Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36454 del 24/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 24/11/2021, (ud. 01/07/2021, dep. 24/11/2021), n.36454

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ORILIA Lorenzo – Presidente –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 19746-2020 proposto da:

I.IR.P.A. s.r.l., M.A., M.G. E

P.M.A., rappresentati e difesi dall’Avvocato ANNA MARIGGIO’

per procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

VERBANIA SECURITISATION S.R.L., attraverso la mandataria doVALUE

S.P.A., quale cessionaria del credito da Intesa Sanpaolo s.p.a.,

rappresentata e difesa dall’Avvocato SALVATORE GIAMMARIA per procura

speciale in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la SENTENZA n. 97/2020 della CORTE D’APPELLO DI LECCE,

depositata il 9/3/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata dell’1/7/2021 dal Consigliere GIUSEPPE DONGIACOMO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

L’I.IR.P.A. s.r.l. ed i suoi garanti M.A., M.G. e P.M.A. hanno proposto opposizione al decreto con il quale il tribunale gli ha ingiunto il pagamento della somma di Euro 237.425,95 in favore della Intesa Sanpaolo s.p.a..

La Italfondiario s.p.a., nella qualità di procuratore della società opposta, ha resistito all’opposizione chiedendone il rigetto.

Il tribunale, con provvedimento del 6/5/2014, ha assegnato alle parti il termine per il promovimento del tentativo obbligatorio di mediazione che non veniva, tuttavia, effettuato da nessuna delle parti.

Il tribunale, con sentenza del 21/6/2016, ritenendo che nel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo entrambe le parti sono tenute ad esperire il tentativo di mediazione ai sensi del D.Lgs. n. 28 del 2010, art. 5, comma 1-bis, ha dichiarato l’improcedibilità sia della domanda formulata in via monitoria dall’Italfondiario s.p.a., che della domanda di accertamento negativo del credito proposta dagli opponenti, revocando il decreto ingiuntivo.

L’Italfondiario s.p.a. ha proposto appello avverso la sentenza, chiedendo che, in riforma della stessa, fosse dichiarata solo l’improcedibilità dell’opposizione al decreto ingiuntivo e la conferma dello stesso

Gli appellati si sono costituiti in giudizio resistendo al gravame.

Nel corso del giudizio si è costituita la Verbania Securitation s.r.l. quale cessionaria del credito.

La corte d’appello, con la sentenza in epigrafe, ha accolto l’appello proposto e, per l’effetto, in parziale riforma della sentenza impugnata, ha dichiarato la nullità delle relative statuizioni di declaratoria di improcedibilità della domanda monitoria e di revoca del decreto ingiuntivo.

La corte, in particolare, per quanto ancora rileva, ha ritenuto che l’appello proposto fosse fondato poiché, nel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo, è l’opponente la parte sulla quale grava l’onere dell’introduzione della mediazione obbligatoria e che, in mancanza, il giudizio di opposizione fosse, per l’effetto, improcedibile.

L’I.IR.P.A. s.r.l., M.A., M.G. e P.M.A., con ricorso notificato il (OMISSIS), hanno chiesto, per un motivo, la cassazione della sentenza.

La Verbania Securitisation s.r.l., nella indicata qualità, ha resistito con controricorso.

La ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con l’unico motivo che hanno articolato, i ricorrenti, lamentando la violazione e la falsa applicazione del D.Lgs. n. 28 del 2010, art. 5, in relazione agli artt. 633 e ss c.p.c., dell’art. 24 Cost. e dell’art. 360 c.p.c., n. 3, hanno censurato la sentenza impugnata nella parte in cui la corte d’appello ha ritenuto che, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere di esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione spetta all’opponente e non all’opposto nonostante sia quest’ultimo l’attore in senso sostanziale.

2. Il motivo è fondato. Le Sezioni Unite di questa Corte, infatti, con la sentenza n. 19596 del 2020, hanno ritenuto che, nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi del D.Lgs. n. 28 del 201, art. 5, comma 1-bis, i cui giudizi vengano introdotti con richiesta di decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta, per cui, ove essa non si attivi, com’e’ accaduto nel caso in esame, alla pronuncia d’improcedibilità di cui al citato comma 1-bis, conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo.

3. Il ricorso dev’essere, quindi, accolto e la sentenza impugnata, per l’effetto, cassata con rinvio, per un nuovo esame, alla corte d’appello di Lecce che, in differente composizione, provvederà anche a liquidare le spese del giudizio di legittimità.

PQM

La Corte così provvede: accoglie il ricorso e, per l’effetto, cassa la sentenza impugnata con rinvio, per un nuovo esame, alla corte d’appello di Lecce che, in differente composizione, provvederà anche a liquidare le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sesta Sezione Civile – 2, il 1 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 24 novembre 2021

 

 

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