Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36129 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 23/11/2021, (ud. 13/07/2021, dep. 23/11/2021), n.36129

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ESPOSITO Lucia – Presidente –

Dott. DI PAOLANTONIO Annalisa – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Fabrizio – Consigliere –

Dott. DE MARINIS Nicola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 38660-2019 proposto da:

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’AVVOCATURA CENTRALE

DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati CARLA

D’ALOISIO, EMANUELE DE ROSE, ANTONIETTA CORETTI, LELIO MARITATO,

ANTONINO SGROI;

– ricorrente –

contro

P.F., domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difesa

dall’avvocato GIULIANA FERRARO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 579/2019 della CORTE D’APPELLO di REGGIO

CALABRIA, depositata il 12/06/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 13/07/2021 dal Consigliere Relatore Dott. NICOLA DE

MARINIS.

 

Fatto

RILEVATO

– che con sentenza del 12 giugno 2019, la Corte d’Appello di Reggio Calabria confermava la decisione del Tribunale di Locri e accoglieva la domanda proposta da P.F. nei confronti dell’INPS, avente ad oggetto l’accertamento negativo del credito vantato dall’Istituto a titolo di contributi dovuti per l’anno 2010 alla gestione separata di cui alla L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26;

– che la decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto insussistente il credito dell’Istituto risultando nella specie incontestata la circostanza per cui il reddito prodotto a seguito dell’esercizio dell’attività professionale di avvocato per l’anno 20101 da parte della P. era inferiore al limite di Euro 5.000,00 che, in base al disposto del D.L. n. 269 del 2003, art. 44 comma 2, qualifica il lavoratore autonomo occasionale; che per la cassazione di tale decisione ricorre l’INPS, affidando l’impugnazione ad un unico motivo, cui resiste, con controricorso, la P.;

– che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in Camera di consiglio non partecipata;

– che l’Istituto ricorrente ha poi presentato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

– che, con l’unico motivo, l’Istituto ricorrente, nel denunciare la violazione e falsa applicazione della L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26, D.L. n. 98 del 2011, art. 18, commi 1 e 2, conv. in L. n. 111 del 2011, della L. n. 247 del 2010, art. 21, comma 8, del D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, conv. in L. n. 326 del 2003, lamenta la non conformità a diritto dell’orientamento accolto dalla Corte territoriale per cui alla produzione di un reddito inferiore al limite di cui al richiamato D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, corrisponderebbe il carattere occasionale dell’attività professionale svolta, quando viceversa l’abitualità della stessa è requisito immanente laddove il professionista risulti iscritto al relativo albo professionale;

– che il motivo merita accoglimento, atteso che nella sentenza impugnata la produzione da parte del professionista di un reddito annuo inferiore a Euro 5.000,00 è stato assunto in sé quale indice della non ricorrenza nella specie del requisito dell’abitualità, situazione che esclude l’insorgere in capo al professionista dell’obbligo della contribuzione alla Gestione separata presso l’INPS, e ciò in contrasto con l’orientamento accolto da questa Corte (cfr. Cass. 18 febbraio 2021, n. 4419), che, ritenendo l’esenzione dall’obbligo contributivo subordinata al ricorrere di tale requisito ne richiede l’apprezzamento nella sua dimensione di scelta ex ante del libero professionista, coerentemente con la disciplina propria delle gestioni dei lavoratori autonomi e non invece come conseguenza ex post desumibile dall’ammontare di reddito prodotto, venendosi in tal modo ad ancorare il requisito dell’iscrizione alla Gestione separata alla produzione di un reddito superiore alla soglia di cui al D.L. n. 269 del 2003, art. 44, che, invece, rileva ai fini dell’assoggettamento a contribuzione di attività professionali svolte in forma occasionale;

– che, pertanto, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata cassata con rinvio alla Corte d’Appello di Reggio Calabria, in diversa composizione, che provvederà in conformità, disponendo altresì per l’attribuzione delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’Appello di Reggio Calabria in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 13 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

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