Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36143 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 23/11/2021, (ud. 13/07/2021, dep. 23/11/2021), n.36143

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ESPOSITO Lucia – Presidente –

Dott. DI PAOLANTONIO Annalisa – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Fabrizio – Consigliere –

Dott. DE MARINIS Nicola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3248-2020 proposto da:

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA, 29, presso l’AVVOCATURA CENTRALE

DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati SERGIO PREDEN,

LUIGI CALIULO, ANTONELLA PATTERI, LIDIA CARCAVALLO;

– ricorrente –

e contro

F.A.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 400/2019 della CORTE D’APPELLO di SALERNO,

depositata l’11/07/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 13/07/2021 dal Consigliere Relatore Dott. NICOLA DE

MARINIS.

 

Fatto

RILEVATO

– che con sentenza dell’11 luglio 2019, la Corte d’Appello di Salerno confermava la decisione resa dal Tribunale di Nocera Inferiore e accoglieva la domanda proposta da F.A. nei confronti dell’INPS, volta all’accertamento negativo dell’indebito e dell’illegittimità del preteso credito azionato dall’Istituto con riferimento al recupero, tramite trattenuta sulla pensione, nella misura del 20% dell’importo inizialmente erogato a titolo di beneficio contributivo per esposizione all’amianto e poi revocato a seguito della sentenza della stessa Corte d’Appello che, in riforma della decisione di primo grado, aveva dichiarato la decadenza della domanda del F.;

– che la decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto illegittima l’azione di recupero operata dall’INPS, per non risultare questa fondata sulla L. n. 153 del 1969, art. 69, secondo cui “le pensioni, gli assegni, le indennità…possono essere ceduti, sequestrati e pignorati, nei limiti di un quinto del loro ammontare, per debiti verso l’INPS derivanti da indebite prestazioni percepite”, non ricorrendo alcuna delle ipotesi contemplate dalla predetta norma;

– che per la cassazione di tale decisione ricorre l’INPS, affidando l’impugnazione ad un unico motivo, in relazione alla quale il F., pur intimato, non ha svolto alcuna difesa;

che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in Camera di consiglio non partecipata.

Diritto

CONSIDERATO

– che, con l’unico motivo, l’Istituto ricorrente, nel denunciare la violazione e falsa applicazione della L. n. 153 del 1969, art. 69, lamenta la non conformità a diritto del convincimento espresso dalla Corte territoriale in ordine alla non riconducibilità alla predetta norma della compensazione quale modalità di recupero adottata dall’INPS, dovendo ritenersi la medesima a quella stregua legittima nei limiti del quinto dell’intero ammontare della pensione, fatto salvo il trattamento minimo, secondo quanto sancito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 506/2002;

– che il motivo merita accoglimento, alla stregua dell’orientamento accolto da questa Corte (cfr., da ultimo, Cass. n. 30220/2019), ed in conformità al pronunciamento di cui alla sentenza n. 506/2002 della Corte Cost., secondo cui, in applicazione della L. n. 153 del 1969, art. 69, l’INPS può recuperare gli indebiti e le omissioni contributive anche mediante trattenute sulla pensione, in via di compensazione, con il duplice limite che la somma oggetto di cessione, sequestro, pignoramento o trattenuta non superi la misura di un quinto della pensione, assegno o indennità e che sia fatto comunque salvo il trattamento minimo della pensione;

– che, pertanto, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata cassata con rinvio alla Corte d’Appello di Salerno, in diversa composizione, che provvederà in conformità, disponendo altresì per l’attribuzione delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

– La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’Appello di Salerno in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 13 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

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