Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36152 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 23/11/2021, (ud. 08/09/2021, dep. 23/11/2021), n.36152

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. STALLA Giacomo Maria – Presidente –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. CIRESE Marina – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11629/2012 proposto da:

B.B.R., elettivamente domiciliata in Roma, Via

Quattro Fontane 20, C/o Studio Gianni Origoni Grippo Cappelli &

Partners, ed avvocato Fusillo Matteo che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

Agenzia Delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma Via Dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura Generale Dello Stato che la rappresenta e difende ex

lege;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 62/2/2011 della COMM. TRIB. REG. LAZIO,

depositata il 22/03/2011;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

08/09/2021 dal consigliere Dott. CIRESE MARINA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

B.B.R. proponeva ricorso per cassazione articolato in tre motivi avverso la sentenza della CTR del Lazio in epigrafe indicata, avente ad oggetto la cartella di pagamento notificatale in data 15.12.2007 emessa a seguito di controllo automatizzato D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36-bis, riguardante l’IRAP dichiarata e non versata per il 2004 oltre sanzioni ed interessi.

L’Agenzia delle Entrate resisteva con controricorso.

L’Agenzia delle Entrate in data 15.7.2021 ha depositato memoria con la quale ha chiesto pronunciarsi l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere atteso che la Direzione provinciale di Roma ha comunicato che il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata della controversia tributaria ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, in relazione alla cartella per cui è causa e che ha altresì provveduto al pagamento previsto per la definizione.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

la ricorrente ha erroneamente indicato il D.L. n. 118 del 2019, art. 6, invece che il D.L. n. 193 del 2016, di rottamazione cartelle.

Ciò premesso, come si evince dalla documentazione in atti, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione (c.d. “rottamazione cartelle”), di cui al D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, art. 6, convertito in L. 1 dicembre 2016, n. 225, depositando anche la documentazione attestante l’integrale pagamento del dovuto;

– che pertanto sussistono le condizioni per la dichiarazione di estinzione del giudizio;

– che le spese del giudizio di legittimità possono essere compensate tra le parti, trattandosi di causa estintiva della lite determinata dall’adesione alla definizione agevolata di cui al D.L. n. 193 del 2016, ridetto e che non sussistono i presupposti per imporre alla ricorrente il pagamento del c.d. “doppio contributo”, (cfr. Sez. 6 – Ordinanza n. 23175 del 12/11/2015).

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il giudizio. Spese compensate.

Così deciso in Roma, nella adunanza camerale, effettuata da remoto, il 8 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

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