Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36260 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 23/11/2021, (ud. 15/07/2021, dep. 23/11/2021), n.36260

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

Dott. FILOCAMO Fulvio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 9969-2017 proposto da:

T.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE DI VILLA

MASSIMO 36, presso lo studio dell’avvocato RENATO DELLA BELLA,

rappresentato e difeso dall’avvocato GIOVANNI BATTISTA GHINI;

– ricorrente –

contro

EQUITALIA CENTRO SPA, in persona del legale rappresentante prò

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, Piazza Cavour, presso la

cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentata e difesa

dall’avvocato MAURIZIO CIMETTI e GIUSEPPE PARENTE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 3021/2016 della COMM. TRIB. REG.

EMILIA-ROMAGNA, depositata il 15/11/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

15/07/2021 dal Consigliere Dott. FULVIO FILOCAMO.

 

Fatto

RITENUTO

che:

1. T.E. ricorre per la cassazione della sentenza n. 19740/08/2011 della Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna, in controversia riguardante l’impugnazione dell’avviso di accertamento n. (OMISSIS) dell’Ufficio del registro di (OMISSIS), con un unico motivo per violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 112 del 1999, art. 39, e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, lamentando la violazione del litisconsorzio necessario.

1.1. Detto contribuente, prima dell’udienza, ha depositato domanda di definizione agevolata della controversia, con la ricevuta contabile della prima rata versata, ai sensi del D.L. n. 50 del 2017, convertito con modificazioni dalla L. 21 giugno 2017, n. 96, presentata all’Agenzia delle entrate.

2. L’Agenzia delle entrate ha presentato difese.

Diritto

CONSIDERATO

che:

3. Il contribuente ha aderito alla definizione agevolata della controversia ai sensi del D.L. n. 50 del 2017, convertito con modifiche dalla L. n. 96 del 2017, allegando la prova del pagamento della prima rata. Il D.L. n. 50 del 2017, art. 11, comma 10, stabilisce che: “l’eventuale diniego della definizione va notificato entro il 31 luglio 2018 con le modalità previste per le notificazioni degli atti processuali. Il diniego è impugnabile entro sessanta giorni dinanzi all’organo giurisdizionale presso il quale pende la lite. Nel caso in cui la definizione della lite è richiesta in pendenza del termine per impugnare, la pronuncia giurisdizionale può essere impugnata unitamente al diniego della definizione entro sessanta giorni dalla notifica di quest’ultimo. Il processo si estingue in mancanza di istanza di trattazione presentata entro il 31 dicembre 2018 dalla parte che ne ha interesse. L’impugnazione della pronuncia giurisdizionale e del diniego, qualora la controversia risulti non definibile, valgono anche come istanza di trattazione. Le spese del procedimento estinto restano a carico della parte che le ha anticipate”.

3.1. Il Collegio rileva che non è stata presentata istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2018, né è stato notificato diniego della definizione entro il 31 luglio 2018. Questa Corte ha precisato che in tema di definizione agevolata D.L. n. 50 del 2017, ex art. 11 (conv. con modif. dalla L. n. 96 del 2017), l’omessa presentazione dell’istanza di trattazione entro i 31 dicembre 2018 determina, ai sensi della stessa disposizione normativa, comma 10, l’estinzione del processo (Cass. n. 18107 dei 2019). In particolare, in tema di adesione del contribuente alla definizione agevolata citato D.L., ex art. 11, poiché la sospensione del giudizio opera su istanza di parte al solo fine di riscontrare l’effettiva definizione della lite, il pagamento del dovuto da parte del contribuente equivale all’integrazione di tale condizione e consente al giudice, pertanto, di dichiarare d’ufficio la cessazione della materia del contendere, con conseguente estinzione del processo (Cass. n. 31021 del 2018).

4. In ragione di siffatti rilievi, va dichiarata l’estinzione del giudizio, essendo cessata la materia del contendere. Le spese del giudizio estinto restano a carice di chi le ha anticipate, per espressa previsione del citato art. 11, comma 10, ultimo periodo.

P.Q.M.

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio e pone le spese a carico di chi le ha anticipate.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale da remoto, il 15 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

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