Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36211 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 23/11/2021, (ud. 13/07/2021, dep. 23/11/2021), n.36211

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – rel. Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 4963-2020 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

ASSOCIAZIONE FRA NOTAI DEI DISTRETTI NOTARILI RIUNITI DI IMPERIA E

SANREMO, in persona del Presidente e legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ARIODANTE FABRETTI,

8, presso lo studio dell’avvocato BOGGETTI DESIDERIA, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato CARRETTO GIUSEPPE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 953/6/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DELLA LIGURIA, depositata il 31/07/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio

non partecipata del 13/07/2021 dal Consigliere Relatore Dott.

ESPOSITO ANTONIO FRANCESCO.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

Con sentenza in data 31 luglio 2019 la Commissione tributaria regionale della Liguria dichiarava inammissibile l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate avverso la decisione di primo grado che aveva accolto il ricorso proposto dall’Associazione fra Notai dei Distretti Notarili Riuniti di Imperia e Sanremo contro alcuni avvisi di liquidazione emessi dall’Agenzia del territorio, Ufficio di Imperia. Osservava, in particolare, la CTR: “Nel caso di specie, avendo l’Agenzia delle Entrate incorporato le funzioni dell’Agenzia del Territorio, l’atto di appello avrebbe dovuto essere sottoscritto dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ufficio di Imperia, e non dal Direttore dell’Agenzia del Territorio, Ufficio di Imperia. Al contrario la firma dell’atto in questione risulta essere stata apposta dal Dottor Pingitore, Direttore dell’Agenzia del Territorio, il quale non risultava essere munito di alcuna delega specifica a sottoscrivere l’atto de quo e, dunque, privo del potere di rappresentanza”.

Avverso la suddetta sentenza l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un motivo.

La contribuente resiste con controricorso, illustrato da successiva memoria.

Sulla proposta del relatore ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. risulta regolarmente costituito il contraddittorio camerale.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

Con unico mezzo l’Agenzia delle entrate denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 53, 18, 10 e 11, del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42 e della L. n. 241 del 1990, art. 21-septies, nonché del D.L. n. 95 del 2012, art. 23-quater. Sostiene che la CTR avrebbe erroneamente dichiarato l’inammissibilità dell’appello dell’Ufficio in quanto sottoscritto da persona non legittimata, applicando alla fattispecie norme e principi riferibili agli atti impositivi e non agli atti processuali ed omettendo di considerare che il D.L. n. 95 del 2012, art. 23-quater stabiliva la continuità delle attività dell’Agenzia del territorio sino alla definizione del processo di incorporazione nell’Agenzia delle entrate.

Il ricorso è fondato nei termini di seguito indicati.

La controversia concerne gli avvisi di liquidazione emessi dall’Agenzia del territorio, avverso i quali è stato proposto ricorso accolto in primo grado. L’appello dell’Ufficio risulta proposto dall’Agenzia delle entrate il 17.2.2015, successivamente alla incorporazione in detta Agenzia dell’Agenzia del territorio disposta dal D.L. n. 95 del 2012, conv. dalla L. n. 135 del 2012.

La CTR ha dichiarato inammissibile l’appello perché, a seguito della incorporazione, avrebbe dovuto essere sottoscritto dal Direttore dell’Agenzia delle entrate e non dal Direttore della soppressa Agenzia del territorio, il quale non risultava munito di delega specifica a sottoscrivere l’atto.

Orbene, questa Corte ha di recente affermato il principio, cui il Collegio intende dare continuità, in base al quale, a seguito dell’incorporazione dell’Agenzia del territorio nell’Agenzia delle entrate per effetto del D.L. n. 95 del 2012, art. 23-quater, conv. dalla L. n. 135 del 2012, spetta agli Uffici provinciali del territorio la legittimazione processuale e sussiste in capo al Direttore di tali uffici il potere di rappresentanza processuale (Cass. n. 6713 del 2020).

Il D.L. n. 95 del 2012, art. 23-quater, comma 7, convertito con modificazioni dalla L. n. 135 del 2012, dispone che: “Al fine di garantire la continuità delle attività già facenti capo agli enti di cui al presente comma fino al perfezionamento del processo di riorganizzazione indicato, l’attività facente capo ai predetti enti continua ad essere esercitata dalle articolazioni competenti, con i relativi titolari, presso le sedi e gli uffici già a tal fine utilizzati. Nei casi in cui le disposizioni vigenti o atti amministrativi ovvero contrattuali fanno riferimento all’Agenzia del territorio ed all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato si intendono riferite, rispettivamente, all’Agenzia delle entrate ed all’Agenzia delle dogane e dei monopoli”.

In base a questa norma è stata emessa la circolare dal Direttore della Agenzia delle entrate del 5 febbraio 2013 ove si precisa che “per quanto concerne il contenzioso tributario relativo al settore territorio la relativa gestione continua ad essere curata dagli uffici provinciali-territorio secondo le consuete modalità e procedure operative” e ancora il Direttore della Agenzia con provvedimento del 30 novembre 2012 ha disposto che nelle more del perfezionamento del processo di integrazione “le attività facenti capo alla agenzia del territorio continuano ad essere svolte secondo le disposizioni previste dalle norme dallo statuto e dai regolamenti dell’agenzia incorporata, nonché dalla procedure e modalità operative adottate”.

Le richiamate disposizioni conferiscono il potere di rappresentanza processuale al Direttore provinciale dell’Agenzia del territorio, incorporata nell’Agenzia delle entrate, il quale era dunque soggetto legittimato a sottoscrivere l’atto di appello.

Sulla base di tali considerazioni, idonee a superare i rilievi difensivi svolti dalla controricorrente anche in memoria, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata cassata, con rinvio alla Commissione tributaria regionale della Liguria, la quale provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Liguria, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 13 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

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