Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36630 del 25/11/2021

Cassazione civile sez. III, 25/11/2021, (ud. 02/03/2021, dep. 25/11/2021), n.36630

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele Gaetano Antonio – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – rel. Consigliere –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 12331/2019 proposto da:

SAVER DI B.L. & C SNC, elettivamente domiciliata in

CIAMPINO, VIALE ROMA, 11, presso lo studio dell’avvocato ANNA RITA

FRAIOLI, rappresentata e difesa dall’avvocato NATALE CALLIPARI;

– ricorrente –

contro

UNIPOL SAI ASSICURAZIONI SPA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

ALBERICO II 4, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO BORGIA,

rappresentata e difesa dall’avvocato GIOVANNI SORDELLI;

– controricorrente –

e contro

BA.GR.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 147/2019 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 21/1/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

2/3/2021 dal Consigliere Dott. LUIGI ALESSANDRO SCARANO.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza del 21/1/2019 la Corte d’Appello di Venezia, in accoglimento del gravame interposto dalla società Unipolsai Assicurazioni s.p.a. e in conseguente riforma della pronunzia Trib. Verona n. 1968 del 2016, ha ridotto l’ammontare dal giudice di prime cure liquidato in favore dell’originaria attrice società Saver s.n.c. a titolo di risarcimento dei danni subiti al proprio furgone Fiat Iveco tg (OMISSIS) in conseguenza del sinistro stradale avvenuto il (OMISSIS) nel Comune di (OMISSIS).

Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito la società Saver s.n.c. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 5 motivi, illustrati da memoria.

Resiste con controricorso la società Unipolsai Assicurazioni s.p.a..

Gli altri intimati non hanno svolto attività difensiva.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il 1 motivo la ricorrente denunzia “violazione e falsa applicazione” degli artt. 100,115,342 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4.

Si duole non essersi dalla corte di merito considerato come emerga “dalla sequenza di atti giuridici… richiamati” che “con l’offerta banco iudicis effettuata all’udienza del 5.02.2016 con “animo di saldo” rispetto al pregiudizio sofferto dalla società Saver per effetto del sinistro in giudizio, controparte avesse inteso rinunciare a qualsiasi contestazione concernente sia l’effettivo accadimento del sinistro sia l’ascrivibilità della responsabilità relativa al conducente del veicolo Mercedes tg. (OMISSIS)”.

Con il 2 motivo denunzia “violazione e falsa applicazione” degli artt. 112,343,346,356 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4.

Si duole che la corte di merito abbia “omesso qualsiasi statuizione sull’appello incidentale condizionato proposto dalla società Saver nella propria comparsa di costituzione del 22.12.2016 (all. 16 cit.)”.

Con il 3 motivo denunzia “violazione e falsa applicazione” dell’art. 90 disp. att. c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4.

si duole che la corte di merito non si sia “fatta carico di vagliare in modo espresso la circostanziata censura di nullità dell’elaborato peritale”.

Con il 4 motivo denunzia “violazione e falsa applicazione” dell’art. 115 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4.

Si duole che la corte di merito “sia incorsa in una erronea percezione della consulenza tecnica d’ufficio espletata in primo grado, giudicandola come dotata di una valenza probatoria che alla stessa, invece… manca del tutto”.

I motivi, che possono congiuntamente esaminarsi in quanto connessi, sono in parte inammissibili e in parte infondati.

Con particolare riferimento al 1 motivo va anzitutto osservato che, a fronte dell’affermazione recata dall’impugnata sentenza in base alla quale “va disattesa l’eccezione di inammissibilità del gravame sul dedotto presupposto della mancata contestazione, ad opera di Unipolsai, dell’effettivo accadimento del sinistro, dal momento che -diversamente da quanto affermato dalla Saver – la compagnia mai dava per pacifico il verificarsi dell’incidente stradale, ma si limitava a evidenziare che si doveva tener conto del versamento, da parte sua, di Euro 10.000,00 a titolo di ristoro del danno – somma che in appello chiedeva dichiararsi satisfattiva della domanda avversaria”, l’odierna ricorrente inammissibilmente ripropone in termini di mera contrapposizione la propria tesi difensiva secondo cui “con l’offerta banco iudicis effettuata all’udienza del 5.02.2016 con “animo di saldo” rispetto al pregiudizio sofferto dalla società Saver per effetto del sinistro sia l’ascrivibilità della responsabilità relativa al conducente del veicolo Mercedes”, oltretutto riproducendo la dichiarazione resa a verbale di tale udienza (“l’avv. Sordelli deposita, e ciò senza nulla riconoscere, banco iudicis assegno…”) alla stregua del cui tenore risulta invero ictu oculi corretto il mancato accoglimento da parte dei giudici di merito della pretesa di trarne una non contestazione ex art. 115 c.p.c..

