Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36208 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. un., 23/11/2021, (ud. 09/11/2021, dep. 23/11/2021), n.36208

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SPIRITO Angelo – Primo Presidente f.f. –

Dott. MANNA Felice – Presidente di sez. –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. CARRATO Aldo – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10817-2021 per regolamento di giurisdizione proposto

d’ufficio dal:

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA BASILICATA, con ordinanza

n. 295/21 depositata il 08/04/2021 nella causa tra:

S.A.;

– ricorrente non costituito in questa fase –

contro

ENEA – ENTE PER LE NUOVE TECNOLOGIE L’AMBIENTE;

– resistente non costituito in questa fase –

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

09/11/2021 dal Consigliere Dott. ROSSANA MANCINO;

lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SANLORENZO Rita, il quale chiede che la Corte di Cassazione a

Sezioni Unite voglia affermare la giurisdizione del Giudice

ordinario.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. Con ricorso depositato in data 17 dicembre 2008, S.A., premesso di essere dipendente dell’E.N. E.A., Ente per le Nuove Tecnologie e l’Ambiente, sin dal 1967, ha evocato in giudizio, avanti al Giudice del lavoro presso il Tribunale ordinario di Matera, l’Ente datore di lavoro al fine di sentirlo condannare al pagamento, in suo favore, dell’indennità di operazioni di impianti nucleari, prevista dall’art. 44 del CCNL applicato al rapporto, per il periodo dal 1 marzo 1996 al 31 dicembre 2008, epoca in cui, con provvedimento del 29 febbraio 1996, rinnovato il 20 maggio 1997, gli era stato conferito l’incarico di esperto qualificato in radioprotezione per la sorveglianza fisica degli impianti nucleari.

2. Con sentenza del 15 ottobre 2015 il Giudice del lavoro adito ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo.

3. A seguito di rituale ricorso in riassunzione, il Tribunale Amministrativo della Basilicata, con ordinanza del 23 febbraio 2021, ha declinato la giurisdizione e sollevato conflitto di giurisdizione, ai sensi dell’art. 11, n. 3 c.p.a., al fine di sentir dichiarare la giurisdizione del Giudice ordinario.

4. Il T.A.R. ha osservato che:

il ricorrente aveva inteso far valere la dichiarata qualità di lavoratore subordinato dell’Ente pubblico convenuto e l’asserito diritto alla percezione dell’indennità di operazione impianti nucleari prevista dall’art. 44 CCNL 1994/1997 (e successivi), per il complessivo periodo temporale dal 1 marzo 1996 al 31 dicembre 2008, sicché si trattava di pretesa unitaria a fronte di un altrettanto unitario dedotto inadempimento dell’Amministrazione che, in tutta evidenza sul piano temporale, travalicava lo spartiacque costituito dalla data del 30 giugno 1998, a partire dalla quale era stata prevista la giurisdizione del Giudice ordinario per le controversie concernenti il rapporto di pubblico impiego privatizzato;

il giudizio proposto aveva ad oggetto differenze retributive relative ad un unico rapporto di lavoro, per un periodo in parte precedente e in parte successivo al 30 giugno 1998, con la conseguenza che la fattispecie devoluta alla cognizione del Giudice doveva considerarsi unitaria, in conformità con gli orientamenti giurisprudenziali consolidati e avversi al frazionamento della tutela giurisdizionale in caso di deduzione di un inadempimento unitario dell’Amministrazione.

5. L’Ufficio della Procura Generale ha rassegnato conclusioni scritte chiedendo dichiararsi la giurisdizione del giudice ordinario.

6. Va affermata la giurisdizione del giudice ordinario.

7. Erroneamente il Giudice del lavoro ha ritenuto di determinare la giurisdizione muovendo dall’epoca temporale delle delibere con cui l’Ente, attribuendo al ricorrente la specifica qualifica senza erogare la relativa indennità ex art. 44 CCNL di categoria, avrebbe implicitamente negato il riconoscimento dell’emolumento.

