Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36771 del 26/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 26/11/2021, (ud. 03/02/2021, dep. 26/11/2021), n.36771

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. PENTA Andrea – rel. Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26147/2016 proposto da:

M.G., nato il (OMISSIS) e residente in (OMISSIS) (C.F.:

(OMISSIS)), rappresentato e difeso, giusta procura margine del

ricorso, dall’Avv. Nicola Verderico (C.F.: (OMISSIS)) ed

elettivamente domiciliato presso “Verderico – Studio Legale

Tributario” in Barcellona P.G. (ME), alla Via T.C. Arcodaci n. 74;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1259/02/2016 emessa dalla CTR Sicilia in data

04/04/2016 e non notificata;

udita la relazione della causa svolta dal Consigliere Dott. Andrea

Penta.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

M.G. in data 03/05/2002 proponeva ricorso alla C.T.P. di Messina avverso l’avviso di rettifica e liquidazione per imposte di registro ed ipocatastale notificato il 07/04/2002, con il quale, alla luce dell’informativa dell’ufficio, della rendita catastale e dell’atto di provenienza (nel quale lo stesso immobile era stato dichiarato per L. 400.000.000, ma non era stato soggetto ad imposta di registro in quanto sottoposto ad IVA) era stato rettificato in L. 182.000.000 (corrispondente a L. 700.000 al mq) il valore dichiarato di L. 20.000.000 per la vendita di una quota pari al 67% di un fabbricato adibito ad uso negoziò.

Con i motivi del ricorso si contestava il vizio di motivazione dell’atto e la determinazione del valore, per essere stato il bene, successivamente al primo acquisto, gravato di due ipoteche.

L’Ufficio si costituiva in giudizio, contestando i motivi del ricorso ed insistendo sulla legittimità del proprio operato ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 51.

La CTP, con sentenza depositata il 2.10.2008, rigettava il ricorso.

Avverso quest’ultima in data 27.3.2009 proponeva appello il contribuente, insistendo sui motivi del ricorso introduttivo. L’Ufficio si costituiva in giudizio, insistendo sulla legittimità del procedimento seguito e sulla quantificazione della pretesa.

Con sentenza del 4.4.2016, la CTR Sicilia rigettava l’appello sulla base delle seguenti considerazioni:

1) infondato era il motivo di appello con cui si insisteva sul vizio di motivazione dell’atto, poiché, in osservanza del disposto del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 52 erano state esposte le ragioni della pretesa con riferimento all’indicazione puntuale degli elementi e dei dati specifici degli atti connessi proprio all’atto impugnato, come tali conosciuti dal contribuente (motivazione per relationem) ed in base ai quali era stato determinato con autonoma valutazione il valore del bene in oggetto;

2) per quanto riguardava il motivo con cui si insisteva nel ritenere valore effettivo dell’immobile quello dichiarato, premesso che il D.P.R. n. 131 del 1986, art. 20 stabilisce che “L’imposta è applicata secondo la intrinseca natura e gli effetti giuridici atti presentati alla registrazione, anche se non vi corrisponda il titolo o la forma apparente”, non era consentita un’interpretazione che facesse riferimento ad elementi esterni agli atti o ai loro effetti economici.

Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso M.G., sulla base di due motivi.

L’Agenzia delle Entrate non ha svolto difese.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

1. Con il primo motivo il ricorrente deduce la violazione e/o falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, comma 1, D.P.R. n. 131 del 1986, art. 51, comma 2, e art. 52, comma 2, e art. 24 Cost., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), per non aver la CTR considerato che l’Ufficio non aveva assolto l’obbligo di motivare l’avviso di accertamento in rettifica del valore, in particolare non allegando allo stesso l’informativa dell’Ufficio territorialmente competente (U.R. Atti Civili di Messina) e non richiamando né atti di trasferimento aventi ad oggetto gli stessi immobili o altri di analoghe caratteristiche e condizioni né relazioni di stima.

1.1. Il motivo è infondato.

Avendo la motivazione di un avviso di rettifica e di liquidazione la funzione di delimitare l’ambito delle ragioni adducibili dall’Ufficio nell’eventuale successiva fase contenziosa – consentendo al contribuente l’esercizio del diritto di difesa -, fermo restando l’onere della prova gravante sulla Amministrazione, è sufficiente che la motivazione contenga l’enunciazione dei criteri astratti, in base ai quali è stato determinato il maggior valore, senza necessità di esplicitare gli elementi di fatto utilizzati per l’applicazione di essi, in quanto il contribuente, conosciuto il criterio di valutazione adottato, è già in condizione di contestare e documentare l’infondatezza della pretesa erariale, senza poter invocare la violazione, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 52, comma 2-bis, del dovere di allegazione delle informazioni previste ove il contenuto essenziale degli atti sia stato riprodotto sull’avviso di accertamento (restando riservati alla fase contenziosa l’onere dell’Ufficio di fornire la prova della sussistenza in concreto dei presupposti per l’applicazione del criterio prescelto, e la possibilità per il contribuente di contrapporre altri elementi sulla base del medesimo criterio o di altri parametri; cfr. Sez. 5, Sentenza n. 6914 del 25/03/2011).

Peraltro, in tema di imposta di registro, l’avviso di rettifica e di liquidazione della maggiore imposta, riguardante atti che hanno ad oggetto beni immobili, adottato a seguito di comparazione con beni simili, deve ritenersi adeguatamente motivato solo ove contenga la riproduzione del contenuto essenziale dell’atto utilizzato come parametro di riferimento, e cioè delle parti utili a far comprendere il parametro impiegato per la rettifica, essendo anche in questo modo adempiuto l’obbligo di allegare all’avviso l’atto tenuto in considerazione ai fini della comparazione (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 21066 del 11/09/2017). In quest’ottica, questa Corte ha ritenuto, ad esempio, non sufficientemente motivato l’avviso di rettifica e di liquidazione delle maggiori imposte ipotecarie e catastali, commisurate alla base imponibile dell’imposta di registro, riguardanti la compravendita di un complesso immobiliare, ove erano state indicate solo l’ubicazione, la destinazione e l’estensione dei beni, oggetto degli atti utilizzati per la comparazione, ritenuti non conoscibili, anche se si trattava di atti pubblici, in mancanza dell’indicazione del numero di repertorio e di raccolta, oltre che della data del rogito e del nominativo del notaio rogante (Sez. 5, Sentenza n. 3388 del 06/02/2019).

Applicando il principio in precedenza enunciato, la motivazione posta alla base dell’avviso di rettifica nella presente sede impugnato si rivelerebbe insufficiente, atteso che, da un lato, non sarebbe stata allegata allo stesso l’informativa dell’Ufficio territorialmente competente (U.R. Atti Civili di Messina) e, dall’altro lato, non sarebbero stati richiamati né atti di trasferimento aventi ad oggetto gli stessi immobili o altri di analoghe caratteristiche (atti non prodotti neppure nel corso del giudizio) e condizioni né relazioni di stima.

Tuttavia, dalla motivazione dell’atto (trascritta, in osservanza del principio di autosufficienza, a pag. 4 del ricorso) si evince che la rettifica è stata fondata, oltre che genericamente sull'”andamento del mercato immobiliare locale nel corso dell’ultimo triennio per immobili con caratteristiche similari siti nello stesso Comune” e su una informativa dell’Ufficio territorialmente competente che non risulta allegata, sulla rendita catastale posseduta dall’immobile e sull’atto di provenienza registrato il 17.5.1993 (nel quale per lo stesso immobile era stato dichiarato un valore complessivo di lire 400.000.000).

Ebbene, l’avviso di rettifica del valore dichiarato può fondarsi, oltre che sul parametro comparativo e su quello del reddito, anche su “altri elementi di valutazione” ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 51, comma 3, tra i quali rientra la rendita catastale moltiplicata e rivalutata, criterio, quest’ultimo, indicato dal legislatore quale discrimine obiettivo ed automatico, su opzione del contribuente, della ammissibilità della suddetta attività accertativa (Sez. 5, Ordinanza n. 29143 del 13/11/2018).

Deve escludersi che, ai sensi e per gli effetti del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 51, comma 3, – là dove prevede che l’ufficio, ai fini della rettifica del valore dei beni immobili, può fare ricorso a vari parametri, “nonché ad ogni altro elemento di valutazione, anche sulla base di indicazioni eventualmente fornite dai comuni” -, si configuri un criterio di valutazione non autonomo (alternativo agli altri e idoneo, al pari di essi, a sorreggere l’accertamento), ma semplicemente integrativo rispetto agli altri due criteri in precedenza contemplati dalla norma (il criterio comparativo e quello del reddito). A tal riguardo, l’interposizione della congiunzione “nonché” non presenta, di per sé, alcuna caratteristica lessicale decisiva, posto che alla menzionata congiunzione non è estraneo il significato di “e anche” (Sez. 5, Sentenza n. 2951 del 10/02/2006).

2. Con il secondo motivo il ricorrente denuncia la violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, artt. 43, 51 e 52 e art. 24 Cost., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), per non aver la CTR considerato che successivamente alla stipula dell’atto di provenienza del fabbricato (registrato il 17.5.1993) erano state iscritte sull’immobile due ipoteche, sicché il valore del cespite non poteva equivalere a quello di lire 400.000.000 originariamente attribuitogli.

2.1. Il motivo è fondato.

Per quanto in rubrica il ricorrente abbia dedotto la violazione di norme di legge, in concreto ha lamentato l’omesso esame di un fatto storico (l’esistenza di due ipoteche iscritte – nel 1995 e nel 1997 e, quindi – in epoca successiva all’atto di provenienza), che presenta senz’altro i connotati della decisività.

Invero, il valore finale di un bene oggetto di rettifica non può essere astrattamente determinato mediante comparazione con quello posseduto alla stessa data da immobili del medesimo genere, ma liberi da vincoli, dovendo invece procedersi ad una valutazione caso per caso che tenga conto tanto delle utilità e dei pregi posseduti dal bene, quanto di tutti i fattori (vincoli ed oneri) che concorrono ad impedirne o limitarne il godimento.

Orbene, per quanto il contribuente avesse reiterato la censura in sede di appello, la CTR ha omesso di prenderla in considerazione, essendosi limitata ad affermare genericamente che l’imposta deve essere “applicata secondo la intrinseca natura e gli effetti giuridici degli atti presentati alla registrazione, anche se non vi corrisponda il titolo o la forma apparente”.

3. In definitiva, il ricorso merita accoglimento con riferimento al secondo motivo. La sentenza impugnata va, pertanto, cassata, con conseguente rinvio, anche per le spese del presente grado di giudizio, alla CTR Sicilia in diversa composizione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il secondo motivo, rigetta il primo, cassa la sentenza impugnata con riferimento al motivo accolto e rinvia la causa, anche per le spese del presente grado di giudizio, alla CTR Sicilia in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio da remoto della V Sezione civile della Corte suprema di Cassazione, il 3 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 novembre 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA