Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3658 del 14/02/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. I, 14/02/2018, (ud. 09/10/2017, dep.14/02/2018),  n. 3658

Fatto

FATTI DI CAUSA

La Corte d’appello di Venezia con la sentenza dell’11 giugno 2013 ha respinto l’impugnazione della decisione del Tribunale di Padova, la quale aveva a sua volta rigettato la domanda di risarcimento del danno, proposta da B.R. contro la Unicredit Italiano s.p.a. per avere questa compiuto operazioni di investimento in valori finanziari dallo stesso mai autorizzate, da cui era derivata una perdita.

La corte territoriale, per quanto ora rileva, ha ritenuto che: a) la forma scritta è richiesta per il contratto quadro, nella specie sottoscritto a norma di legge, non per i singoli ordini; b) l’attore ricevette tutta la documentazione afferente gli ordini telefonici, senza contestarli nel termine contrattuale di quarantacinque giorni; c) non vi è stata la violazione degli obblighi informativi con riguardo alle azioni (OMISSIS), che il cliente ben conosceva, avendole in precedenza già acquistate; d) non sussiste un danno da conflitto di interesse, non avendo l’attore dedotto alcun profilo atto ad evidenziare che la banca abbia caldeggiato l’acquisto del titolo o che un danno gli sia derivato in conseguenza del fatto che il titolo è stato negoziato dalla banca; e) infondato è il motivo concernente la mancata ammissione di c.t.u., al fine della acquisizione di documenti già prodotti o che, per il tempo trascorso, non sono più reperibili, mentre, sulla base della valutazione operata con riguardo alle prove testimoniali assunte, ha ritenuto non raggiunta la prova della mancanza degli ordini.

Avverso questa sentenza propone ricorso il soccombente, affidato a cinque motivi. Resiste l’intimata con controricorso.

Le parti hanno depositato le memorie.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. – I motivi del ricorso censurano la sentenza impugnata per:

1) violazione e falsa applicazione della L. n. 1 del 1991, art. 6, lett. c) e L. n. 154 del 1992, art. 3 per avere ritenuto che gli ordini non necessariamente debbano essere impartiti per iscritto; inoltre, la banca non ha provato l’annotazione nei registri;

2) violazione e falsa applicazione degli artt. 115 e 116 cod. proc. civ. e dell’art. 1 del contratto, atteso che il termine di quarantacinque giorni per la contestazione decorre dalla data di spedizione, onde la difficoltà di rispettarlo, e per avere la corte del merito negato valore a tal fine alla raccomandata inviata dal cliente il 26 ottobre 1993, che è al riguardo “chiarissima”;

3) violazione e falsa applicazione della L. n. 1 del 1991, art. 6, lett. e), oltre a motivazione contraddittoria, per avere ritenuto esonerata la banca dal fornire informazioni sulle azioni (OMISSIS), in ragione della circostanza che il cliente aveva già acquistato in passato le medesime;

4) violazione e falsa applicazione della L. n. 1 del 1991, art. 6, lett. g), per avere negato il conflitto di interessi in capo alla banca;

5) violazione e falsa applicazione dell’art. 1 del contratto, oltre a motivazione contraddittoria e insufficiente, perchè è illogico non avere disposto la c.t.u. al fine di accertare le modalità degli ordini, mentre le deposizioni testimoniali vanno apprezzate diversamente da quanto ritenuto dalla corte territoriale.

2. – Il primo motivo è infondato, avendo questa Corte chiarito che il requisito della forma scritta nei contratti di intermediazione finanziaria riguarda il contratto quadro, non i singoli ordini.

Anche da ultimo, invero, si è ribadito il principio (cfr. Cass. 2 agosto 2016, n. 16053; nonchè n. 13020 del 2014; n. 3950 del 2016), secondo cui, in tema di intermediazione finanziaria, la forma scritta è prevista dalla legge per il contratto quadro e non anche per i singoli ordini, a meno che non siano state le parti stesse a prevederla per la sua validità ai sensi dell’art. 1352 cod. civ..

La deduzione della mancata annotazione nei registri è nuova e priva di autosufficienza, dunque inammissibile.

3. – I motivi secondo e quinto sono inammissibili, perchè involgono, pur sotto l’egida del vizio di violazione di legge, questioni di fatto.

Invero, in sede di legittimità è inammissibile la sollecitazione una rivisitazione complessiva delle risultanze probatorie, posto che il risultato cui il ricorrente vorrebbe pervenire è frutto non già dell’evidenza di elementi trascurati dal giudice di merito ed in sè soli decisivi, bensì di una riconsiderazione complessiva dei dati istruttori raccolti: riconsiderazione che investe il campo del giudizio di merito e non può essere svolta in questa sede.

Parimenti inammissibile è la denuncia del vizio di motivazione insufficiente o contraddittoria, non più consentita, nei termini del ricorso, alla stregua del nuovo testo dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

4. – Il terzo motivo difetta di specificità, posto che la corte d’appello rileva trattarsi dello stesso titolo, al riguardo nulla avendo chiarito il ricorrente al fine di censurare l’affermazione o dedurre le ragioni della diversità di titolo o valore (art. 366 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 6).

5. – Il quarto motivo è infondato.

La corte del merito ha affermato che, in punto di fatto, non è stato neppure allegato che il danno si sia prodotto in conseguenza della negoziazione del titolo da parte della banca: in tal modo, essa ha fatto corretta applicazione del principio, dalla stessa richiamato, secondo cui “In tema di intermediazione finanziaria, la disposizione contenuta nella L. n. 1 del 1991, art. 6, lett. g) (applicabile nella specie ratione temporis) faceva espresso ed assoluto divieto all’intermediario (diversamente da quanto ora stabilisce il D.Lgs. n. 58 del 1998, art. 21, comma 1 bis, lett. a) e b)) di dar corso all’operazione in presenza di una situazione di conflitto di interessi non rivelata al cliente o, comunque, in difetto di autorizzazione espressa del cliente medesimo; sicchè, in riferimento a domanda di risarcimento del danno per operazioni compiute dall’intermediario in situazione di asserito conflitto di interessi (come nella specie), doveva attribuirsi rilievo, per individuare l’esistenza di un danno risarcibile ed il nesso causale tra detto danno e l’illegittimo comportamento imputabile all’intermediario, alle sole conseguenze della mancata astensione dell’intermediario medesimo dal compiere un’operazione non consentita nelle condizioni di cui alla citata disposizione e non già alle conseguenze derivanti dalle modalità con cui l’operazione era stata in concreto realizzata o avrebbe potuto esserlo ipoteticamente da altro intermediario” (Cass., sez. un., 19 dicembre 2007, n. 26724).

Tale argomentazione non è scalfita in nessun modo dal motivo, che dunque non coglie nel segno.

6. – Le spese seguono la soccombenza. Pur essendo il ricorso notificato dopo l’entrata in vigore della novella di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, che apporta innovazioni al regime delle spese di giustizia per il caso di rigetto dell’impugnazione, il ricorrente, risultando ammesso al gratuito patrocinio, non deve essere onerato della conseguenza, ivi prevista, del pagamento aggiuntivo collegato al rigetto integrale o alla definizione in rito dell’impugnazione (cfr. di recente, e multis, Cass., ord. 2 febbraio 2017, n. 2849).

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese di lite, liquidate in Euro 5.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre alle spese forfetarie al 15% ed agli accessori, come per legge.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 9 ottobre 2017.

Depositato in Cancelleria il 14 febbraio 2018

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA