Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36602 del 25/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 25/11/2021, (ud. 30/09/2021, dep. 25/11/2021), n.36602

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANZON Enrico – Presidente –

Dott. NONNO Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

Dott. CHIESI Gian Andrea – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8229-2016 proposto da:

P.L. (C.F. (OMISSIS)), rapp. e dif., in virtù di procura

speciale a margine del ricorso, dall’AVV. BRUNO SIMEONE, unitamente

al quale è dom.to ope legis in ROMA, presso la CANCELLERIA della

CORTE DI CASSAZIONE;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore p.t., rapp. e dif.

dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, presso cui è dom.to in ROMA,

alla VIA DEI PORTOGHESI, n. 12;

– controricorrente –

e

EQUITALIA SUD S.P.A. (già EQUITALIA POLIS S.P.A.), in persona del

legale rappresentante p.t., elett.te dom.ta in MILANO, al V.LE

DELL’INNOVAZIONE, n. 1/B, presso lo studio dell’AVV. PAOLA CONFORTI;

– intimata –

Avverso la sentenza n. 8418/15 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE

della CAMPANIA, depositata il 24/09/2015;

udita la relazione della causa svolta, nella camera di consiglio del

30.9.2021, Consigliere Dott. GIAN ANDREA CHIESI.

 

Fatto

OSSERVATO

che P.L. propose opposizione, innanzi alla C.T.P. di Napoli, avvero la cartella di pagamento notificatagli per riprese varie concernenti tra l’altro, imposta di registro, imposte ipotecarie e diritti catastali;

che la C.T.P. di Napoli, con sentenza 617/8/13, rigettò il ricorso;

che avverso tale decisione P.L. propose appello innanzi alla C.T.R. della Campania che, con sentenza n. 8418/15, depositata il 24.9.2015, rigettò il gravame, ritenendo – per quanto in questa sede ancora rileva – rituale (trattandosi, nella specie, di imposta complementare) e tempestivo l’avviso di liquidazione notificato (dopo il riconoscimento, in sede giudiziale, della debenza del tributo) nei confronti del contribuente in data 22.2.2002, sia pure con consegna a mani della coniuge, nonché rispettato, altresì, il termine decennale di prescrizione del diritto alla riscossione, calcolato dalla data in cui è divenuto definitivo, per mancata impugnazione, detto avviso di liquidazione;

che avverso tale sentenza P.L. ha quindi proposto ricorso per cassazione affidato ad un motivo; si è costituita, con controricorso, l’AGENZIA DELLE ENTRATE, mentre è rimasta intimata l’EQUITALIA;

Diritto

CONSIDERATO

che l’unico motivo di ricorso P.L. lamenta (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 17, comma 1, del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 14, nonché del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 78 e art. 76, comma 2, per avere la C.T.R. erroneamente dichiarato non prescritto il credito portato dalla cartella di pagamento impugnata, nonostante la notifica di quest’ultima sia avvenuta oltre il termine decennale dal passaggio in giudicato (coincidente con il 18.9.2000 – cfr. ricorso, p. 2, terzultimo cpv.) della sentenza 404/18/1999 della C.T.P. di Napoli, di integrale rigetto del ricorso proposto da esso contribuente avverso l’avviso di liquidazione delle riprese poi confluite nella cartella di pagamento medesima. In particolare – si osserva – l’avvenuto integrale rigetto del ricorso avverso l’originario avviso di liquidazione non renderebbe necessaria la notifica (poi avvenuta in concreto) di un secondo avviso di liquidazione, con la conseguenza che il dies a quo per considerare prescritto il credito dell’amministrazione decorrerebbe dalla data del passaggio in giudicato della sentenza 408 cit.;

che il motivo è fondato;

che (a) incontroverso tra le parti che si tratti, nella specie, di imposta complementare (cfr. anche la motivazione della sentenza impugnata, p. 1, ultimi tre cpv), e (b) osservato, altresì, come non trovi applicazione, rispetto ad essa, il dettato (pure invocato, in via residuale, dalla difesa di parte ricorrente) del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 17, comma 3 (cfr. anche Cass., Sez. 6-5, 11.5.2018, n. 11555, Rv. 648378-01), rileva il Collegio come il meccanismo acceleratorio delle decadenze stabilito dal D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76, imponga all’Amministrazione di esercitare l’azione accertatrice del tributo entro termini perentoriamente fissati, laddove, al contrario, il citato D.P.R. n. 131, all’art. 78, garantisce la certezza delle situazioni giuridiche statuendo che la pretesa fiscale definitivamente accertata debba esser liquidata entro l’ordinario termine di prescrizione decennale. In particolare, all’esito di un’evoluzione della propria giurisprudenza in materia (cfr., per la contraria opinione, Cass., Sez. 5, 11.11.2011, n. 23614, Rv. 620222-01), questa Corte ha ormai consolidato l’orientamento alla cui stregua, se è vero che il citato D.P.R., art. 76, comma 2, lett. b), fa decorrere il termine di decadenza anche dal formarsi del giudicato che abbia deciso il ricorso proposto dal contribuente avverso l’avviso di rettifica e liquidazione della maggior imposta di registro, è anche vero che la disposizione va pur sempre coordinata con il delineato sistema e non posta in conflitto con lo stesso: sicché “la norma in parola deve necessariamente interpretarsi nel senso che la decadenza in questione appena veduta sia soltanto intesa a disciplinare la residuale ipotesi in cui, a seguito della sentenza in giudicato che abbia deciso sul ricorso del contribuente avverso l’avviso di rettifica e liquidazione, l’Amministrazione sia tenuta a procedere a un ulteriore accertamento d’imposta entro il termine di decadenza ivi previsto (Cass. sez. un. 1196 del 2000; Cass. sez. trib. n. 6617 del 2011; Cass. sez. trib. n. 19207 del 2004; contra, Cass. sez. n. 23614 del 2011; Cass. sez. trib. n. 8998 del 2007). Dalle superiori argomentazioni discende perciò che nella concreta fattispecie pervenuta all’esame, in cui l’atto impugnato era la liquidazione d’imposta successiva al definitivo accertamento del tributo conseguente a sentenza in giudicato, il citato D.P.R. n. 131, art. 76, non poteva trovare applicazione” (così, in motivazione, Cass., Sez. 5, 11.6.2014, n. 13179, Rv. 631203-01. Nel medesimo senso, più recentemente, Cass., Sez. 6-5, 24.9.2014, n. 20153, Rv. 632343-01 e Cass., Sez. 5, 16.7.2020, n. 15184, Rv. 658360-01);

che, dunque, essendo la sentenza 404/16/1999 della C.T.P. di Napoli (di integrale rigetto del ricorso del contribuente) passata in cosa giudicata il 18.9.2000 (cfr. ricorso, p. 2), la notifica cartella di pagamento avvenuta il 28.2.2012 non rispetta il termine di prescrizione decennale di cui all’art. 78 cit.;

che alcun effetto interruttivo del decorso del detto termine produce, per altro verso, l’intervenuta iscrizione a ruolo del tributo (risalente, peraltro, al 15.11.2011 e, dunque, allorché il termine decennale di prescrizione era già decorso – cfr. sentenza impugnata, p. 2), trattandosi, a tutto volere, di mero atto interno, inidoneo a costituire in mora il debitore (arg., da ultimo, da Cass., Sez. 5, 23.10.2020, n. 23261, Rv. 65930301);

che tali conclusioni sono peraltro in linea con quanto già statuito da questa stessa Corte, avuto riguardo alla medesima sentenza n. 404/16/1999, sebbene con riferimento alla diversa posizione di P.G. (cfr. Cass., 23.12.2020, n. 29369 e Cass., 24.12.2020, n. 29534, non massimate);

Ritenuto, dunque, che il ricorso debba essere accolto; per l’effetto, la sentenza impugnata va cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa ben può essere decisa nel merito, con l’accoglimento dell’originario ricorso proposto da P.L..

che, a cagione dell’evoluzione giurisprudenziale di cui si è dato conto in motivazione, le spese delle fasi di merito vanno integralmente compensate tra le parti costituite, mentre le spese del presente giudizio di legittimità seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo, in favore di P.L. ed a carico, in solido tra loro, dell’AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore p.t., e dell’EQUITALIA SUD S.P.A., in persona del legale rappresentante p.t..

PQM

Accoglie il ricorso. Per l’effetto, cassa la decisione impugnata e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso proposto dall’originario contribuente. Compensa integralmente tra le parti le spese delle fasi di merito; condanna l’AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore p.t. e l’EQUITALIA SUD S.P.A., in persona del legale rappresentante p.t. al pagamento, in solido tra loro ed in favore di P.L., delle spese del giudizio di legittimità, che si liquidano in complessivi Euro 1.100,00 (millecento/00), oltre 15% su tale importo per rimborso forfettario spese generali ed agli accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Civile Tributaria, il 30 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 novembre 2021

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