Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36455 del 24/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 24/11/2021, (ud. 08/07/2021, dep. 24/11/2021), n.36455

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – rel. Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21788-2020 proposto da:

P.J.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GIUSEPPE

DI BARTOL0, 22, presso lo studio dell’avvocato DANIELA CONTE,

rappresentata e difesa dall’avvocato VINCENZO PUGLIESE;

– ricorrenti –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, MINISTERO ECONOMIA FINANZE;

– intimati –

avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di VIBO VALENTIA, depositata il

27/11/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

08/07/2021 dal Consigliere ANTONIO SCARPA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

L’avvocato P.J.A. ha proposto ricorso articolato in unico motivo (1- violazione dell’art. 112 c.p.c.) avverso l’ordinanza del 27 novembre 2019 resa dal Tribunale di Vibo Valentia, con cui è stata rigettata l’opposizione formulata contro il decreto che aveva rigettato la liquidazione del compenso in favore all’avvocato P. quale difensore di parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato.

L’intimato Ministero della Giustizia non ha svolto attività difensive.

Il Tribunale di Vibo Valentia ha rilevato come l’avvocato avesse richiesto la distrazione delle spese ex art. 93 c.p.c., circostanza che giustificava la revoca dell’ammissione.

Su proposta del relatore, che riteneva che il ricorso potesse essere accolto per manifesta fondatezza, con la conseguente definibilità nelle forme di cui all’art. 380-bis c.p.c., in relazione all’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5, il presidente ha fissato l’adunanza della Camera di consiglio.

Il ricorso è fondato. Uniformandosi al principio enunciato da Cass. Sez. U, 26/03/2021, n. 8561, deve affermarsi che la presentazione dell’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato non costituisce rinuncia implicita al beneficio da parte dell’assistito, attesa la diversa finalità ed il diverso piano di operatività del gratuito patrocinio e della distrazione delle spese – l’uno volto a garantire alla parte non abbiente l’effettività del diritto di difesa e l’altra ad attribuire al difensore un diritto in “rem propriam” -, con la conseguenza che il difensore è privo del potere di disporre dei diritti sostanziali della parte, compreso il diritto soggettivo all’assistenza dello Stato per le spese del processo, potendo la rinuncia allo stesso provenire solo dal titolare del beneficio, e tenuto conto, peraltro, che l’istituto del gratuito patrocinio è revocabile solo nelle tre ipotesi tipizzate nel D.P.R. n. 115 del 2002, art. 136, norma eccezionale, come tale non applicabile analogicamente.

Il ricorso va pertanto accolto e va cassata l’ordinanza impugnata, con rinvio della causa al Tribunale di Vibo Valentia in persona di diverso magistrato, che deciderà uniformandosi ai richiamati principi e tenendo conto dei rilievi svolti, e provvederà anche alla pronuncia sulle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa l’ordinanza impugnata e rinvia la causa al Tribunale di Vibo Valentia in persona di diverso magistrato, anche per la pronuncia sulle spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della 6 – 2 Sezione civile della Corte suprema di cassazione, il 8 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 24 novembre 2021

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