Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36764 del 26/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 26/11/2021, (ud. 12/10/2021, dep. 26/11/2021), n.36764

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SORRENTINO Federico – Presidente –

Dott. CRUCITTI Roberta – rel. Consigliere –

Dott. GUIDA Riccardo – Consigliere –

Dott. FEDERICI Francesco – Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso iscritto al n. r.g.15559/2015 proposto da:

G.D., rappresentato e difeso per procura speciale notarile in

atti, dall’Avv. Enrico Visciano.

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE;

– intimata –

per la cassazione della sentenza n. 6832/2014 della Commissione

tributaria regionale della Lombardia, depositata il 17.12.2014 e non

notificata;

udita la relazione della causa svolta dal Consigliere Roberta

Crucitti nell’udienza tenuta ai sensi del D.L. n. 137 del 2000, art.

23, comma 8 bis;

lette le conclusioni del P.M., in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. Mucci Roberto, che ha concluso per il rigetto del

ricorso.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Nella controversia originata dall’impugnazione da parte di G.D. di avviso di accertamento, relativo a IRPEF dell’anno di imposta 2006, emesso in via sintetica ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 4, sulla base degli indici presuntivi di capacità contributiva costituiti dal possesso di un’abitazione principale, in (OMISSIS), un’autovettura BMW e un aeromobile, la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, con la sentenza indicata in epigrafe, rigettava l’appello proposto dal contribuente avverso la prima decisione anch’essa sfavorevole.

Il Giudice di appello riteneva l’avviso di accertamento legittimo e fondato mentre il contribuente non aveva fornito idonee prove di segno contrario.

Avverso la sentenza G.D. ha proposto ricorso, su quattro motivi, ulteriormente illustrato con successivo deposito di memoria.

L’Agenzia delle entrate è rimasta intimata avendo depositato atto al solo fine dell’eventuale partecipazione alla pubblica udienza.

Il P.G. ha depositato requisitoria con cui conclude per il rigetto del ricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1.Il primo motivo di ricorso – con cui si denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, un’omessa pronuncia sull’eccezione di nullità dell’avviso di accertamento per violazione del principio del contraddittorio endoprocedimentale – è inammissibile. Correttamente la C.T.R. non si è pronunciata sul relativo motivo di appello, trattandosi di questione non ritualmente introdotta in giudizio con il ricorso in primo grado. Il contribuente, invero, pur rassegnando in ricorso di avere sollevato tale questione sin con il ricorso introduttivo, non ne riproduce l’integrale contenuto ma si limita a illustrare i motivi di impugnazione dell’avviso di accertamento tra i quali non risulta specificamente quello in discorso (v. pagg. 4 e 5 del ricorso per cassazione).

2.Egualmente non meritevole di accoglimento è il secondo motivo con cui il ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la nullità della sentenza impugnata per violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 61 e art. 36, comma 2, n. 4, avendo la C.T.R. reso, sul motivo di appello concernente la motivazione dell’avviso di accertamento, una motivazione meramente apparente.

2.1 Premesso che la lettura del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38 data dal contribuente, secondo cui in detta ipotesi l’avviso di accertamento debba contenere una “supermotivazione” (v.pag.17-19 del ricorso) è difforme rispetto alla costante interpretazione data alla norma da questa Corte (v. tra le tante Cass. n. 12158 del 30 maggio 2014), la motivazione resa, sul punto, dal Giudice di appello appare, pur nella sua sinteticità, conforme al disposto di cui all’invocato art. 36. La C.T.R., infatti, rilevato che i motivi di appello erano una mera riproposizione dei motivi già proposti in primo grado con il ricorso introduttivo, ha aderito, condividendolo, all’argomentare decisorio della Commissione tributaria di prima istanza.

3.Con il terzo motivo del ricorso si deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio del quale le parti hanno discusso. Il mezzo è inammissibile ostandovi alla proposizione il disposto dell’art. 348 ter c.p.c., commi 4, applicabile al ricorso, in presenza di una “doppia conforme” e di appello proposto nell’anno 2014.

4. Con il quarto motivo il ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Secondo la prospettazione difensiva, il Giudice di appello, nel ritenere che il contribuente non avesse fornito idonea prova contraria, aveva violato la norma invocata secondo l’interpretazione fornitane da questa Corte.

4.1 Il motivo di impugnazione è in parte infondato e, in parte, inammissibile. La C.T.R., infatti, nel non ritenere prova idonea la mera dichiarazione di terzo e nel rimarcare come il contribuente non avesse fornito, come da suo onere, la prova che le spese imputategli fossero state sostenute da persone di famiglia, appare in linea con la costante giurisprudenza di questa Corte (v. tra le tante Cass. n. 7757 del 28 marzo 2018). Inoltre, come correttamente rilevato dal P.G., il mezzo è anche inammissibile, risolvendosi, nella sostanza, in un’inammissibile, in questa sede, rivalutazione dell’accertamento in fatto compiuto conformemente dai due giudici di merito.

5, In conclusione, il ricorso va rigettato.

6.Non vi è luogo a provvedere sulle spese non avendo l’intimata svolto attività difensiva.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della V sezione Civile, il 12 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 novembre 2021

 

 

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