8. La stessa giurisprudenza richiamata in sentenza (Cass., Sez. Un. 7504 del 2012) afferma che in materia di rapporti di lavoro instaurati con lo Stato e altre pubbliche amministrazioni, la giurisdizione deve essere determinata, quoad tempus, in base ai fatti costitutivi del diritto rivendicato tutte le volte in cui essi vengano in rilievo a prescindere dal loro collegamento con uno specifico atto di gestione del rapporto da parte della pubblica amministrazione.

9. La regolazione della giurisdizione non può, nella specie, determinarsi con riferimento agli atti (risalenti, rispettivamente, al 1996 e al 1997) di conferimento dell’incarico dal quale sarebbero derivati gli emolumenti non corrisposti: non si controverte del contenuto di quei provvedimenti ma essi costituiscono il presupposto della pretesa all’emolumento aggiuntivo, di fonte negoziale collettiva, derivante dall’espletamento dell’incarico conferito, con effetti protratti nel tempo, e tale è il petitum sostanziale al quale occorre dare rilievo nella regolazione della giurisdizione.

10. In base al consolidato orientamento – assurto al rango di diritto vivente – nel regime transitorio del passaggio dalla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo alla giurisdizione del giudice ordinario per le controversie di cui al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 63 il disposto dell’art. 69, comma 7 medesimo D.Lgs. – secondo cui sono attribuite al giudice ordinario le controversie relative a questioni attinenti al periodo del rapporto di lavoro successivo al 30 giugno 1998, mentre le controversie relative a questioni attinenti al periodo del rapporto di lavoro anteriore a tale data restano attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo – esprime, come regola rispondente all’esigenza di evitare il frazionamento della tutela giurisdizionale, la generale giurisdizione del giudice ordinario in ordine ad ogni questione sia che riguardi il periodo del rapporto di impiego successivo al 30 giugno 1998, sia che investa in parte anche un periodo precedente a tale data ove risulti essere unitaria la fattispecie devoluta alla cognizione del giudice; e reca, come eccezione, la previsione della residuale giurisdizione del giudice amministrativo in ordine ad ogni questione che riguardi solo ed unicamente un periodo del rapporto fino alla data suddetta (giurisprudenza consolidatasi a partire da Cass., Sez. Un., 1 marzo 2012, n. 3183 e 23 novembre 2012, n. 20726 seguita, fra tante, da ultimo, da Cass., Sez. Un., 11 luglio 2019, n. 18671; Cass., Sez. Un., 10 novembre 2020, n. 25207 ed ivi ulteriori precedenti di legittimità).

11. Non e’, infatti, ammissibile che sul medesimo rapporto abbiano a pronunciarsi due giudici diversi, con possibilità di differenti risposte ad una stessa istanza di giustizia.

12. In particolare, Cass. Sez. Un. 18671 del 2019 e n. 25207 del 2020 cit. hanno affermato la giurisdizione del giudice ordinario in controversie relative a differenze retributive correlate ad atti di inquadramento, anteriori alla data del 30 giugno 1998 e produttivi di effetti anche oltre tale data, ravvisando il fatto costitutivo del diritto alla maggiore retribuzione nella decorrenza dell’inquadramento economico la cui efficacia permane e si protrae nel tempo.

13. Nella vicenda all’esame, il dipendente agisce in giudizio per il deteriore trattamento economico erogatogli per un incarico peculiare retribuito, per la sua intrinseca natura e a mente delle fonti negoziali collettive di categoria, con un emolumento aggiuntivo sicché non rileva, ai fini dell’individuazione del giudice fornito di potestas iudicandi D.Lgs. n. 165 del 2001, ex art. 69, comma 7, l’anteriorità degli atti di conferimento del detto incarico rispetto alla data del 30 giugno 1998, in quanto il fatto costitutivo del diritto all’incremento stipendiale è rappresentato dalla decorrenza del trattamento economico corrispondente all’incarico conferito, la cui efficacia permane nel tempo.

14. In conclusione, va affermata la giurisdizione del giudice ordinario.

15. Trattandosi di regolamento di giurisdizione d’ufficio, e in mancanza di attività difensiva svolta dalle parti, nessun provvedimento sulle spese deve essere adottato.

P.Q.M.

La Corte, pronunciando sul conflitto, dichiara la giurisdizione del giudice ordinario dinnanzi al quale rimette le parti.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio delle Sezioni Unite civili, il 9 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA