Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36449 del 24/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 24/11/2021, (ud. 10/06/2021, dep. 24/11/2021), n.36449

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRAZIOSI Chiara – Presidente –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 1322-2021 proposto da:

VIA GOITO SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE 22,

presso lo studio dell’avvocato GUIDO MARIA POTTINO, che la

rappresenta e difende unitamente agli avvocati BRUNO ALBERTI,

MASSIMILIANO PICARDI;

– ricorrente –

contro

AVANTUNE SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA TIRSO 26, presso lo studio

dell’avvocato PIETRO BORIA, che la rappresenta e difende;

– resistente –

per regolamento di competenza avverso la sentenza n. 17380/2020 del

TRIBUNALE di ROMA, depositata il 16/11/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 10/06/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONELLA

PELLECCHIA;

lette le conclusioni scritte del PUBBLICO MINISTERO in persona del

SOSTITUTO PROCURATORE GENERALE DOTI. ALBERTO CELESTE che visto

l’art. 380 ter c.p.c., chiede che la Corte di Cassazione, in Camera

di consiglio, dichiari il ricorso inammissibile, con le conseguenze

di legge.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. Con ricorso per regolamento necessario di competenza, Via Goito S.r.l. ha impugnato la sentenza del Tribunale di Roma n. 17.380 del 16 novembre 2020 con cui dichiarava l’incompetenza per territorio del giudice adito in favore del Tribunale di Milano, e revocava il decreto ingiuntivo opposto dalla S.r.l. Avantune;

2. Che tale sentenza è stata emessa nel corso del giudizio di opposizione, proposto dalla Avantune avverso il decreto ingiuntivo azionato dalla locatrice Via Goito S.r.l. per il pagamento di canoni di locazione; che la conduttrice S.r.l. Avantune, alla quale è stata ritualmente notificata l’istanza di regolamento di competenza si è costituita depositando la memoria ex art. 47 c.p.c., comma 5.

Diritto

CONSIDERATO

che:

3. Il Procuratore Generale ha concluso per l’inammissibilità del regolamento.

4. Il regolamento è inammissibile perché tardivo in quanto è stato notificato in data (OMISSIS) e quindi oltre la scadenza del termine di 30 giorni.

Il provvedimento impugnato è stato emesso in data (OMISSIS), con lettura del dispositivo ed esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione, ai sensi dell’art. 281 sexies c.p.c., e dell’art. 429 c.p.c., trattandosi di rito locatizio.

Poiché la lettura del provvedimento in udienza e la sottoscrizione del verbale che lo contiene da parte del giudice equivalgono alla pubblicazione prescritta nei casi ordinari dall’art. 133, ed esonera la cancelleria dall’onere della comunicazione giacché il provvedimento si ritiene, con presunzione assoluta di legge, conosciuto dalle parti presenti o che avrebbero dovuto essere presenti. Pertanto non è prevista alcuna ulteriore comunicazione del medesimo provvedimento ad opera del cancelliere atteso che essa contrasterebbe con l’intento di semplificazione delle forme perseguite dal legislatore essendo irrilevante la successiva comunicazione da parte della cancelleria del deposito del suddetto foglio a parte (cfr. Cass. n. 16304 del 2007).

Poiché, nel caso all’esame, la sentenza impugnata è stata pronunciata in udienza ai sensi dell’art. 281-sexies c.p.c., deve ritenersi che il predetto termine sia cominciato a decorrere dalla stessa udienza, ovvero dal (OMISSIS) (Cass., ord., 24/07/2007, n. 16304; Cass., ord., 23/10/2014, n. 22525; Cass., ord., 22/01/2018, n. 1471).

Quanto appena rilevato assorbe ogni ulteriore questione.

5. Le spese seguono la soccombenza.

6. Infine, poiché il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è dichiarato inammissibile, sussistono i presupposti processuali (a tanto limitandosi la declaratoria di questa Corte: Cass. Sez. U. 20/02/2020, n. 4315) per dare atto – ai sensi della L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, che ha aggiunto al testo unico di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, il comma 1-quater, (e mancando la possibilità di valutazioni discrezionali: tra le prime: Cass. 14/03/2014, n. 5955; tra le innumerevoli altre successive: Cass. Sez. U. 27/11/2015, n. 24245) – della sussistenza dell’obbligo di versamento, in capo a parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per la stessa impugnazione.

PQM

la Corte dichiara inammissibile il regolamento di competenza e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità in favore della controricorrente che liquida in complessivi Euro 2.200 oltre 200 per esborsi, oltre accessori di legge e spese generali.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso principale, a norma del citato art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile della Corte suprema di Cassazione, il 10 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 24 novembre 2021

 

 

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