Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36490 del 24/11/2021

Cassazione civile sez. lav., 24/11/2021, (ud. 29/09/2021, dep. 24/11/2021), n.36490

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BERRINO Umberto – Presidente –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

Dott. MARCHESE Gabriella – Consigliere –

Dott. CALAFIORE Daniela – Consigliere –

Dott. DE FELICE Alfonsina – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 4699-2016 proposto da:

EQUITALIA SUD S.P.A., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MAGLIANO SABINA 24,

presso lo studio dell’avvocato MARIA GENTILE, rappresentata e difesa

dall’avvocato GIANCARLO GENTILE;

– ricorrente –

contro

I.N.P.S. ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

suo Presidente e legale rappresentante pro tempore, in proprio e

quale mandatario della S.C.C.I. S.P.A. Società di Cartolarizzazione

dei crediti, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA CESARE BECCARIA

29, presso l’Avvocatura Centrale dell’Istituto, rappresentati e

difesi dagli avvocati CARLA D’ALOISIO, GIUSEPPE MATANO, EMAMUELE DE

ROSE, ANTONINO SGROI, LELIO MARITATO, ESTER ADA SCIPLINO;

– resistenti con mandato –

nonché contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del legale rappresentante pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato

presso i cui Uffici domicilia in ROMA, via dei Portoghesi 12;

– resistente con mandato –

contro

E.M.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 723/2015 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,

depositata il 28/07/2015 R.G.N. 378/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

29/09/2021 dal Consigliere Dott. ALFONSINA DE FELICE.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

la Corte d’appello di Catanzaro, riformando la sentenza del Tribunale di Castrovillari, ha accolto l’appello di E.M., con cui le stesse, deducendo vizi formali, aveva chiesto che venisse dichiarata l’inesistenza o illegittimità dell’ipoteca iscritta da Equitalia Sud s.p.a. sui beni di sua proprietà iscritta a causa del mancato pagamento di contributi IVS per l’importo di Euro 29.210,36;

la Corte territoriale, richiamando testualmente la sentenza delle Sez. Un. 19668 del 2014, ha dichiarato la nullità dell’ipoteca, attribuendo a detta statuizione efficacia preclusiva rispetto alle plurime questioni sollevate dall’appellante; la decisione si basa sul principio secondo cui, in assenza di prova della previa comunicazione di iscrizione d’ipoteca al contribuente sia venuto a mancare l’atto necessario al corretto svolgimento della procedura esecutiva, e, pertanto, essendo nulla, l’ipoteca stessa debba essere cancellata;

Equitalia Sud s. p.a. ha proposto ricorso sulla base di cinque motivi;

E.M. è rimasto intimato; l’Inps ha depositato procura speciale in calce al ricorso.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

col primo motivo, formulato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 parte ricorrente deduce “Violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c. – Omessa pronuncia in ordine alla rilevata tardività della domanda introduttiva relativamente ai vizi formali del procedimento di riscossione”; sostiene che la Corte d’Appello avrebbe omesso di pronunciarsi sull’eccezione di tardività del ricorso introduttivo innanzi al primo giudice per il combinato disposto del D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 29 e art. 617 c.p.c.;

col secondo motivo, formulato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, lamenta “Violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 29 e art. 617 c.p.c.. Opposizione proposta oltre i 20 giorni previsti dall’art. 617 c.p.c. per i motivi di opposizione agli atti esecutivi”; la Corte d’appello avrebbe mancato di prendere posizione in merito al capo della sentenza di primo grado che aveva correttamente affermato che i vizi del procedimento di riscossione che non riguardano il credito contributivo non vanno fatti valere a pena d’inammissibilità nel termine di cui al D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 24 bensì entro il termine di venti giorni previsto per l’opposizione agli atti esecutivi; che essendo entrata direttamente nel merito delle censure, avrebbe erroneamente accolto la domanda dell’appellante ritenendo illegittima l’ipoteca in quanto l’iscrizione della stessa non sarebbe stata preceduta dalla previa notifica dell’intimazione di pagamento;

col terzo motivo, formulato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, denuncia “Violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c. e dell’art. 345 c.p.c. Omessa pronuncia sull’eccezione di parte circa la novità della domanda in appello sulla pretesa violazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50”;

