Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36395 del 24/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 24/11/2021, (ud. 16/06/2021, dep. 24/11/2021), n.36395

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ORILIA Lorenzo – Presidente –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giovanni – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – Consigliere –

Dott. VARRONE Luca – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14716-2020 proposto da:

S.M., elettivamente domiciliato presso l’avv.to LUANA

COMASTRI CAPELLI (pec comastricapelli.ordineavvocatibppec.it) che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DIFESA, (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1984/2019 del TRIBUNALE di BOLOGNA, depositata

il 19/09/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/06/2021 dal Consigliere Dott. LUCA VARRONE.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. S.M. ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza del Tribunale di Bologna che ha rigettato il suo appello avverso la sentenza del Giudice di Pace che a sua volta aveva rigettato l’opposizione avverso il verbale di accertamento di sinistro stradale emesso dai carabinieri della stazione di (OMISSIS) in data (OMISSIS).

2. Il Ministero della Difesa si è costituito con controricorso.

3. Su proposta del relatore, ai sensi dell’art. 391-bis c.p.c., comma 4, e dell’art. 380-bis c.p.c., commi 1 e 2, che ha ravvisato la manifesta infondatezza del ricorso, il Presidente ha fissato con decreto l’adunanza della Corte per la trattazione della controversia in camera di consiglio nell’osservanza delle citate disposizioni.

4. Il ricorrente in prossimità dell’udienza ha presentato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Il ricorso si fonda su due motivi: per violazione dell’art. 189 C.d.S., comma 5, e omesso esame circa fatti decisivi per il giudizio, e violazione dell’art. 91 c.p.c..

Il Relatore ha avanzato la seguente proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.: “Le censure mosse dal ricorrente con i due motivi di ricorso sono del tutto infondate in quanto vi era certamente l’obbligo di fermarsi da parte del ricorrente quale conducente l’autoveicolo coinvolto nell’incidente e non vi è stata alcuna violazione dell’art. 91 c.p.c. essendosi il giudice dell’appello limitato ad applicare il principio della soccombenza”;

il Collegio condivide la proposta del Relatore limitatamente al primo motivo di ricorso quanto al secondo motivo ritiene invece che lo stesso sia fondato;

quanto al primo motivo risulta accertato che il ricorrente mentre era alla guida dell’autoveicolo (OMISSIS), a seguito dello scoppio del pneumatico posteriore sinistro perdeva il controllo del mezzo che sbandava e finiva sul cordolo e poi sul marciapiede e, in ultimo, su una rete di recinzione di un cortile condominiale senza danno a persone. A seguito dell’incidente alcuni passanti chiamavano il 118. Il personale medico intervenuto sul posto allertava i carabinieri anche perché il conducente del mezzo era assente. (OMISSIS) il ricorrente si presentava presso la stazione carabinieri di (OMISSIS) dichiarando di essere stato lui alla guida del veicolo coinvolto nel sinistro;

risulta di tutta evidenza che è corretta la definizione di incidente stradale data dal giudice del merito e che il ricorrente non doveva allontanarsi dal luogo del sinistro.

quanto al secondo motivo, esso risulta fondato limitatamente alla condanna del ricorrente alle spese del giudizio di primo grado, dovendosi darsi continuità al seguente principio di diritto: Il potere del giudice d’appello di procedere d’ufficio ad un nuovo regolamento delle spese processuali, quale conseguenza della pronunzia di merito adottata, sussiste in caso di riforma in tutto o in parte della sentenza impugnata, poiché gli oneri della lite devono essere ripartiti in ragione del suo esito complessivo, mentre in caso di conferma della sentenza impugnata, la decisione sulle spese può essere modificata dal giudice del gravame soltanto se il relativo capo della sentenza abbia costituito oggetto di specifico motivo d’impugnazione (Sez. 1, Ord. n. 14916 del 2020);

nella specie la regolamentazione delle spese del giudizio di primo grado non era stata oggetto di alcuna impugnativa e, dunque, il giudice dell’appello doveva provvedere solo in ordine alle spese del secondo grado;

pertanto la Corte, in accoglimento del secondo motivo di ricorso, rigettato il primo, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito annulla la condanna alle spese del giudizio di primo grado, confermando nel resto la sentenza impugnata con compensazione delle spese del giudizio di legittimità visto l’accoglimento solo parziale del ricorso.

P.Q.M.

La Corte Suprema di Cassazione

Accoglie il secondo motivo di ricorso, rigetta il primo, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, annulla la condanna del ricorrente alle spese del giudizio di primo grado, confermando nel resto la sentenza impugnata, con compensazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta-2 Sezione Civile, il 16 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 24 novembre 2021

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