Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3661 del 14/02/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 3661 Anno 2018
Presidente: CRISTIANO MAGDA
Relatore: CRISTIANO MAGDA

SUI ricorso 11175-2015 proposto da:
P.V.Z. s.r.l. in persona del legale rapp.te p•t•; Vittorio Zanardi; Pietro Zanardi; Angelo
Zanardi, elettivamente dmniciliati in ROMA, alla via Tagliamento 10, presso lo studio
Pierfrancesco Bruno, che li rappresenta e difende giusta procura speciale in
calce al ricorso;

– ricorrenti contro
Banca Popolare di Milano s.coop. a r.l.„ in persona dei legali rapp.ti p.t., elettivamente
domiciliata in Roma, alla piazza Mazzini 15, presso lo studio dell’avv. Enrico Gabrielli,
che la rappresenta e difende unitamente all’avv. Giorgio De Nova, giusta procura
speciale in calce al controricorso;
-controricorrente avverso l’oroinanza n. 420/2014 del Tribunale di Milano, pubblicata il 14/1/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del
14/12/2017 dal presidente, dott.ssa NIAG DA CRISTIANO.
RILEVATO CHE:
La Corte d’appello di Milano, con ordinanza del 14 ottobre 2014, ha dichiarato
inammissibile, ex art. 348 bis e ter c.p.c., l’appello avanzato) da P.V.Z. sr.!., nonché dai
fideiussori della società, Vittorio, Pietro ed Angelo Zanardi contro la sentenza del
Tribunale della città che aveva, a sua volta, respinto le domande da loro proposte contro
la Banca Popolare di Milano, di accertamento della nullità di alcune clausole dei contratti
di conto corrente e di finanziamerfto stipulati fra la stessa e PVZ, e di conseguente
condanna dell’istituto alla restituzione di quanto indebitamente percepito, mentre aveva
accolto la domanda svolta in via riconvenzionale dalla convenuta, condannandoli al
pagamento in suo favore della somma di f: 240.243,93.
La sentenza di primo grado è impugnata da P.V.Z. s.r.l. e dai suoi fideiussori con
ricorso per cassazione affidato a due motivi, cui la Banca Popolare di Milano resiste con
controricorso.
Le parti hanno ricevuto tempestiva notificazione della proposta di definizione e del
decreto di fissazione d’udienza di cui all’art. 380 bis c.p.c.

Data pubblicazione: 14/02/2018

CONSIDERATO CHE:
L’ordinanza ex art. 348 ter c.p.c. è stata comunicata dalla cancelleria ai soccombenti,
tramite PEC, lo stesso giorno della sua pubblicazione, ovvero il 14.10.2014.
Da tale data, ai sensi del 3 0 comma del medesimo articolo, decorreva il dies a qua per la
proposizione del ricorso.
Il ricorso, consegnato per la notifica il 14.4.2015, è pertanto tardivo e va dichiarato
inammissibile.
Le spese del giudizio seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna i ricorrenti al pagamento delle
Spese processuah, che liquida in 5.100, di cui E. 100 per esborsi. Oltre rimborso
forfetario e accessoti di legge.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater d.P.R. n. 115/2002, introdotto dall’art. 1, ’17°
collima, della 1. n. 228 del 24.12.2012, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il
versamento da parte della ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo
unificato, pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.
Roma, 14 dicembre 2017

P.Q.M.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA