Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36562 del 25/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 25/11/2021, (ud. 30/09/2021, dep. 25/11/2021), n.36562

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. PERRINO Angel – Maria –

Dott. TRISCARI Giancarlo – Consigliere –

Dott. FANTICINI Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. CORRADINI Grazia – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 7219/2014 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, via dei

Portoghesi, n. 12, è domiciliata;

– ricorrente –

contro

D.S. COSTRUZIONI S.R.L. in liquidazione;

– intimata –

avverso la sentenza n. 78/IV/2013 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DELL’ABRUZZO, depositata in data 30/9/2013;

udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 6 luglio 2021

dal Consigliere Dott. GIOVANNI FANTICINI e a seguito della

riconvocazione del Collegio in data 30 settembre 2021.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

– la D.S. Costruzioni S.p.A. impugnava l’avviso di accertamento ai fini IRAP e IVA (riguardante l’anno d’imposta 2006) emesso dall’Agenzia delle Entrate in relazione alla sottofatturazione nella vendita di tre immobili e all’occultamento di ricavi recuperati a tassazione;

– la C.T.P. di Teramo respingeva il ricorso con sentenza n. 315 depositata il 17/11/2010;

– con ricorso del 21/12/2011 la società proponeva appello alla C.T.R. Abruzzo che, con pronuncia n. 78/IV/2013 del 30/9/2013, riformava parzialmente la decisione di primo grado;

– avverso la suddetta sentenza l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi;

– nessuna difesa ha svolto l’intimata in questo giudizio.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. E’ preliminare all’esame delle censure la verifica della regolarità dell’instaurazione del contraddittorio nel giudizio di cassazione e, dunque, della validità della notificazione del ricorso introduttivo.

Dalla documentazione in atti risulta che l’agente postale, stante la (attestata) temporanea assenza dell’intimata (cosiddetta “irreperibilità relativa”), ha inviato la raccomandata informativa (“CAD”); tali circostanze emergono dall’avviso di ricevimento della “prima raccomandata” (quella contenente il ricorso notificando) depositato dall’Agenzia delle Entrate, la quale, tuttavia, ha omesso di depositare l’avviso di ricevimento della raccomandata informativa.

Con riguardo ad un’analoga fattispecie si è pronunciata Cass., Sez. U, Sentenza n. 10012 del 15/04/2021, Rv. 660953-01, che, pur concernendo la notifica di un atto impositivo, ha espresso un principio applicabile alla notificazione di qualsivoglia atto processuale tramite il servizio postale: “Qualora l’atto notificando non venga consegnato al destinatario per rifiuto a riceverlo ovvero per sua temporanea assenza ovvero per assenza o inidoneità di altre persone a riceverlo, la prova del perfezionamento del procedimento notificatorio può essere data dal notificante – in base ad un’interpretazione costituzionalmente orientata (art. 24 Cost. e art. 111 Cost., comma 2) della L. n. 890 del 1982, art. 8 – esclusivamente attraverso la produzione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata contenente la comunicazione di avvenuto deposito (cd. C.A.D.), non essendo a tal fine sufficiente la prova dell’avvenuta spedizione della suddetta raccomandata informativa”.

La motivazione del citato arresto espressamente accomuna le due fattispecie di notifica in caso di irreperibilità relativa del destinatario – quella ex art. 140 c.p.c. e quella eseguita a mezzo posta – ravvisando tra le stesse un “pendant logico-giuridico” ed un'”evidente analogia” ed estendendo, in una prospettiva di comparazione anche costituzionale, la soluzione, in materia di necessaria produzione dell’avviso di ricevimento, già adottata da questa Corte proprio a proposito dell’art. 140 c.p.c., che individua come consolidata (sul punto, anche Cass., Sez. 6-5, Ordinanza del 23/7/2021).

In ordine alla necessità che la prova del perfezionamento del procedimento notificatorio de quo sia data esclusivamente attraverso la produzione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata contenente l’avviso di avvenuto deposito, deve ricordarsi quanto questa Corte ha già avuto modo di precisare sulle conseguenze di tale mancata produzione nel giudizio di legittimità, nelle ipotesi in cui la notifica al destinatario relativamente irreperibile riguardi il ricorso per cassazione: “La produzione dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell’art. 149 c.p.c., o della raccomandata con la quale l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuto compimento delle formalità di cui all’art. 140 c.p.c., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell’avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell’avvenuta instaurazione del contraddittorio. Ne consegue che l’avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all’udienza di discussione di cui all’art. 379 c.p.c., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal comma 1 della citata disposizione, ovvero fino all’adunanza della corte in camera di consiglio di cui all’art. 380-bis c.p.c., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell’art. 372 c.p.c., comma 2. In caso, però, di mancata produzione dell’avviso di ricevimento, ed in assenza di attività difensiva da parte dell’intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell’art. 291 c.p.c.” (Cass., Sez. U, Sentenza n. 627 del 14/01/2008, Rv. 60079001; analogamente ex multis, Cass., Sez. 3, Sentenza n. 14780 del 30/06/2014, Rv. 631571-01, Cass., Sez. 6-2, Ordinanza n. 18361 del 12/07/2018, Rv. 649461-01, e Cass., Sez. 5, Ordinanza n. 8641 del 28/03/2019, Rv. 653531-01).

2.In conclusione, la riscontrata omissione nel deposito dell’avviso di ricevimento della “raccomandata CAD” comporta l’inammissibilità del ricorso.

3.Non occorre pronunciarsi né sulle spese, stante la indefensio dell’intimata, né sul “raddoppio del contributo unificato”, in ragione della natura di Amministrazione dello Stato della ricorrente.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Quinta Sezione Civile, del 6 luglio 2021 e, a seguito di riconvocazione, il 30 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 novembre 2021

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