Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36131 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 23/11/2021, (ud. 26/10/2021, dep. 23/11/2021), n.36131

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LEONE Margherita Maria – Presidente –

Dott. DI PAOLANTONIO Annalisa – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Fabrizio – Consigliere –

Dott. DE MARINIS Nicola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5267-2020 proposto da:

M.G., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA OSTIENSE,

81, presso lo studio dell’avvocato FULVIO MANCINI, rappresentata e

difesa dagli avvocati SERGIO LUCISANO, GIOVANNA FRAGOMELE;

– ricorrente –

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’AVVOCATURA CENTRALE

DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati CLEMENTINA

PULLI, MANUELA MASSA, PATRIZIA CIACCI;

– controricorrente –

avverso il decreto n. R.G. 1982/2018 del TRIBUNALE di CATANZARO,

depositato il 22/07/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 26/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. NICOLA DE

MARINIS.

 

Fatto

RILEVATO

– che, con decreto del 22 luglio 2019, il Tribunale di Catanzaro, a seguito dell’accertamento tecnico preventivo promosso da M.G. nei confronti dell’INPS, omologava l’accertamento positivo del requisito sanitario per il conseguimento dell’indennità di accompagnamento che riconosceva con decorrenza dal 1 aprile 2018 (mese successivo a quello di presentazione delle domanda amministrativa) compensando tra le parti le spese di lite;

– che, per la cassazione di tale decisione ricorre la M., affidando l’impugnazione ad un unico motivo, cui resiste, con controricorso, l’INPS;

– che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in Camera di consiglio non partecipata.

Diritto

CONSIDERATO

– che, con l’unico motivo, la ricorrente, nel denunciare la violazione e falsa applicazione del D.M. n. 55 del 2014, della L. n. 794 del 1942, art. 24, comma 1, del D.M. n. 585 del 1994, art. 4, comma 1, e del D.M. n. 37 del 2018, in una con il vizio di insufficiente e contraddittoria motivazione, lamenta a carico del Tribunale l’immotivata compensazione tra le parti delle spese di lite;

– che il motivo merita accoglimento, risultando la statuizione del Tribunale relativa alla compensazione tra le parti delle spese di lite priva di motivazione, non ravvisabile nella soccombenza reciproca, tenuto conto che il diritto risulta essere stato riconosciuto, in conformità a quanto previsto, dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda amministrativa;

– che, pertanto, il ricorso va accolto e, in relazione al motivo accolto, la sentenza impugnata cassata con rinvio al Tribunale di Catanzaro, in diverso giudice, che provvederà in conformità, disponendo altresì per l’attribuzione delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese, al Tribunale di Catanzaro, in diverso giudice.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 26 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

 

 

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