Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36344 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 23/11/2021, (ud. 12/11/2021, dep. 23/11/2021), n.36344

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 31336/2020 R.G., proposto da:

L.E., rappresentato e difeso dall’avv. Mario Tamberi, con

domicilio eletto in Roma, Via Barnaba Oriani n. 85, presso l’avv.

Giuseppe Tamberi;

– ricorrente –

contro

A.D., rappresentato e difeso dall’avv. Guiscardo Nicola

Italo Allescia, con domicilio in Grosseto, Via Matteotti n. 43;

– controricorrente –

e

L.V., B.M., B.L. E BI.LI.;

– intimati –

avverso l’ordinanza del tribunale Grosseto n. 983/2020, depositata in

data 7.5.2020;

Udita la relazione svolta nella Camera di Consiglio del giorno

12.11.2021 dal Consigliere Fortunato Giuseppe.

 

Fatto

RAGIONI IN FATTO IN DIRITTO DELLA DECISIONE

1. Il Tribunale di Grosseto ha liquidato l’importo complessivo di Euro 12.012,18, di cui Euro 5.312,00 a titolo di spese, in favore di A.D., nominato c.t.u. nel giudizio di scioglimento di comunione ereditaria tra L.G., L.E. e L.V..

L.E. ha proposto opposizione D.P.R. n. 115 del 2002 ex art. 170, chiedendo la riduzione del compenso e delle spese attribuite al c.t.u., ma il Presidente del tribunale, con ordinanza 983/2020, ha confermato il provvedimento, ritenendo, quanto alla richiesta di rimborso delle spese vive, che gli esborsi trovassero giustificazione nel complesso delle attività svolte dal consulente, non occorrendo anche il deposito della documentazione giustificativa, e che, riguardo al compenso dell’ausiliario del c.t.u., il tribunale ne avesse autorizzato la nomina per la verifica degli interventi necessari per la messa in sicurezza delle sponde dello scavo.

La cassazione dell’ordinanza è chiesta da L.E. con ricorso in tre motivi, cui resiste con controricorso il solo A.D..

Gli altri intimati non hanno svolto difese.

Su proposta del relatore, secondo cui il ricorso, in quanto manifestamente fondato, poteva esser definito ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., in relazione all’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5, il Presidente ha fissato l’adunanza in Camera di Consiglio.

2. Il primo motivo deduce la violazione del D.P.R. n. 115 del 2016, art. 56, lamentando che il tribunale abbia riconosciuto il rimborso di spese non documentate, ritenendole giustificate sulla base degli accertamenti espletati dal consulente.

Il motivo è fondato.

Il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 56, dispone espressamente che gli ausiliari del magistrato devono presentare una nota specifica delle spese sostenute per l’adempimento dell’incarico e allegare la corrispondente documentazione.

La necessità che le spese siano documentate risulta confermata – a contrario – dal D.P.R. n. 115 del 2002, art. 55, comma 2, che dispone che le sole spese di viaggio, anche in mancanza di relativa documentazione, sono liquidate in base alle tariffe di prima classe sui servizi di linea, esclusi quelli aerei.

Si è precisato da questa Corte di legittimità che la nota spese del consulente tecnico deve essere specifica e corredata della documentazione delle spese documentabili, mentre non è necessaria per quelle che non richiedono fatturazione o ricevuta fiscale perché insite nella presentazione dell’elaborato (quali la carta, gli inchiostri e i materiali di supporto e di cancelleria) o per i costi di trasporto ove lo studio professionale o la residenza del consulente non siano nelle vicinanze dell’ufficio giudiziario o degli altri luoghi in cui l’ausiliare si debba recare a cagione dell’incarico (Cass. 18831/2015).

Non è quindi sufficiente che le spese siano astrattamente coerenti con l’attività svolta dal c.t.u., occorrendo che il giudice ne valuti anche l’effettiva anticipazione, escludendo dal rimborso quelle non necessarie.

L’ordinanza – che ha reputato non necessaria la produzione della documentazione giustificativa – viola l’art. 56 citato e va quindi cassata (Cass. 17451/2020; Cass. 3024/2011; Cass. 15535/2008).

3. Il secondo motivo denuncia la violazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 56, sostenendo che il tribunale abbia illegittimamente riconosciuto il compenso dell’ausiliario del c.t.u., pur non essendone stato autorizzato l’impiego in via preventiva.

Il motivo è infondato.

Il Tribunale ha chiarito che il c.t.u. aveva rappresentato, all’udienza del 16.10.2018, che la verifica degli interventi di messa in sicurezza delle sponde dello scavo dello scavo richiedeva l’ausilio di un geologo anche per la produzione al Comune della relativa documentazione giustificativa.

Il giudice si era riservato e, con ordinanza emessa fuori udienza, aveva autorizzato la proroga dell’incarico proprio per procedere a siffatti adempimenti che, pertanto, non erano stati ancora effettuati.

Non risulta dalla pronuncia che l’autorizzazione concessa al c.t.u. T.U.S.G. ex art. 56, comma 3, sia stata rilasciata ex post e comunque l’art. 56, comma 3, subordina il rimborso della spesa per gli ausiliari alla sussistenza dell’autorizzazione del giudice, esigendo un controllo circa la necessità dell’opera dell’ausiliario e alla congruità delle somme richieste, che può legittimamente intervenire anche successivamente.

Si è difatti già stabilito che il consulente può avvalersi dell’opera di esperti specialisti, al fine di acquisire, mediante gli opportuni e necessari sussidi tecnici, tutti gli elementi di giudizio, senza che sia necessaria una preventiva autorizzazione del giudice, né una nomina formale, purché egli assuma e condivida la responsabilità dell’accertamento e delle conclusioni raggiunte dal collaboratore e fatta salva una valutazione in ordine alla necessità del ricorso a tale esperto “esterno” svolta successivamente dal giudice (Cass. 16471/2009; Cass. 15768/20189).

4. Il terzo motivo denuncia la violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., per aver il tribunale compensato le spese dell’opposizione per la natura della controversia e per aver il resistente aderito alla proposta conciliativa del giudice, dando rilievo a circostanze inidonee ad integrare i presupposti applicativi dell’art. 92 c.p.c., comma 2.

Il motivo è assorbito, poiché il giudice del rinvio dovrà rivalutare l’esito della causa anche ai fini della liquidazione delle spese.

Va quindi accolto il primo motivo di ricorso, va respinto il secondo e va dichiarato assorbito il terzo.

L’ordinanza è cassata in relazione al motivo accolto, con rinvio della causa al tribunale di Grosseto, in persona di altro Magistrato, anche per la pronuncia sulle spese di legittimità.

P.Q.M.

accoglie il primo motivo di ricorso, rigetta il secondo e dichiara assorbito il terzo, cassa l’ordinanza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa al tribunale di Grosseto, in persona di altro Magistrato, anche per la pronuncia sulle spese di legittimità.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

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