Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36434 del 24/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 24/11/2021, (ud. 24/06/2021, dep. 24/11/2021), n.36434

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. BERTUZZI Mario – rel. Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18888-2020 proposto da:

L.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CONTE ROSSO

5, presso lo studio dell’avvocato SALVATORE VITALE, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

(OMISSIS);

– intimato –

avverso la sentenza n. 247/2020 del TRIBUNALE di ROMA, depositata

l’08/01/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 24/06/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MARIO

BERTUZZI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

L.M. ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza indicata in epigrafe che aveva confermato la sentenza di primo grado di rigetto della sua opposizione al decreto ingiuntivo che gli intimava di pagare al condominio (OMISSIS) la somma di Euro 1.267,52 a titolo di contributi condominiali relativi ai bilanci preventivi per gli anni 2014, 2015 e 2016, approvati con delibere del 14 febbraio 2014, 13 aprile 2015 e 12 gennaio 2017;

il condominio (OMISSIS) non ha svolto attività difensiva;

il ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

il primo motivo di ricorso, che denunzia violazione dell’art. 112 c.p.c., e del cit. cod., art. 132, n. 4, censura la sentenza impugnata per avere omesso di esaminare e decidere sul secondo motivo dell’atto di appello, con cui aveva dedotto l’erroneità della decisione di primo grado per avere ritenuto sufficienti, per l’emissione del decreto ingiuntivo, i bilanci preventivi ed aveva lamentato che il provvedimento monitorio non era stato preceduto da alcuna messa in mora;

il mezzo altresì lamenta contraddittorietà della motivazione, per avere il Tribunale fondato la sua conclusione sulla documentazione allegata alla fase monitoria, in realtà mai acquisita nei giudizi di merito; il secondo motivo di ricorso denunzia violazione dell’art. 2697 c.c., ed omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti, censurando la sentenza impugnata per avere rigettato l’appello, riconoscendo così fondata la pretesa del condominio, pur in assenza in atti della documentazione comprovante il diritto di credito dallo stesso azionato e nonostante tale carenza di prova fosse stata denunziata nell’atto di appello; entrambi i motivi sono inammissibili;

il vizio denunziato di omessa pronuncia non sussiste, atteso che dalla lettura della sentenza impugnata risulta chiaramente che il Tribunale ha esaminato i dedotti motivi di appello, affermando che la delibera di approvazione del bilancio preventivo costituisce prova del credito del condominio sino a quando non sia sostituita dalla deliberazione di approvazione del bilancio consuntivo e non, come sostenuto dall’appellante, fino alla scadenza dell’esercizio cui si riferisce, e che il credito del condominio per il pagamento delle quote nei confronti dei singoli condomini è certo e liquido e legittima l’emissione del decreto ingiuntivo ai sensi dell’art. 63 disp. att. c.c., in forza della delibera assembleare dello stato di ripartizione della spesa, senza necessità di successivo avviso o messa in mora;

le censure relative alla omessa considerazione, da parte del giudice di appello, del fatto che il condominio non avrebbe dato prova del credito vantato, stante l’assenza in atti della relativa documentazione e, in particolare, delle delibere di approvazione dei bilanci, sono inammissibili non risultando né dalla sentenza impugnata né dallo stesso ricorso – che richiama in proposito solo il contenuto della comparsa conclusionale e della memoria di replica – che tale contestazione sia stata sollevata con l’atto di appello, i cui motivi anzi danno per presupposta l’esistenza di tali delibere;

la denunzia del vizio di omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, sollevata ai sensi dell’art. 365 c.p.c., n. 5, è inammissibile, atteso che l’art. 348-ter c.p.c., u. c., esclude la deducibilità del motivo di cui all’art. 360 c.p.c., n. 5 nel caso in cui la sentenza di appello sia confermativa della decisione di primo grado (c.d. doppia conforme);

il ricorso è pertanto inammissibile ai sensi dell’art. 360-bis c.p.c.; nulla deve disporsi sulle spese di giudizio, non avendo il condominio intimato svolto attività difensiva, mentre deve darsi atto che sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso ei ricorrenti, a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, dell’art. 13, comma 1-bis, comma 1-quater.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Dà atto che sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 24 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 24 novembre 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA