Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36146 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 23/11/2021, (ud. 26/10/2021, dep. 23/11/2021), n.36146

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LEONE Margherita Maria – Presidente –

Dott. DI PAOLANTONIO Annalisa – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Fabrizio – Consigliere –

Dott. DE MARINIS Nicola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5446-2020 proposto da:

M.G., domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato VINCENZO SANTOCHIRICO;

– ricorrente –

contro

INPS -ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE;

– intimato –

avverso la sentenza n. 71/2019 della CORTE D’APPELLO di POTENZA,

depositata il 31/07/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 26/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. NICOLA DE

MARINIS.

 

Fatto

RILEVATO

– che, con sentenza del 31 luglio 2019, la Corte d’Appello di Potenza, in riforma della decisione resa dal Tribunale di Matera, rigettava la domanda proposta da M.G. nei confronti dell’INPS, avente ad oggetto il riconoscimento del diritto alla rivalutazione contributiva per esposizione all’amianto;

– che la decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto ammissibile il gravame ma prescritto il diritto dovendo individuarsi il dies a quo al massimo entro la data del pensionamento, ultimo momento utile per il perfezionarsi del diritto ai benefici contributivi;

– che, per la cassazione di tale decisione ricorre il M., affidando l’impugnazione a sei motivi, in relazione alla quale l’INPS pur intimato non ha svolto alcuna difesa;

– che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in Camera di consiglio non partecipata; che il ricorrente ha poi presentato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

– che, con il primo motivo, il ricorrente, nel denunciare la violazione e falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c., e dell’art. 118 disp. att. c.p.c., lamenta il carattere apparente della motivazione dell’impugnata sentenza con specifico riguardo all’individuazione nella data del pensionamento del termine da cui far decorrere la prescrizione ordinaria decennale del diritto in questione, quando invece ai predetti fini rileva il momento in cui l’interessato ha avuto consapevolezza dell’esposizione;

– che, con il secondo motivo, denunciando la violazione e falsa applicazione dell’art. 111 Cost., e dell’art. 132 c.p.c., in una con il vizio di omessa motivazione su un fatto decisivo per il giudizio, imputa alla Corte territoriale l’omessa considerazione di quanto allegato con l’atto introduttivo circa la maturata consapevolezza dell’esposizione all’atto del deposito delle perizie disposte dal Tribunale di Matera intervenuta successivamente al pensionamento;

– che con il terzo motivo, rubricato con riferimento alla violazione e falsa applicazione dell’art. 2934 c.c., lamenta la non conformità a diritto della pronunzia della Corte territoriale dovendo, al contrario, ritenersi l’imprescrittibilità del diritto alla prestazione, essendo l’estinzione possibile per i soli diritti patrimoniali, ovvero per i singoli ratei;

– che nel quarto motivo la violazione e falsa applicazione degli artt. 2727 e 2729 c.c., è prospettata con riferimento alla non rispondenza ai canoni della gravità, precisione e concordanza del ragionamento presuntivo in base al quale la Corte territoriale giunge a ricollegare al pensionamento del Ma. la consapevolezza dell’esposizione, trattandosi dell’unico indice indiziario considerato;

– che con il quinto motivo si deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 2935 c.c., per aver la Corte territoriale ricollegato l’inerzia del M. e quindi la sua possibilità di far valere il suo diritto al suo pensionamento senza che l’argomento abbia alcuna base logico-giuridica;

– che nel sesto motivo, con i dedotti vizi della violazione e falsa applicazione dell’art. 111 Cost., e dell’art. 132 c.p.c., n. 4, e dell’omessa motivazione su un fatto decisivo per il giudizio, il ricorrente mira a censurare l’omessa pronunzia in cui a suo dire sarebbe incorsa la Corte territoriale con riferimento alla sollevata eccezione di nullità ed inammissibilità del ricorso in appello per aver l’INPS argomentato in ordine alla consapevolezza dell’esposizione maturata dal M. con riferimento a fatti notori relativi, tuttavia, non allo stabilimento Liquichimica di (OMISSIS) cui era addetto il M., ma a quello Enichem di (OMISSIS) presso il quale il M. non aveva mai lavorato e così sulla base di deduzioni del tutto estranee al giudizio;

– che il primo motivo merita accoglimento alla stregua dell’orientamento ormai consolidatosi nella giurisprudenza di questa Corte (cfr., da ultimo, Cass. n. 4283/2020 e Cass. n. 486/2021) secondo cui, ai fini della decorrenza della prescrizione del beneficio della rivalutazione contributiva, deve attribuirsi rilievo, non alla cessazione dell’esposizione e così come termine ultimo al pensionamento del lavoratore, ma alla consapevolezza dell’esposizione all’amianto, di modo che, solo ove sussista tale consapevolezza, il lavoratore, a prescindere dalla questione se sia o meno pensionato e da quando, può agire in giudizio, previa domanda amministrativa per far valere il suo autonomo diritto, posto che, in corretta applicazione dell’enunciato principio, la Corte territoriale, lungi dal fare riferimento, ai fini del decorso della prescrizione, al dato, in sé irrilevante, dell’intervenuto pensionamento, avrebbe dovuto individuare il momento in cui il ricorrente ha acquisito consapevolezza o poteva avere consapevolezza dell’avvenuta esposizione, dando conto di tale accertamento;

– che, pertanto, va accolto il primo motivo di ricorso, con conseguente assorbimento degli altri e cassata, in relazione al motivo accolto, la sentenza impugnata, con rinvio alla Corte d’Appello di Potenza, in diversa composizione, che provvederà in conformità, disponendo altresì per l’attribuzione delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’Appello di Potenza, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 26 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

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