Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36220 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. II, 23/11/2021, (ud. 16/02/2021, dep. 23/11/2021), n.36220

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – rel. Presidente –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINAN

sul ricorso 19628-2019 proposto da:

I.K., rappresentato e difeso dall’avv. MARTINO BENZONI;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO UNITA’ DUBLINO, IN PERSONA DEL MINISTRO

PRO-TEMPORE, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI

12, presso. AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende;

– controricorrente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di TRIESTE, depositata il

13/05/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/02/2021 dal Consigliere Dott. ROSA MARIA DI VIRGILIO.

La Corte:

 

Fatto

RILEVATO

che:

Con decreto del 13/5/2019, il Tribunale di Trieste ha respinto il ricorso proposto da I.K., e per l’effetto ha revocato la sospensione del provvedimento impugnato, di trasferimento in Croazia del ricorrente, adottato dal Ministero dell’Interno, Unità Dublino.

Il Tribunale ha rilevato che, trovato il ricorrente in condizione di soggiorno irregolare sul territorio nazionale, eseguiti accertamenti in ottemperanza al Regolamento UE 604/2013, era risultato che I.K. aveva presentato in Croazia, ove aveva fatto ingresso illegale, domanda di protezione internazionale; ha escluso la violazione della clausola di sovranità, nonché la violazione dell’obbligo di informativa di cui all’art. 4 del regolamento 604/13, dell’art. 16 bis Regolamento 1560/13 e dell’art. 26 Reg. UE 604; ha osservato inoltre che non solo non era risultata alcuna omissione, ma altresì che il ricorrente non aveva avuto alcun pregiudizio quanto all’impugnativa avverso la decisione amministrativa.

Ricorre avverso detta pronuncia I.K., sulla base di un unico motivo.

Il Ministero ha depositato controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con l’unico mezzo, I.K. denuncia il vizio ex art. 360 c.p.c., n. 3, per violazione e falsa applicazione dell’art. 4 Regolamento UE 604/2013 e del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 10; sostiene che, seppur dimostrato l’adempimento del Ministero in merito al colloquio personale, ex art. 5 Regolamento 604/13, non risulterebbe provato l’adempimento dell’obbligo informativo, ex art. 4, comma 2, Regolamento cit., obbligo che non può ritenersi provato “perché nel modello C3 si dichiara genericamente di aver ricevuto il generico opuscolo informativo dal momento che non si ha contezza effettiva di quale “information booklet” si tratta e se esso risponde alle caratteristiche di cui all’allegato 10 del Reg.CE 1560/03, ed in ogni caso diverse sono le informazioni in odine alla domanda di protezione internazionale che vengono fornite all’atto di formalizzazione della domanda con la compilazione del modello C3 e i diritti connessi rispetto a quelle dovute in merito alla procedura di trasferimento in forza del regolamento “Dublino”, l’una non sostituisce l’altra.”

Il motivo è infondato.

Anche a tacere dal fatto che il ricorrente non ha in alcun modo censurato il rilievo del Tribunale, della mancanza di ogni pregiudizio per il ricorrente conseguente alla dedotta omissione, a ritenerla in tesi sussistente, va osservato in via dirimente che, come affermato nella pronuncia Sez U., 8044/18, “la determinazione dello Stato competente ai sensi del Reg. 604/2013 costituisce non un diverso e autonomo procedimento, bensì una fase, necessariamente preliminare, all’interno del procedimento di riconoscimento dello status di protezione internazionale. Ne deriva che l’accertamento della competenza all’esame della domanda e la decisione sulla domanda medesima, pur costituendo fasi distinte, sono inserite in un procedimento unitario attivato dalla manifestazione di volontà del cittadino straniero o apolide alle autorità competenti, ovvero, nel nostro ordinamento, alle questure, che ai sensi del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 26, comma 3, hanno il compito di avviare la procedura di cui al Reg. n. 604/2013”.

L’obbligo informativo pertanto si attua nell’unico procedimento relativo alla domanda di protezione internazionale, con la consegna di un unico opuscolo informativo, ed è così palese l’infondatezza della prospettazione del ricorrente, che postula una diversità di opuscolo, e del tutto genericamente ipotizza una non coincidenza tra quanto ricevuto con quanto la parte avrebbe dovuto ricevere.

Conclusivamente, va respinto il ricorso; le spese, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza.

Sussistono le condizioni per la debenza da parte del ricorrente del doppio del contributo unificato.

PQM

La Corte respinge il ricorso; condanna il ricorrente alle spese, liquidate in Euro 2100,00, oltre spese prenotate a debito.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Seconda, il 16 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

 

 

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