Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36350 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. lav., 23/11/2021, (ud. 12/10/2021, dep. 23/11/2021), n.36350

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Antonio – Presidente –

Dott. NEGRI DELLA TORRE Paolo – Consigliere –

Dott. DI PAOLANTONIO Annalisa – Consigliere –

Dott. MAROTTA Caterina – Consigliere –

Dott. BELLE’ Roberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso iscritto al n. 27420/2017 R.G. proposto da:

COMUNE DI PISTOIA, rappresentato e difeso dall’Avv. MAURO MONTINI,

presso il cui studio in Roma (studio legale LESSONA), Corso Vittorio

Emanuele II 18, è elettivamente domiciliato;

– ricorrente –

contro

M.M.G., rappresentata e difesa dall’avv. MARICA BRUNI,

con domicilio eletto in Roma, via Cosseria 2, presso lo studio

dell’Avv. FRANCESCO AMERICO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 827/2017 della Corte d’Appello di Firenze,

depositata il 28.8.2017, N.R.G. 882/2016.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 13.10.2021

dal Consigliere Dott. ROBERTO BELLE’.

Viste le conclusioni scritte depositate dal Sostituto Procuratore

Generale Dott. RITA SANLORENZO, ai sensi del D.L. 28 ottobre 2020,

n. 137, art. 23, comma 8 bis, convertito con modificazioni nella L.

18 dicembre 2020 n. 176, con le quali è stato chiesto

l’accoglimento del sesto motivo di ricorso ed il rigetto degli

altri.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. La Corte d’Appello di Firenze ha rigettato il gravame proposto dal Comune di Pistoia avverso la sentenza del Tribunale della stessa città con la quale l’ente era stato condannato ad assumere M.M.G. in attuazione della procedura di stabilizzazione di cui alla L. n. 296 del 2006, oltre al risarcimento del danno per la discriminazione di genere in misura di 10.000,00 Euro e alla ricostituzione della posizione assicurativa e previdenziale.

La Corte territoriale riteneva che, di fatto, quello intercorso tra le parti si fosse concretizzato come un rapporto a tempo indeterminato part time, che avrebbe imposto l’applicazione del D.Lgs. n. 151 del 2001, art. 22 e il riconoscimento del periodo di maternità (dopo il quale il lavoro era ripreso con le medesime modalità) nel computo dell’anzianità di servizio. Riteneva, quindi, fondata anche la pretesa di risarcimento del danno per trattamento discriminatorio di genere: da ciò scaturiva la condanna risarcitoria.

2. Il Comune di Pistoia ha impugnato per cassazione la sentenza con sei motivi, resistiti da controricorso della M..

La controversia, dapprima avviata a trattazione camerale, per la quale entrambe le parti avevano depositato memorie difensive, è stata poi rinviata a pubblica udienza.

Il Pubblico Ministero ha depositato memoria ai sensi del D.L. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8-bis, conv. con mod. in L. n. 176 del 2020, con la quale ha insistito per l’accoglimento del sesto motivo di ricorso e per il rigetto degli altri.

Prima dell’udienza è stata depositata istanza congiunta delle parti finalizzata alla declaratoria di cessazione della materia del contendere, per intervenuta transazione.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. L’istanza di declaratoria di cessazione della materia del contendere è stata corredata di documento telematico contenente la copia dell’atto di transazione e conciliazione sottoscritto dalle parti e dell’attestazione della conformità, ad opera del difensore del Comune, di tale copia all’originale analogico.

Deve quindi prendersi atto dell’intervenuta transazione su ogni profilo e darsi atto della conseguente cessazione della materia del contendere, come richiesto con compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

La Corte dichiara la cessazione della materia del contendere. Compensa le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 12 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

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