Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36339 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. I, 23/11/2021, (ud. 16/11/2021, dep. 23/11/2021), n.36339

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRISTIANO Magda – Presidente –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – rel. Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 3664/2021 r.g. proposto da:

(OMISSIS) S.P.A., con sede in (OMISSIS), in persona

dell’amministratore delegato S.L., rappresentata e difesa,

giusta procura speciale apposta in calce al ricorso, dall’Avvocato

Pasquale Iannuccilli, presso il cui studio elettivamente domicilia

in Roma, alla via Lima n. 7.

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) S.P.A., in persona del curatore Avv.

P.C., rappresentato e difeso, giusta procura speciale allegata al

controricorso, dall’Avvocato Maria Grazia Giampieretti, con cui

elettivamente domicilia in Roma, alla via Panama n. 62, presso lo

studio dell’Avvocato Beatrice De Siervo.

– controricorrente –

nonché

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO; PROCURA

GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO LA CORTE DI APPELLO DI MILANO.

– intimate –

avverso la sentenza della CORTE DI APPELLO DI MILANO depositata il

14/01/2021;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

16/11/2021 dal Consigliere Dott. Eduardo Campese.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Rilevato che:

1. La Corte d’appello di Milano, con sentenza del 14 gennaio 2021, n. 5, respinse il reclamo proposto da (OMISSIS) s.p.a. contro la dichiarazione del proprio fallimento pronunciata dal tribunale di quella stessa città, su istanza del Pubblico Ministero, previa declaratoria di inammissibilità della proposta di concordato preventivo della medesima società.

2. Questa sentenza è stata impugnata dalla (OMISSIS) s.p.a. con ricorso per cassazione affidato a due motivi, ulteriormente illustrati da memoria ex art. 380-bis.1 c.p.c.. Ha resistito, con controricorso, il fallimento, mentre il Pubblico Ministero istante non ha svolto attività difensiva.

considerato che:

1. Successivamente alle comunicazioni relative alla fissazione dell’adunanza camerale, la (OMISSIS) s.p.a. ha depositato in cancelleria un atto di rinuncia al ricorso, datato 11 novembre 2021, sottoscritto personalmente da S.L., suo amministratore delegato, nonché dal suo difensore, già notificato alle controparti.

1.1. Non si rinviene in atti l’avvenuta accettazione, da parte di queste ultime, della rinuncia suddetta.

Ritenuto che:

1. Sussistendo i requisiti prescritti dall’art. 390 c.p.c., il menzionato atto di rinuncia è idoneo a determinare l’estinzione dell’odierno giudizio di legittimità, essendo inapplicabile a quest’ultimo la previsione dell’art. 306 c.p.c., comma 1 (secondo cui “il processo si estingue per rinuncia agli atti del giudizio quando questa è accettata dalle parti costituite che potrebbero aver interesse alla prosecuzione”), con la conseguenza che la rinuncia al ricorso per cassazione non deve essere necessariamente accettata dalle controparti (cfr. Cass. n. 10140 del 2020; Cass. n. 28538 del 2019; Cass. n. 3971 del 2015). Essa, infatti, non ha carattere cd. accettizio (che richiede, cioè, l’accettazione della controparte per essere produttivo di effetti processuali) ed inoltre, determinando il passaggio in giudicato della sentenza impugnata, comporta il conseguente venir meno dell’interesse a contrastare l’impugnazione; rimane comunque salva la condanna del rinunciante alle spese del giudizio (cfr. Cass. n. 10140 del 2020; Cass. n. 28538 del 2019; Cass. n. 3971 del 2015; Cass. n. 23840 del 2008).

2. Le spese di questo giudizio di legittimità sostenute dal Fallimento (OMISSIS) s.p.a., vanno poste, dunque, a carico della ricorrente, poiché l’applicazione del principio di causalità evidenzia che l’odierno procedimento è stato determinato dall’iniziativa di quest’ultima e rinunciato solo in prossimità dell’adunanza camerale già fissata.

3. E’ inapplicabile, invece, il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17 (cfr. Cass. n. 25342 del 2021; Cass. n. 23731 del 2020; Cass. n. 9152 del 2020; Cass. n. 31580 del 2019; Cass. n. 5247 del 2019; Cass. n. 25485 del 2018; Cass. n. 19071 del 2018; Cass. n. 23175 del 2015).

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il giudizio di cassazione e condanna la (OMISSIS) s.p.a. al pagamento delle spese processuali sostenute dalla parte controricorrente, che si quantificano in Euro 200,00 per esborsi e in Euro 7.000,00 per compenso di avvocato, oltre alle spese forfetarie pari al 15% del compenso, I.V.A. e c.p.A. come per legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 16 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

 

 

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