sostiene che in nessuna parte dell’atto introduttivo del giudizio di appello, E.M. avrebbe censurato l’inosservanza del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, per non avere, l’agente della riscossione, provveduto alla notifica di previa intimazione prevista dalla norma;

col quarto motivo, formulato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, contesta “Violazione e falsa applicazione dell’art. 345 c.p.c. – divieto di jus novum in appello – inammissibilità del motivo d’appello”;

afferma che, invocando l’annullamento della cartella esattoriale per ragioni di fatto e di diritto non oggetto dell’originario ricorso, l’appellante avrebbe modificato l’originaria causa petendi dell’opposizione;

col quinto motivo, formulato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, deduce “Violazione dell’art. 276 c.p.c. – Pregiudizialità delle questioni circa la tardività del ricorso introduttivo innanzi al giudice di prime cure e circa l’eccezione di novità della domanda in appello”;

contesta l’affermata preclusività della questione concernente il D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50 rispetto a tutte le altre questioni, di rito e di merito; ritiene che tale asserzione non possa far ritenere che il giudice abbia considerato implicitamente assorbite le eccezioni pregiudiziali e/o preliminari proposte; secondo parte ricorrente, una statuizione siffatta si porrebbe in contrasto con l’art. 276 codice di rito, il quale impone al collegio giudicante di definire gradatamente e in ordine logico le pregiudiziali proposte dalle parti o rilevabili d’ufficio e quindi passare a decidere il merito della causa;

i motivi esaminati congiuntamente per logica connessione, vanno dichiarati inammissibili;

nessuno di questi si confronta con la ratio decidendi della sentenza impugnata, né si rivela in grado di intaccare l’iter argomentativo della sentenza impugnata, la quale ha qualificato il fatto – come è nel potere del giudice del merito – applicando la normativa che allo stesso si attaglia, nel caso di specie attuando la disposizione che prevede la necessaria attivazione del contraddittorio prima di iscrivere ipoteca per dare la possibilità al debitore di partecipare al procedimento, presentando osservazioni oppure estinguendo il debito;

così argomentando, la Corte d’appello di Catanzaro ha dato corretta attuazione al principio di diritto espresso da questa Corte (Sez. Un. 19668 del 2014) il quale ha stabilito che “In tema di riscossione coattiva delle imposte, l’Amministrazione finanziaria prima di iscrivere l’ipoteca su beni immobili ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 77 (nella formulazione vigente “ratione temporis”), deve comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine – che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, quello previsto dall’art. 77, comma 2 bis medesimo D.P.R., come introdotto dal D.L. 14 maggio 2011, n. 70, conv. con modif. dalla L. 12 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni – per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell’ipoteca l’iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità” (in senso conforme cfr. altresì Cass. n. 23875 del 2015 e Cass. n. 5577 del 2019);

la decisione impugnata ha accertato che non è stata raggiunta la prova in giudizio della notifica di tale comunicazione, e l’odierna ricorrente non dimostra il contrario, limitandosi a riproporre le eccezioni già prospettate in appello e a cui la Corte territoriale ha già dato puntuale riscontro nel sintetizzare le posizioni delle parti in causa;

non può, pertanto, condividersi la prospettazione rivolta a riscontrare un nesso di pregiudizialità in senso tecnico tra la domanda concernente la tardività del ricorso introduttivo (proposta innanzi al primo giudice) e l’eccezione di novità della domanda in appello; così come insegnano le Sezioni Unite di questa Corte, se non vi è prova della comunicazione d’iscrizione al debitore, l’ipoteca va cancellata, da ciò conseguendo che a nulla varrebbe esaminare la tardività del ricorso, atteso che, un’ipoteca illegittimamente iscritta, non è idonea a produrre effetti nei confronti di colui il quale sarebbe tenuto a subirla;

– in definitiva, il ricorso va dichiarato inammissibile; non si provvede sulle spese nei confronti della parte rimasta intimata, né dell’Inps che ha depositato procura speciale in calce al ricorso;

in considerazione dell’esito del giudizio, sussistono i presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, all’Adunanza camerale, il 29 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 24 novembre 2021

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