Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36115 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 23/11/2021, (ud. 14/09/2021, dep. 23/11/2021), n.36115

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 27089-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

IDEA PER LA CASA SRL, in persona del legale rappresentante pro

tempore, domiciliata presso la cancelleria della CORTE DI CASSAZIONE

PIAZZA CAVOUR, ROMA, rappresentata e difesa dagli avvocati MARIA

GRAZIA PIANURA, ANTONIO FURCHI’;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 339/3/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DELLA CALABRIA, depositata il 14/02/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 14/09/2021 dal Consigliere Relatore Dott. VITTORIO

RAGONESI.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Commissione tributaria provinciale di Vibo Valentia, con sentenza n. 815/17, sez 2, accoglieva il ricorso proposto da Idea per la casa srl avverso l’avviso di accertamento (OMISSIS) per Iva, Ires e Irap 2010.

Avverso detta decisione l’Agenzia delle entrate proponeva appello innanzi alla CTR Calabria che, con sentenza 339/2019, rigettava l’impugnazione.

Avverso la detta sentenza ha proposto ricorso per Cassazione l’Agenzia sulla base di un motivo.

La società contribuente ha resistito con controricorso.

La causa è stata discussa in camera di consiglio ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo di ricorso la Agenzia ricorrente deduce la nullità della sentenza per motivazione apparente ed apodittica oltre che contrastante con la documentazione prodotta in giudizio.

Va preliminarmente dichiarata l’ammissibilità del ricorso poiché la circostanza che la rubrica faccia riferimento alla violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, anziché numero 5 non determina alcuna inammissibilità del ricorso se nel testo dello stesso venga poi dedotta una questione di invalidità della sentenza impugnata che rientra in una delle altre ipotesi di cui all’art. 360 c.p.c.

Ciò posto il motivo risulta inammissibile.

La sentenza impugnata, dopo avere affermato che la delega deve contenere una adeguata motivazione con specifiche cause giustificative e, inoltre, deve indicare il nominativo dei delegati e deve contenere un termine di durata, ha osservato che la documentazione prodotta era generica e priva degli elementi indicati.

Inoltre ha aggiunto che ” si rileva che la Dott. S. ha competenza per gli avvisi di accertamento dell’importo di Euro 150.000 mentre per quelli sino a 20.000 sono indicati altri nominativi.Nel caso di specie l’avviso di accertamento ammonta ad Euro 12.474,00 quindi in astratto di competenza di altri funzionari.”.

Tale ulteriore ratio decidendi riveste carattere del tutto pregiudiziale ed è in grado di sostenere di per sé la decisione assunta perché sostiene in ogni caso la mancanza di competenza della Dott.ssa S. perché la delega ad essa conferita sarebbe per importi diversi rispetto a quello oggetto dell’accertamento per cui è causa.

Tale ratio decidendi non è stata in alcun modo oggetto di censura da parte dell’Agenzia.

Ciò comporta la dichiarazione di inammissibilità del ricorso con conseguente condanna al pagamento delle spese del presente giudizio liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso; condanna la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio liquidate in Euro 2000,00 oltre spese forfettarie 15% accessori.

Così deciso in Roma, il 14 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

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