Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36570 del 25/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 25/11/2021, (ud. 16/09/2021, dep. 25/11/2021), n.36570

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SORRENTINO Federico – Presidente –

Dott. NAPOLITANO Lucio – rel. Consigliere –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. D’ANGIOLELLA Rosita – Consigliere –

Dott. ROSSI Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13981/2015 proposto da:

Agenzia Delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma Via Dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura Generale Dello Stato che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

M.H., elettivamente domiciliata in Roma Via Giovanni

Paisiello 26, presso lo studio dell’avvocato Aureli Beatrice che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato Montalto Angelo

Francesco;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 6297/2014 della COMM. TRIB. REG. LOMBARDIA,

depositata il 02/12/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/09/2021 dal consigliere Dott. NAPOLITANO LUCIO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

Il Dott. M.H. impugnò cartella di pagamento notificatagli da Equitalia Nord S.p.A., per l’importo di Euro 27.947,00 per IRPEF ed altro, riferita all’anno 2004, somma iscritta a ruolo in forza di avviso di accertamento n. (OMISSIS), che l’Amministrazione finanziaria aveva ritenuto definitivo perché non opposto nei termini, lamentando la nullità della notifica di detto avviso di accertamento.

L’adita Commissione tributaria provinciale (CTP) di Milano, nel contraddittorio con l’agente della riscossione e l’Agenzia delle entrate, rigettò il ricorso.

Sull’appello proposto dal contribuente, la Commissione tributaria regionale (CTR) della Lombardia, con sentenza n. 6297/15/2014, depositata il 2 dicembre 2014, non notificata, accolse il gravame del contribuente.

Avverso detta sentenza l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un solo motivo, cui il contribuente resiste con controricorso, ulteriormente illustrato da memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con l’unico motivo di ricorso l’Agenzia delle entrate denuncia violazione e/o falsa applicazione della L. n. 890 del 1982, art. 8, e dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3″ lamentando l’erroneità dell’impugnata pronuncia nella parte in cui ha ritenuto nulla la notifica da parte dell’Amministrazione finanziaria dell’avviso di accertamento prodromico alla cartella impugnata, sebbene lo stesso dovesse intendersi regolarmente notificato per compiuta giacenza, dopo che, a seguito del mancato rinvenimento del destinatario presso il suo domicilio, era stata inviata comunicazione di avviso di deposito presso l’ufficio postale, dove il contribuente non si era recato nei dieci giorni successivi per il ritiro dell’atto medesimo, ciò comportando il perfezionamento della notifica per compiuta giacenza.

2. In via preliminare deve osservarsi che il ricorso per cassazione è stato notificato dall’Amministrazione ricorrente unicamente nei confronti del contribuente e non anche di Equitalia Nord S.p.A., all’epoca della notifica del ricorso ancora in essere, nei cui confronti si era pure attuato il contraddittorio nel processo di appello.

Stante l’inammissibilità del ricorso proposto dall’Agenzia delle entrate, alla stregua delle considerazioni svolte nel paragrafo seguente, non ricorre, secondo l’indirizzo espresso da questa Corte in materia, cui va dato in questa sede ulteriore seguito, la necessità di disporre la previa integrazione del contraddittorio nei confronti dell’agente della riscossione (ora Agenzia delle entrate- Riscossione, quale successore ex lege della predetta società del gruppo Equitalia), atteso che il principio della ragionevole durata del processo postula che siano ritenute superflue formalità non assolutamente necessitate dall’esigenza di assicurare l’effettivo contraddittorio tra le parti (cfr., tra le altre, Cass. sez. 3, 24 maggio 2013, n. 12295; Cass. SU ord. 22 marzo 2010, n. 6826).

3. Ciò premesso, il motivo ed il ricorso sul quale quest’ultimo unicamente è basato devono essere dichiarati inammissibili.

Discutendosi, nella presente controversia, della legittimità o meno della decisione impugnata nella parte in cui essa ha affermato la nullità della notifica dell’avviso di accertamento prodromico alla cartella notificata al contribuente e da quest’ultimo impugnata unitamente all’atto presupposto, del quale ha addotto la nullità della notifica, parte ricorrente aveva l’onere, in ossequio al principio di autosufficienza del ricorso per cassazione, di trascrizione della relata, sia con riferimento alla mancata consegna al destinatario per sua temporanea assenza, sia riguardo all’esito della c.d. CAD (comunicazione di avviso di deposito), onde porre la Corte, a fronte delle precise, puntuali indicazioni dei vizi inficianti detta notifica secondo il contribuente, le cui doglianze sono state accolte dal giudice tributario di appello, di esprimere il sindacato richiesto sulla base dello stesso ricorso, in ossequio al principio di autosufficienza (cfr., tra le altre, Cass. sez. 5, 28 febbraio 2017, n. 5185; Cass. sez. 5, ord. 30 novembre 2018, n. 31038), nel caso di specie detta trascrizione rendendosi strettamente funzionale alla comprensione del motivo (cfr. Cass. sez. 5, ord. 17 gennaio 2019, n. 1150).

3.1. Ciò, a fortiori, nel quadro dell’indirizzo di recente espresso dalle Sezioni Unite di questa Corte (cfr. Cass. SU, 15 aprile 2021, n. 10012), secondo cui “(i)n tema di notifica di un atto impositivo ovvero processuale tramite servizio postale, qualora l’atto notificando non venga consegnato al destinatario per rifiuto a riceverlo ovvero per sua temporanea assenza ovvero per assenza o inidoneità di altre persone a riceverlo, la prova del perfezionamento del procedimento notificatorio può essere data dal notificante – in base ad un’interpretazione costituzionalmente orientata (art. 24 Cost. e art. 111 Cost., comma 2) della L. n. 890 del 1982, art. 8 – esclusivamente attraverso la produzione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata contenente la comunicazione di avvenuto deposito (cd. C.A.D.), non essendo a tal fine sufficiente la prova dell’avvenuta spedizione della suddetta raccomandata informativa”, occorrendo cioè verificare che, pur a seguito della spedizione dell’avvenuta raccomandata informativa, il destinatario sia stato posto effettivamente in grado di acquisire la conoscenza del deposito dell’atto presso l’ufficio postale, onde curarne il ritiro nel termine dei dieci giorni successivi.

Non avendo la ricorrente Agenzia delle entrate provveduto alla trascrizione nel corpo del ricorso degli atti relativi al procedimento notificatorio, né avendo compiutamente indicato tempo e luogo della relativa produzione nel giudizio di merito, il ricorso per cassazione in questa sede proposto avverso la sentenza impugnata va dichiarato inammissibile.

4. Le spese del giudizio di legittimità seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo, con distrazione in favore del difensore del controricorrente per dichiarato anticipo fattone.

5. Rilevato che risulta soccombente parte ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato per essere amministrazione pubblica difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, non si applica il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1- quater.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 4000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi, liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge, con distrazione in favore del difensore del controricorrente per dichiarato anticipo fattone.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 16 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 novembre 2021

 

 

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