Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36320 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. I, 23/11/2021, (ud. 07/10/2021, dep. 23/11/2021), n.36320

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Presidente –

Dott. VANNUCCI Marco – Consigliere –

Dott. CARADONNA Lunella – Consigliere –

Dott. FIDANZIA Andrea – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 16830/2020 r.g. proposto da:

M.J., (cod. fisc. (OMISSIS)), rappresentato e difeso, giusta

procura speciale apposta in calce al ricorso, dall’Avvocato Caterina

Bozzoli, presso il cui studio è elettivamente domiciliato in

Padova, Via Trieste n. 49.

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (cod. fisc. (OMISSIS)), in persona del legale

rappresentante pro tempore il Ministro.

– intimato –

avverso la sentenza della Corte di Appello di Roma, depositata in

data 23.9.2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

7/10/2021 dal Consigliere Dott. Roberto Amatore.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. Con la sentenza impugnata la Corte di appello di Roma ha rigettato l’appello proposto da M.J., cittadino del Niger, nei confronti del Ministero dell’Interno, avverso l’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma, con la quale era stato dichiaro estinto il giudizio, ai sensi dell’art. 307 c.p.c., comma 3.

2. La sentenza, pubblicata il 23.09.2019 (e non notificata), è stata impugnata da M.J. con ricorso per cassazione, affidato a due motivi.

L’amministrazione intimata non ha svolto difese.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Prima di esaminare i motivi di ricorso, occorre rilevare preliminarmente l’inammissibilità del ricorso in ragione della sua evidente tardività, posto che la sentenza impugnata è stata pubblicata in data 23.9.2019 (e non notificata), ed anche considerando il periodo di sospensione dei termini processuali disposto dal D.L. 17 marzo 2020, n. 18, art. 83 (dal 9 marzo all’11 maggio 2020), il ricorso per cassazione risulta notificato solo in data 10 giugno 2021, e dunque ben oltre il termine semestrale previsto ex art. 327 c.p.c., per l’impugnazione della predetta sentenza.

Nessuna statuizione è dovuta per le spese del giudizio di legittimità, stante la mancata difesa dell’amministrazione intimata.

Per quanto dovuto a titolo di doppio contributo, si ritiene di aderire all’orientamento già espresso da questa Corte con la sentenza n. 9660-2019.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, se dovuto, per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, il 7 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

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