Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36442 del 24/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 24/11/2021, (ud. 10/06/2021, dep. 24/11/2021), n.36442

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ESPOSITO Lucia – Presidente –

Dott. DI PAOLANTONIO Annalisa – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Fabrizio – rel. Consigliere –

Dott. BELLE’ Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5045-2020 proposto da:

HAGER LUMETAL SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, CORSO VITTORIO EMANUELE II 326,

presso lo studio dell’avvocato CLAUDIO SCOGNAMIGLIO, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato ROMEO BIANCHIN;

– ricorrente –

contro

INAIL – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI

SUI, LAVORO, (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA IV NOVEMBRE 144,

presso lo studio dell’avvocato LUCIA PUGLISI, che lo rappresenta e

difende unitamente all’avvocato LUCIANA ROMEO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 163/2019 della CORTE D’APPELLO di TRIESTE,

depositata il 22/11/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 10/06/2021 dal Consigliere Relatore Dott. FABRIZIO

AMENDOLA.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. la Corte d’Appello di Trieste, con la sentenza impugnata, ha confermato la pronuncia di primo grado che aveva respinto il ricorso proposto dalla Hager Lumetal Spa nei confronti dell’Inail volto a richiedere l’annullamento di tre provvedimenti dell’Istituto di riclassificazione del rischio assicurato negli anni 2012, 2013 e 2014 con rideterminazione del tasso e dei premi, riferiti alle patologie contratte da 2 dipendenti;

2. la Corte, premesso che “il tema del contendere si incentra sulla ricorrenza del nesso di causalità fra le patologie lamentate dai due addetti, e cioè l’epicondilite per C.M. e l’ernia discale per T.A., ed il lavoro svolto presso l’impresa parte in causa”, ha ritenuto, sulla base dell’istruttoria svolta e di una consulenza medico legale, l’infondatezza della pretesa della società;

3. per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso la soccombente con 2 motivi; ha resistito con controricorso l’INAIL;

4. la proposta del relatore ex art. 380 bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza camerale;

la società ha comunicato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. il primo motivo denuncia “violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 1164 del 1965, art. 2, e dell’art. 2697 c.c., degli artt. 115 e 116 c.p.c.”, lamentando che la Corte territoriale, pur valutando le testimonianze raccolte, non avrebbe accertato “l’elemento essenziale, e se cioè vi sia stata effettiva esposizione al rischio, limitandosi a conclusioni generiche e senza rilievo giuridico al fine dell’accertamento del nesso di causa tra patologie e attività lavorative”;

la censura è inammissibile perché solo formalmente denuncia il vizio di cui all’art. 360 c.p.c., n. 3, che ricorre o non ricorre per l’esclusivo rilievo che, in relazione al fatto accertato, la norma non sia stata applicata quando doveva esserlo, ovvero che lo sia stata quando non si doveva applicarla, ovvero che sia stata “male” applicata, e cioè applicata a fattispecie non esattamente comprensibile nella norma (tra le molteplici, Cass. n. 26307 del 2014; Cass. n. 22348 del 2007); sicché il sindacato sulla violazione o falsa applicazione di una norma di diritto presuppone la mediazione di una ricostruzione del fatto incontestata perché è quella che è stata operata dai giudici del merito; al contrario, laddove si critichi la ricostruzione della vicenda storica quale risultante dalla sentenza impugnata, si è fuori dall’ambito di operatività dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, e la censura è attratta inevitabilmente nei confini del sindacabile esclusivamente ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nella formulazione tempo per tempo vigente, vizio che appunto postula un fatto ancora oggetto di contestazione tra le parti; nella specie le doglianze tendono ad una rivalutazione di merito in ordine all’apprezzamento dell’esistenza o meno di un nesso causale tra le mansioni svolte e le patologie in controversia, che è indubbiamente una quaestio facti non sindacabile in questa sede di legittimità;

2. con il secondo motivo del ricorso si denuncia, esplicitamente richiamando l’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, la “omessa valutazione di fatti decisivi oggetto di discussione tra le parti”;

il motivo è in radice inammissibile perché viene denunciato il vizio della sentenza impugnata ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, in presenza di una c.d. “doppia conforme”, ex art. 348 ter c.p.c., commi 4 e 5 (cfr. Cass. n. 23021 del 2014; Cass. n. 30646 del 2019);

3. conclusivamente il ricorso deve essere dichiarato inammissibile; le spese seguono la soccombenza liquidate come da dispositivo;

occorre dare atto della sussistenza dei presupposti processuali di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, come modificato dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17 (Cass. SS.UU. n. 4315 del 2020).

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese liquidate in Euro 4.000,00, oltre Euro 200,00 per esborsi, rimborso spese generali al 15% ed accessori secondo legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 10 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 24 novembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA