Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3655 del 14/02/2018


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Civile Ord. Sez. 1 Num. 3655 Anno 2018
Presidente: GIANCOLA MARIA CRISTINA
Relatore: SAMBITO MARIA GIOVANNA C.

QC

sul ricorso 4660/2013 proposto da:

Data pubblicazione: 14/02/2018

U–/
Comune di Squinzano, in persona del Sindaco pro tempore,
elettivamente domiciliato in Roma, Via Cosseria n. 2, presso lo studio
del dott. Placidi Alfredo, rappresentato e difeso dall’avvocato Palieri
Marco, giusta procura a margine del ricorso;
-ricorrente contro
Axa S.r.I., in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in Roma, Via Giovanni Nicotera n. 29, presso
lo studio dell’avvocato Catelli Marco, rappresentata e difesa dagli
avvocati Miglietta Stefano, Valenti Fabio, giusta procura a margine del
controricorso;
-controricorrente 1

avverso la sentenza n. 762/2012 della CORTE D’APPELLO di LECCE,
depositata il 08/11/2012;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
04/10/2017 dal cons. SAMBITO MARIA GIOVANNA C.;

Procuratore Generale Federico Sorrentino che ha chiesto
l’accoglimento per quanto di ragione del ricorso.

FATTI DI CAUSA
Il Tribunale di Lecce, con sentenza del 2.7.2009, revocava il
decreto con cui era stato ingiunto al Comune di Squinzano di pagare
alla Axa S.r.l. la somma di C 49.850,98, pari alla metà dei lavori dalla
stessa eseguiti in base all’ordinanza contingibile ed urgente del
Sindaco di Squinzano, che poneva il relativo costo, in ragione del 50%
ciascuno, a carico dei Comuni di Squinzano e di Trepuzzi, che
convogliavano i liquami nell’impianto di depurazione oggetto
dell’intervento.
La Corte d’Appello di Lecce ribaltava la decisione, rilevando che il
Sindaco di Squinzano, ancorchè avesse agito in qualità di Commissario
di governo, non aveva titolo per ordinare ad altra Amministrazione la
compartecipazione ai costi delle opere commissionate ex art. 54 del
d.lgs. n. 267 del 2000, e che la disciplina in materia di impegno di
spesa non trovava applicazione in ipotesi di ricorso a tale strumento
eccezionale.

2

lette le conclusioni scritte del P.M., in persona del Sostituto

Per la cassazione della sentenza, ha proposto ricorso Comune con
quattro mezzi, successivamente illustrato da memoria, resistiti con
controricorso dalla Società. Il PG ha depositato conclusioni scritte.
RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il Collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo

in forma semplificata
2. Le eccezioni d’inammissibilità del ricorso, per difetto di procura
speciale e la tardività della sua proposizione, in riferimento agli artt.
106 e 107, co 2, del d.P.R. n. 1229 del 1959, sono infondate. 3. In
relazione al primo profilo, va rilevato che il mandato apposto in calce
o, come nella specie, a margine del ricorso per cassazione, è, per sua
natura, speciale e non richiede alcuno specifico riferimento al processo
in corso (Cass. n. 18468 del 2014), laddove il suo rilascio in epoca
successiva alla sentenza oggetto dell’impugnazione può desumersi
dalla menzione della sentenza gravata risultante dall’atto a margine
del quale essa è apposta (Cass. n. 7014 del 2017). 4. La notifica del
ricorso, avverso la sentenza notificata 1’11.12.2012, risulta
tempestivamente effettuata ex art. 53 del 1994 mediante
raccomandata spedita il 9.2.2013, ed, al riguardo, la circostanza che
l’Ufficio postale di spedizione sia quello di Bari, invece che quello di
Lecce o di Roma è del tutto irrilevante, dovendo trovare applicazione
il principio affermato da Cass. n. 1938 del 2000, e confermato da Cass.
n. 12077 del 2003 e n. 12290 del 2016, secondo cui: “Il nuovo tipo di
notificazione degli atti civili, amministrativi e stragiudiziali delineato
dalla legge n. 53 del 1994 (che si affianca alle forme tradizionali di
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presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della motivazione

notificazione) si basa sull’eliminazione del coinvolgimento della figura
dell’ufficiale giudiziario, in quanto il difensore è stato trasformato in
organo del relativo procedimento notificatorio. Ne consegue che -a
differenza di quanto avviene per l’ufficiale giudiziario, per il quale, in
quanto inserito nell’organico giudiziario, vige il principio fondamentale

configurarsi alcuna questione di competenza territoriale, non
incontrando egli alcun limite territoriale alla sua potestà notificatoria”.
5. Col secondo motivo, che va esaminato con priorità per il suo
carattere assorbente, il ricorrente deduce la violazione degli artt. 54 e
191 del d.lgs. n. 267 del 2000, ed il suo difetto di legittimazione
passiva, in quanto, in assenza di tempestiva regolarizzazione
dell’intero corrispettivo richiesto ex adverso, l’azione andava proposta
nei confronti di amministratori e dipendenti, ai sensi del 4 0 comma del
menzionato art. 191. 6. Il motivo va accolto per le seguenti
considerazioni. 7. Secondo il consolidato orientamento di questa Corte
(cfr. Cass. n. 26337 del 2016; n. 23271 del 2014; n. 6293 del 2007),
il potere di ordinanza spettante al Sindaco per i provvedimenti
contingibili ed urgenti a fini di pubblico interesse appartiene allo Stato,
ancorché nel provvedimento siano implicati interessi locali, poiché il
Sindaco agisce non come rappresentante dell’Ente territoriale, ma
quale Ufficiale di governo. Trattandosi di questione attinente alla
legitimatio ad causam dal lato passivo -essendo il pagamento stato
richiesto al Comune- il relativo difetto riguarda la regolarità del
contraddittorio, costituisce un “error in procedendo” ed è rilevabile

4

della competenza territoriale- nei confronti dell’avvocato non può

d’ufficio in ogni stato e grado del processo (Cass. n. 7776 del 2017;
SU n. 26019 del 2008).
8. L’impugnata sentenza va, in conclusione, cassata, restando
assorbita ogni altra questione, e la causa può essere decisa nel merito,
non essendo necessari accertamenti di fatto, col rigetto della domanda

soggetto carente di legittimazione passiva.
9. Per l’alterno esito della lite, ed il rilievo ufficioso della carenza
di legittimazione passiva, si ravvisano giusti motivi per compensare
tra le parti le spese dell’intero giudizio.
P.Q.M.
Accoglie il secondo motivo, assorbiti gli altri, cassa e, decidendo
nel merito, rigetta la domanda proposta in monitorio dalla Società
AXA. Compensa interamente tra le parti le spese dell’intero giudizio.
Così deciso in Roma il 4 ottobre 2017.
Il Funzionario Giurli

Dott..ssa Fabri,- :ja BA

Presidente
i

i

proposta in monitorio dalla Società controricorrente nei confronti di

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