Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36421 del 24/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 24/11/2021, (ud. 13/07/2021, dep. 24/11/2021), n.36421

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ESPOSITO Lucia – Presidente –

Dott. DI PAOLANTONIO Annalisa – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Fabrizio – Consigliere –

Dott. DE MARINIS Nicola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3123-2020 proposto da:

A.F., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CRISTOFORO

COLOMBO 436, presso lo studio dell’avvocato RENATO CARUSO,

rappresentata e difesa dall’avvocato LUCA FAGGIOLI;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E RICERCA, (OMISSIS), in

persona del Ministro pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA,

VIA DEI PORTOGHESI, 12, presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che

lo rappresenta e difende, ope legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 620/2019 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata l’11/07/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 13/07/2021 dal Consigliere Relatore Dott. NICOLA DE

MARINIS.

 

Fatto

RILEVATO

– che con sentenza dell’11 luglio 2019, la Corte d’Appello di Bologna, chiamata a pronunziarsi sul gravame avverso la decisione del Tribunale di Bologna di accoglimento della domanda proposta da A.F. nei confronti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, avente ad oggetto il riconoscimento come servizio di ruolo della prestazione resa in forza di successivi contratti a termine quale docente negli anni scolastici che avevano preceduto la sua immissione in ruolo, l’aggiornamento della propria posizione giuridico-economica e la condanna del Ministero al pagamento delle differenze retributive dovute in base a quanto previso dal CCNL del Comparto Scuola per il personale docente assunto a tempo indeterminato, anche a titolo risarcitorio, in parziale riforma della predetta decisione, rigettava la domanda relativa alla ricostruzione di carriera;

– che la decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto infondata la domanda relativa alla ricostruzione di carriera stante la legittimità, riconosciuta anche dalla giurisprudenza Eurocomunitaria (il richiamo è alla sentenza del 20.9.2018 resa dalla Corte di Giustizia in causa C-466/2017, Chiara Motter c/ Provincia autonoma di Trento), dei termini parziali in cui, ai sensi del D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 485, quel diritto trova riconoscimento all’atto dell’immissione in ruolo della docente in precedenza impiegata a termine e, di contro, fondata la domanda relativa al riconoscimento delle differenze retributive maturate in ragione del diritto, fondato sulla comparabilità delle mansioni in concreto svolte dal docente impiegato a termine rispetto a quello assunto a tempo indeterminato, per il quale ai primi va attribuita la medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai CCNL succedutisi nel tempo;

che per la cassazione di tale decisione ricorre la A., affidando l’impugnazione a due motivi, in relazione alla quale il Ministero, pur intimato, non ha svolto alcuna difesa;

che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in Camera di consiglio non partecipata.

Diritto

CONSIDERATO

che, con il primo motivo, la ricorrente, nel denunciare la violazione e falsa applicazione alla Dir. n. 1999/70/CE, allegato Accordo Quadro, clausola 4, lamenta l’incongruità logica e giuridica del convincimento espresso dalla Corte territoriale in relazione al disconoscimento del carattere discriminatorio del trattamento del personale docente impiegato a termine risultante dall’applicazione, in sede di ricostruzione di carriera del medesimo all’atto della sua immissione in ruolo, del criterio di cui al D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 485, implicante il riconoscimento del diritto in termini non integrali;

– che, con il secondo motivo, denunciando il vizio di omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, la ricorrente imputa alla Corte territoriale il non aver proceduto all’accertamento in concreto del carattere discriminatorio del trattamento attribuitole per effetto dell’applicazione nella specie del D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 485;

– che entrambi i motivi, i quali, in quanto strettamente connessi, possono essere qui trattati congiuntamente, meritano accoglimento, alla stregua dell’orientamento accolto da questa Corte (cfr. Cass. n. 33140/2019) per cui “il D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 485, che, anche in forza del rinvio operato dalle parti collettive, disciplina il riconoscimento dell’anzianità di servizio dei docenti a tempo determinato poi definitivamente immessi nei ruoli dell’amministrazione scolastica, viola la Dir. n. 1999/70/CE, allegato Accordo Quadro, clausola 4, e deve essere disapplicato, nei casi in cui l’anzianità risultante dall’applicazione dei criteri dallo stesso indicati, unitamente a quello fissato dal citato Decreto D.L., art. 489, come integrato dalla L. n. 124 del 1999, art. 11, comma 14, risulti essere inferiore a quello riconoscibile al docente comparabile assunto ab origine a tempo indeterminato, all’esito dell’accertamento da compiersi da parte del giudice del merito comparando il trattamento riservato all’assunto a tempo determinato, poi immesso in ruolo, con quello del docente ab origine a tempo indeterminato;

– che, pertanto, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata cassata con rinvio alla Corte d’Appello di Bologna, in diversa composizione, che provvederà in conformità, disponendo altresì per l’attribuzione delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’Appello di Bologna in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 13 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 24 novembre 2021

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