Avuto riguardo al 2 e al 3 motivo deve sottolinearsi come del pari infondata risulti la doglianza in ordine alla mancata pronunzia di “qualsiasi statuizione” in ordine all'”appello incidentale condizionato”, la cui proposizione non è invero dato evincere alla stregua della riportata formulazione secondo cui “in assoluto subordine e solo nella denegata ipotesi di accoglimento dell’appello proposto si richiamano integralmente le conclusioni formulate all’udienza del 17.03.2016, che si intendono qui trascritte” delle conclusioni rassegnate nel 1 grado di giudizio alla stregua del relativo tenore nonché della relativa formulazione in via meramente ” istruttoria” (“Voglia il Giudice adito rimettere in istruttoria la presente causa ed attesa la nullità dell’elaborato peritale… disporre per la rinnovazione della CTU… In ogni caso voglia il Giudice adito rimettere la causa in istruttoria per l’accoglimento delle istanze istruttorie formulate…”).

L’accertato difetto di proposizione dell’appello incidentale condizionato depone per la conseguente inammissibilità della doglianza circa l’omessa disamina dell’asseritamente “circostanziata censura di nullità dell’elaborato peritale”, che invero la presuppone.

Relativamente al 4 motivo va per altro verso osservato che la formulazione della doglianza dell’odierna ricorrente risulta invero disattendere il principio affermato da questa Corte in materia di ricorso per cassazione secondo cui per dedurre la violazione dell’art. 115 c.p.c., occorre denunciare che il giudice, in contraddizione espressa o implicita con la prescrizione della norma, abbia posto a fondamento della decisione prove non introdotte dalle parti, ma disposte di sua iniziativa fuori dei poteri officiosi riconosciutigli (salvo il dovere di considerare i fatti non contestati e la possibilità di ricorrere al notorio) mentre è inammissibile la diversa doglianza che, nel valutare le prove proposte dalle parti, abbia attribuito maggior forza di convincimento ad alcune piuttosto che ad altre, essendo tale attività valutativa consentita dall’art. 116 c.p.c. (v. Cass., Sez. Un., 30/9/2020, n. 20867; Cass., Sez. Un., 5/8/2016, n. 16598; Cass., Sez. Un., Cass., 10/6/2016, n. 11892).

Emerge invero con tutta evidenza che l’odierna ricorrente inammissibilmente prospetta in realtà una rivalutazione del merito della vicenda comportante accertamenti di fatto invero preclusi a questa Corte di legittimità, nonché una rivalutazione delle emergenze probatorie, laddove solamente al giudice di merito spetta individuare le fonti del proprio convincimento e a tale fine valutare le prove, controllarne la attendibilità e la concludenza, scegliere tra le risultanze istruttorie quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione, dare prevalenza all’uno o all’altro mezzo di prova, non potendo in sede di legittimità riesaminare il merito dell’intera vicenda processuale, atteso il fermo principio di questa Corte secondo cui il giudizio di legittimità non è un giudizio di merito di terzo grado nel quale possano sottoporsi alla attenzione dei giudici della Corte Suprema di Cassazione elementi di fatto già considerati dai giudici del merito, al fine di pervenire ad un diverso apprezzamento dei medesimi.

Per tale via in realtà sollecita, cercando di superare i limiti istituzionali del giudizio di legittimità, un nuovo giudizio di merito, in contrasto con il fermo principio di questa Corte secondo cui il giudizio di legittimità non è un giudizio di merito di terzo grado nel quale possano sottoporsi all’attenzione dei giudici della Corte Suprema di Cassazione elementi di fatto già considerati dai giudici del merito, al fine di pervenire ad un diverso apprezzamento dei medesimi (cfr. Cass., 14/3/2006, n. 5443).

Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in dispositivo in favore della controricorrente società Unipolsai Assicurazioni s.p.a..

Non è viceversa a farsi luogo a pronunzia in ordine alle delle spese del giudizio di cassazione in favore degli altri intimati, non avendo i medesimi svolto attività difensiva.

PQM

La Corte rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 4.300,00, di cui Euro 4.100,00 per onorari, oltre a spese generali ed accessori come per legge, in favore della controricorrente società Unipolsai Assicurazioni s.p.a..

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, come modif. dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 2 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 novembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA