Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36352 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 23/11/2021, (ud. 12/11/2021, dep. 23/11/2021), n.36352

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – rel. Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 35936-2019 proposto da:

Z.E., quale difensore di sé stesso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, AGENZIA DELLE ENTRATE – DIREZIONE

REGIONALE DELLA CALABRIA;

– intimati –

avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di CASTROVILLARI, depositata il

21/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio del

12/11/2021 dal Consigliere Dott. CRISCUOLO MAURO.

 

Fatto

MOTIVI IN FATTO ED IN DIRITTO DELLA DECISIONE

S.M., assistito dall’avv. Z.E. intraprendeva una causa di risarcimento danni dinanzi al Tribunale di Castrovillari, venendo ammesso al patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale all’esito del giudizio con decreto del 20 marzo 2018 revocava l’ammissione al patrocinio e dichiarava non liquidabile alcuna somma in favore dell’avv. Z..

Avverso il provvedimento proponevano opposizione sia il S. che l’avv. Z., ed il Tribunale di Castrovillari, con ordinanza del 21 ottobre 2019, dichiarava inammissibile il ricorso del S. e rigettava quello dello Z..

Quanto al primo, osservava che lo stesso difettava di interesse ad agire, in quanto in caso di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, si instaura un rapporto diretto tra il difensore e lo Stato medesimo, che determina che solo il primo può dolersi del provvedimento con il quale siano liquidati i compensi o sia rigettata l’istanza. Attesa l’inammissibilità della sua opposizione, il Tribunale revocava altresì l’ammissione al beneficio disposto per la proposizione dell’opposizione.

In relazione alla posizione dell’avv. Z., il Tribunale richiamava la decisione del giudice di legittimità (Cass. n. 5232/2018) a mente della quale la richiesta di distrazione avanzata dal difensore nella causa per la quale vi è stata ammissione al beneficio del patrocinio a spese dello Stato costituisce una rinuncia implicita allo stesso beneficio, sicché, avendo l’opponente avanzato istanza ex art. 93 c.p.c. nel giudizio presupposto, nulla poteva essergli riconosciuto nei confronti dello Stato.

Per la cassazione di tale ordinanza propone ricorso Z.E. sulla base di due motivi.

Questa Corte, con decreto presidenziale del 2/12/2020, ha disposto la rinnovazione della notifica al Ministero della Giustizia, avendo il ricorrente inizialmente indirizzato il ricorso all’Avvocatura Distrettuale dello Stato, anziché all’Avvocatura Generale.

Procedutosi alla rinnovazione nel termine assegnato, il Ministero della Giustizia è rimasto intimato.

In ottemperanza al principio della ragione più liquida si impone il prioritario esame del secondo motivo di ricorso con il quale si denuncia l’erroneità della decisione gravata nella parte in cui ha affermato che la richiesta di distrazione avanzata dal difensore nel giudizio per il quale è stato concesso il beneficio del patrocinio a spese dello Stato equivalga ad una rinuncia implicita al beneficio stesso. Si richiama il diverso orientamento, rispetto a quello espresso da Cass. n. 5232/2018 (al quale ha invece aderito il Tribunale), che ritiene che la detta richiesta di distrazione non incida sull’ammissione al patrocinio, anche in ragione delle ipotesi di tassatività di revoca.

Il motivo è fondato ritenendo il Collegio di dover dare seguito a quanto di recente affermato da questa Corte nella sua più autorevole composizione (Cass. S.U. n. 8561/2021), che ha negato che la richiesta di distrazione avanzata dal difensore possa determinare una rinuncia, ancorché implicita, al benefico de quo.

In accoglimento del motivo l’ordinanza impugnata deve quindi essere cassata.

L’accoglimento del secondo motivo determina poi l’assorbimento del primo motivo con il quale si denuncia la violazione dell’art. 112 c.p.c. nonché l’omessa e/o carente motivazione del provvedimento impugnato.

Il giudice di rinvio che si designa nel Tribunale di Castrovillari, in persona di diverso magistrato, provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il secondo motivo di ricorso e, assorbito il primo, cassa l’ordinanza impugnata, con rinvio, anche per le spese del presente giudizio, al Tribunale di Castrovillari in persona di diverso magistrato.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 12 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

 

 

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