiva della situazione di pericolo occulto, essendo lo ostacolo ben visibile ed esistente la palina luminosa di segnalazione andata a spegnersi per il precedente urto della auto antagonista; aggiunge la motivazione che resta esclusa anche la responsabilità del proprietario dell’auto parcheggiata sullo spartitraffico con le luci di emergenza accese, proprio per segnalare una situazione di pericolo in relazione a sosta in emergenza. Vedi in tal senso Cass. 2003 n. 11883, 2002 n. 5582 e 2000 n. 3904.

Ove fosse superabile il dedotto profilo di inammissibilità la motivazione, relativa a fattispecie di neminem laedere di cui allo art. 2043 c.c., appare adeguatamente motivata in relazione alla ricostruzione del fatto dannoso ed allo elemento della imputabilità soggettiva da ascriversi al conducente imprudente e negligente che non ha arrestato la marcia in presenza di folla ed di una auto antagonista in situazione di emergenza debitamente segnalata.

Al rigetto del ricorso segue la condanna del ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di cassazione liquidate come in dispositivo in favore della parte resistente.

P.Q.M.

RIGETTA il ricorso e condanna M.V. a rifondere alla Aviva Italia spa – già Commerciai Unione assicurazioni spa – le spese del giudizio di cassazione che liquida in 1500,00 Euro di cui Euro 200,00 per spese, oltre accessori e spese generali come per legge.

Così deciso in Roma, il 20 dicembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 15 febbraio 2011

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