Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36183 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 23/11/2021, (ud. 28/09/2021, dep. 23/11/2021), n.36183

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 26190-2020 proposto da:

I.V., elettivamente domiciliato in ROMA, al corso TRIESTE

n. 85, presso lo studio dell’avvocato LUCA ANASTASIO, rappresentato

e difeso dall’avvocato ANTONIETTA NATALE;

– ricorrente –

contro

G.R.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 944/2020 del TRIBUNALE di NAPOLI NORD,

depositata il 23/04/2020;

udita la relazione della causa svolta, nella Camera di consiglio non

partecipata in data 28/09/2021, dal Consigliere Relatore Dott.

Cristiano Valle, osserva quanto segue.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

I.V. impugna, con due motivi di ricorso, la sentenza del Tribunale di Napoli Nord che ha confermato la sentenza del Giudice di Pace sull’opposizione a precetto proposta dallo stesso I. avverso l’atto notificatogli dalla moglie G.R. e sulla base di provvedimento giudiziale (ordinanza presidenziale in sede di separazione dei coniugi).

G.R. è rimasta intimata.

La causa è stata avviata alla discussione camerale non partecipata, secondo il rito di cui all’art. 375 c.p.c..

La proposta del Consigliere relatore è stata ritualmente comunicata.

Non risulta il deposito di memorie.

Il Collegio, esaminato il primo motivo del ricorso, che deduce omesso esame di fatto decisivo circa la mancata presa in considerazione della data di cessazione dell’effettiva convivenza dello I. con la moglie e la figlia, ritiene che si appalesi la necessità di discussione in pubblica udienza, in quanto la questione di diritto delibanda, relativa alla decorrenza dell’assegno, è stata oggetto di pronunce, di questa e di altre sezioni della Corte, non sempre convergenti, posto che secondo un, risalente, orientamento (Cass. n. 17199 del 11/07/2013 Rv. 627192 – 01 e più di recente Cass. n. 02960 del 03/02/2017 Rv. 643860 – 02): “L’assegno di mantenimento a favore del coniuge, fissato in sede di separazione personale, decorre dalla data della relativa domanda, in applicazione del principio per il quale un diritto non può restare pregiudicato dal tempo necessario per farlo valere in giudizio. Tale principio attiene soltanto al profilo dell'”an debeatur” della domanda, e non interferisce, pertanto, sull’esigenza di determinare il “quantum” dell’assegno alla stregua dell’evoluzione intervenuta in corso di giudizio nelle condizioni economiche dei coniugi, né sulla legittimità della determinazione di misure e decorrenze differenziate, in relazione alle modificazioni intervenute fino alla data della decisione.” mentre, in dissonanza, si veda altra pronuncia, sebbene resa in ambito di cognizione del Tribunale per i minorenni (Cass. VI-3 n. 08816 del 12/05/2020) secondo la quale: “In tema di filiazione, la decisione del tribunale per i minorenni relativa all’obbligo di contribuire al mantenimento del figlio naturale posto a carico del genitore non affidatario o collocatario decorre naturalmente dalla data della proposizione della domanda giudiziale oppure, se successiva, dall’effettiva cessazione della coabitazione, senza la necessità di un’apposita statuizione sul punto.”.

Il Collegio ritiene, pertanto, opportuno, trattandosi di questione di diritto di rilevante importanza, rimettere la discussione del ricorso alla pubblica udienza, con rinvio a nuovo ruolo.

P.Q.M.

Rimette la causa alla pubblica udienza e la rinvia a nuovo ruolo.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Corte di Cassazione, sezione VI civile 3, il 28 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

 

 

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