Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36632 del 25/11/2021

Cassazione civile sez. III, 25/11/2021, (ud. 11/03/2021, dep. 25/11/2021), n.36632

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele Gaetano Antonio – Presidente –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – rel. Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. MOSCARINI Anna – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17023/2018 proposto da:

F.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA QUINTO

PUBLICIO 31 SC A INT 14, presso lo studio dell’avvocato MARIO

CALABRESE, rappresentato e difeso dall’avvocato GIUSEPPE NARDIELLO;

– ricorrente –

contro

AXA ASSICURAZIONI SPA, rappresentata e difesa dall’avvocato SERAFINA

ORNELLA VITALE, la quale chiede che tutte le comunicazioni le

vengano inviate a mezzo fax e a mezzo pec all’indirizzo

svrafinaornella.vitale.avvocatiavellinopec.it;

– controricorrente –

e contro

TECNO EDIL DI P.A. & C SAS;

– intimata –

avverso la sentenza n. 2153/2017 del TRIBUNALE di AVELLINO,

depositata il 29/11/2017;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio

dell’Il/3/2021 dal Consigliere Dott. LUIGI ALESSANDRO SCARANO.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza del 29/11/2017 il Tribunale di Avellino, in accoglimento del gravame interposto dalla società Axa Assicurazioni s.p.a. ha annullato, per ravvisato difetto della condizione di procedibilità della negoziazione assistita D.Lgs. n. 209 del 2005, ex art. 145, la pronunzia G. di P. Avellino n. 137/2016, di accoglimento della domanda nei confronti della medesima proposta dal sig. F.M. di risarcimento dei danni lamentati in conseguenza di sinistro stradale asseritamente verificatosi in data (OMISSIS).

Avverso la suindicata pronunzia del giudice dell’appello il F. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 2 motivi.

Resiste con controricorso la società Axa Assicurazioni s.p.a. (già R.A.S. s.p.a.).

L’altra intimata non ha svolto attività difensiva.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il 1 motivo il ricorrente denunzia “violazione e falsa applicazione” degli artt. 136,156,159 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4.

Si duole della mancata comunicazione dell’ordinanza emessa a scioglimento della riserva.

Con il 2 motivo denunzia “violazione o falsa applicazione” del D.Lgs. n. 209 del 2005, artt. 145,148, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonché “omesso esame” di fatto decisivo per il giudizio, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

Si duole che il giudice dell’appello abbia omesso la valutazione di “due comunicazioni di messa in mora alla Axa Assicurazioni s.p.a.” presenti in atti. Il ricorso è inammissibile.

Risulta invero dal ricorrente non debitamente documentata, tramite produzione o di attestazione negativa del cancelliere del Tribunale di Avellino o di estratto di copia del fascicolo (che dovrebbe essere stato telematico) riguardo alla comunicazione, la mossa doglianza circa l’asserita mancata comunicazione dell’ordinanza di fissazione della discussione, né dal medesimo dedotto di voler fare riferimento alla relativa emergenza dal fascicolo di ufficio del Tribunale, al fine di esentarsi dall’onere riproduttivo di cui dell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, come ammette Cass., Sez. Un., n. 22726 del 2011, nel sottolineare peraltro l’indefettibile necessità di espressa indicazione in tal senso ai fini del rispetto dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6.

Va ulteriormente osservato che il ricorrente pone a fondamento delle proprie censure atti del giudizio di merito (con particolare riferimento al 2 motivo specificamente la “richiesta di risarcimento del 28.7.2008 inviata con raccomandata a/r… ricevuta da Axa Assicurazioni in data 31.7.2008 (allegato 4 al foliario di parte attorea del fascicolo di primo grado)” e la “richiesta di risarcimento del 13.5.2010 inviata con raccomandata a/r… ricevuta da Axa Assicurazioni in data 19.5.2010 (allegato 3 al foliario di parte attorea del fascicolo di primo grado)”), in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente – per la parte d’interesse in questa sede – riprodurli nel ricorso né indicare se, come e dove essi siano stati prodotti in sede di gravame, in quali termini abbia a suo tempo sulla base di essi argomentato (quanto brevemente dedotto a pag. 7 è invero all’uopo del tutto inidoneo).

A tale stregua non deduce le formulate censure in modo da renderle chiare ed intellegibili in base alla lettura del ricorso, non ponendo questa Corte nella condizione di adempiere al proprio compito istituzionale di verificare il relativo fondamento (v. Cass., 18/4/2006, n. 8932; Cass., 20/1/2006, n. 1108; Cass., 8/11/2005, n. 21659; Cass., 2/81/2005, n. 16132; Cass., 25/2/2004, n. 3803; Cass., 28/10/2002, n. 15177; Cass., 12/5/1998 n. 4777) sulla base delle sole deduzioni contenute nel medesimo, alle cui lacune non è possibile sopperire con indagini integrative, non avendo la Corte di legittimità accesso agli atti del giudizio di merito (v. Cass., 24/3/2003, n. 3158; Cass., 25/8/2003, n. 12444; Cass., 1/2/1995, n. 1161).

Non sono infatti sufficienti affermazioni – come nel caso apodittiche, non seguite da alcuna dimostrazione, dovendo la ricorrente viceversa porre la Corte di legittimità in grado di orientarsi fra le argomentazioni in base alle quali ritiene di censurare la pronunzia impugnata (v. Cass., 21/8/1997, n. 7851).

E’ al riguardo appena il caso di osservare come risponda a principio consolidato nella giurisprudenza di legittimità che i requisiti di formazione del ricorso rilevano ai fini della relativa giuridica esistenza e conseguente ammissibilità, assumendo pregiudiziale e prodromica rilevanza ai fini del vaglio della relativa fondatezza del merito che in caso di mancanza dei medesimi rimane invero al giudice imprescindibilmente precluso (cfr., Cass., Sez. Un., 27/12/2019, n. 34469; Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).

L’inammissibilità del ricorso rende vana ogni questione in ordine alla necessità di integrare il contraddittorio eccepita dalla controricorrente nei propri scritti difensivi deducendo l’avvenuto esercizio dell’azione, e dunque anche la formulazione dell’appello, ad opera di controparte nei confronti della società Tecno Edil sas di P.A. & c. allorquando la medesima risultava già cancellata dal registro delle imprese (cfr. Cass., Sez. Un., 22/3/2010, n. 6826, e conformemente, da ultimo, Cass., 15/05/2020, n. 8980).

Eccezione tra l’altro priva della necessaria documentazione.

Le spese, liquidate come in dispositivo in favore della controricorrente società Axa Assicurazioni s.p.a. (già R.A.S. s.p.a.), seguono la soccombenza.

Non è viceversa a farsi luogo a pronunzia in ordine alle spese del giudizio di cassazione in favore dell’altra intimata, non avendo la medesima svolto attività difensiva.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di revocazione, che liquida in complessivi Euro 1.700,00, di cui Euro 1.500,00 per onorari, oltre a spese generali ed accessori come per legge, in favore della controricorrente società Axa Assicurazioni s.p.a. (già R.A.S. s.p.a.).

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello eventualmente dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 11 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 novembre 2021

 

 

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