Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36200 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. II, 23/11/2021, (ud. 30/06/2021, dep. 23/11/2021), n.36200

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Felice – Presidente –

Dott. BELLINI Ubaldo – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – rel. Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 20550 – 2016 R.G. proposto da:

PREFETTURA – UFFICIO TERRITORIALE del GOVERNO DI FIRENZE, in persona

del Prefetto pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, alla via dei

Portoghesi, n. 12, domicilia per legge;

– ricorrente –

contro

A.I., – c.f. (OMISSIS) – elettivamente domiciliato, con

indicazione dell’indirizzo p.e.c., in Camposampiero (PD), alla

piazza Vittoria, n. 6/4, presso lo studio dell’avvocato Giampietro

Beghin, che lo rappresenta e difende in virtù di procura speciale

in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 422/2016 del Tribunale di Firenze;

udita la relazione nella camera di consiglio del 30 giugno 2021 del

consigliere Dott. Luigi Abete.

 

Fatto

MOTIVI IN FATTO ED IN DIRITTO

1. In data (OMISSIS) la Polizia Stradale di Firenze contestava a A.I., conducente di autocarro adibito a trasporto cose per la società “F.lli F.”, n. 24 violazioni della L. n. 727 del 1978, art. 19 per non aver esibito e/o per non aver avuto, durante il viaggio, la disponibilità dei fogli di registrazione ovvero dei dischi cronotachigrafici dei 28 giorni precedenti il controllo, e gli irrogava la sanzione pecuniaria di Euro 1.224,00.

2. A.I. proponeva opposizione al Giudice di Pace di Firenze.

Deduceva che la condotta illecita da ascrivergli era unica, siccome l’obbligo di conservazione e di esibizione dei dischi cronotachigrafici è riferito ad un arco temporale di 28 giorni; che dunque che indebitamente era stata reiterata la sanzione.

Chiedeva l’annullamento del verbale.

3. Resisteva la Prefettura di Firenze. Instava per il rigetto dell’opposizione.

4. Con sentenza n. 6987/2013 il giudice di pace rigettava l’opposizione.

5. Proponeva appello A.I.. Resisteva la Prefettura di Firenze.

6. Con sentenza n. 422/2016 il Tribunale di Firenze accoglieva il gravame e rideterminava la sanzione nel minor importo di Euro 51,00; compensava le spese di lite.

Evidenziava il tribunale che era appieno da condividere la ragione di doglianza dell’appellante.

7. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Firenze; ne ha chiesto sulla scorta di un unico motivo la cassazione con ogni susseguente statuizione.

A.I. ha depositato controricorso; ha chiesto rigettarsi l’avverso ricorso con il favore delle spese.

8. Il controricorrente ha depositato memoria.

9. Con l’unico motivo il ricorrente denuncia ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione della L. n. 727 del 1978, art. 19 e degli artt. 14 e 15 del regolamento C.E.E. n. 3821 del 1985.

Deduce che oggetto di contestazione nella fattispecie è l’illecito di cui all’art. 15, comma 7 del regolamento C.E.E. n. 3821/1985, ovvero l’illecito prefigurato a carico del conducente dell’autocarro che non esibisce i fogli di registrazione dei 28 giorni precedenti ed il cui oggetto materiale è dunque ciascun singolo foglio di registrazione.

Deduce che del resto il bene tutelato dall’art. 15, comma 7 cit. non è propriamente la regolare tenuta amministrativa dei fogli di registrazione bensì la salvaguardia della sicurezza della circolazione stradale, ossia l’esigenza che i conducenti dei mezzi pesanti osservino i prescritti intervalli di riposo.

Deduce quindi che la violazione della L. n. 727 del 1978, art. 19 è destinata a configurarsi reiteratamente, tante volte quanti sono i giorni per i quali il conducente non è in grado di esibire i fogli di registrazione.

Deduce infine che l’art. 15, comma 7 cit. è dettato allo scopo di garantire l’immediatezza del controllo e a nulla rileva che i fogli di registrazione sussistano presso l’impresa di trasporto.

10. Il motivo di ricorso va respinto.

11. La decima sezione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sentenza n. 870 del 24-03-2021, ha espresso il principio che segue (nelle cause riunite C-870/19 e C-871/19).

12. Conformemente al suo tenore letterale, l’art. 15, paragrafo 7, lettera a), del regolamento n. 3821/85 istituisce, relativamente ai fogli di registrazione, un obbligo in forza del quale il conducente deve essere in grado di presentare i fogli di registrazione relativi al periodo comprendente la giornata del controllo e i 28 giorni precedenti. Tale disposizione stabilisce un obbligo unico applicabile a questo intero periodo e non già obblighi distinti per ciascuna delle giornate in questione o per ciascuno dei fogli di registrazione corrispondenti. Pertanto, la violazione dell’obbligo prescritto dall’art. 15, paragrafo 7, lettera a), del regolamento n. 3821/85 costituisce un’infrazione unica e istantanea, consistente nell’impossibilità, per il conducente interessato, di presentare, al momento del controllo, tutti o parte di questi 29 fogli di registrazione. Tale infrazione non può che dar luogo a una sola sanzione.

Alla luce della surriferita pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, evidentemente a carattere vincolante per il giudice nazionale (cfr. Corte di Giustizia Unione Europea, sez. Il, 20.12.2017, n. 500/16, secondo cui l’interpretazione di una norma di diritto dell’Unione che la Corte fornisce nell’esercizio della competenza attribuitale dall’art. 267 TFUE chiarisce e precisa il significato e la portata della norma stessa, come deve o avrebbe dovuto essere intesa ed applicata dal momento della sua entrata in vigore; ne deriva che la norma così interpretata può e deve essere applicata anche a rapporti giuridici sorti e costituiti prima della sentenza che statuisce sulla domanda di interpretazione, purché sussistano, peraltro, i presupposti per sottoporre al giudice competente una lite relativa all’applicazione di detta norma; infatti, solo in via del tutto eccezionale la Corte, applicando il principio generale della certezza del diritto intrinseco all’ordinamento giuridico dell’Unione, può essere indotta a limitare la possibilità di far valere una disposizione da essa interpretata), l’interpretazione recepita dal Tribunale di Firenze è ineccepibile.

13. In dipendenza della complessità delle questioni giuridiche trattate, che hanno imposto per giunta la rimessione della questione circa l’interpretazione delle norme applicabili alla Corte di Giustizia, sussistono i presupposti per l’integrale compensazione delle spese del presente giudizio.

14. Non sussistono i presupposti perché, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, la P.A. ricorrente sia tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione a norma dell’art. 13, comma 1 bis medesimo D.P.R..

In tal senso rileva l’insegnamento a sezioni unite di questa Corte n. 9938 dell’8.5.2014, ove in motivazione si precisa che è “principio generale dell’assetto tributario che lo Stato e le altre Amministrazioni parificate non sono tenute a versare imposte o tasse che gravano sul processo per la evidente ragione che lo Stato verrebbe ad essere al tempo stesso debitore e creditore di se stesso con la conseguenza che l’obbligazione non sorge”.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso; compensa integralmente le spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sez. seconda civ. della Corte Suprema di Cassazione, il 30 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

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