Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36098 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 23/11/2021, (ud. 14/10/2021, dep. 23/11/2021), n.36098

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANZON Enrico – Presidente –

Dott. PERRINO Anna Maria – Consigliere –

Dott. TRISCARI Giancarlo – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI N. Maria Giulia – Consigliere –

Dott. CASTORINA M. Rosaria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 6852/2016 R.G. proposto da:

Agenzia delle Entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via

dei Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

Dulcetti s.r.l. in liquidazione in persona del liquidatore,

rappresentata e difesa dall’Avv. Mimmo Manfredi, presso il cui

studio è elettivamente domiciliata, per procura speciale a margine

del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Calabria n. 1317/03/15, depositata il di 11.9.2015.

Udita la relazione svolta all’adunanza camerale del 14.10.2021 dal

Consigliere Rosaria Maria Castorina.

 

Fatto

OSSERVA

L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato a un motivo, nei confronti di Dulcetti s.r.l. in liquidazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Calabria indicata in epigrafe, con la quale è stato dichiarato inammissibile l’appello proposto sul presupposto del mancato deposito della ricevuta di spedizione della raccomandata contenente l’atto di appello, in violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 22 e 53.

Resiste la contribuente con controricorso.

La ricorrente lamenta, con il motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 4, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 2, e art. 22, comma 1, avendo i giudici della C.T.R. errato nel ritenere che ai fini dell’ammissibilità dell’impugnazione proposta a mezzo posta costituisse elemento indefettibile il deposito della ricevuta di spedizione, ben potendosi considerare gli elementi risultanti dall’avviso di ricevimento ai fini della verifica della tempestività dell’impugnazione.

Il motivo è fondato.

Questa Corte a Sezioni Unite, nelle recenti sentenze nn. 13452 e 13453 del 2017, ha affermato, con riguardo alla notificazione dell’appello nel processo tributario, a mezzo del servizio postale, che: 1) “Il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente e dell’appellante, che si avvalga per la notificazione del servizio postale universale, decorre non dalla data della spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, ma dal giorno della ricezione del plico da parte del destinatario (o dall’evento che la legge considera equipollente alla ricezione)”; 2) “non costituisce motivo d’inammissibilità del ricorso o dell’appello, che sia stato notificato direttamente a mezzo del servizio postale universale, il fatto che il ricorrente o l’appellante, al momento della costituzione entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purché nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datarlo, solo in tal caso, essendo l’avviso di ricevimento idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di spedizione, laddove, in mancanza, la non idoneità della mera scritturazione manuale o comunemente dattilografica della data di spedizione sull’avviso di ricevimento può essere superata, ai fini della tempestività della notifica del ricorso o dell’appello, unicamente se la ricezione del plico sia certificata dall’agente postale come avvenuta entro il termine di decadenza per l’impugnazione dell’atto o della sentenza”.

Nella stessa occasione le S.U. hanno ricordato che la giurisprudenza in materia di formalità postali è nel senso che i bollettini di spedizione, i registri di raccomandate e i pacchi in contrassegno costituiscono atti pubblici poiché attestano l’attività svolta dall’impiegato postale, il quale riveste compiti pubblicistici. In particolare, si è riconosciuto che pure il registro della corrispondenza raccomandata in arrivo è considerato atto pubblico, essendo destinato a provare la consegna dei plichi ai destinatari nonché l’apposizione delle firme da parte loro in presenza del pubblico ufficiale al pari dell’avviso di ricevimento.

La decisione della C.T.R. non risulta conforme ai suddetti principi di diritto, avendo considerato che ai fini dell’ammissibilità dell’appello alla sentenza della CTP depositata il 22.9.2011 rilevava unicamente il deposito della ricevuta di spedizione entro il termine di 30 giorni decorrente dalla spedizione ed avendo escluso in astratto ogni valore agli elementi risultanti dall’avviso di ricevimento che reca la data ed il timbro postale del 16.3.2012; inoltre non è stata considerata l’avvenuta costituzione tempestiva dell’Ufficio in sede di appello avvenuta il giorno 5.4.2012 – come emerge dall’esame degli atti consentito a questa Corte in relazione alla natura processuale del vizio prospettato – e, dunque, entro il termine di 30 giorni decorrente dalla notifica dell’appello.

Per tutto quanto sopra esposto la sentenza impugnata, in accoglimento del motivo di ricorso, va cassata con rinvio alla C.T.R. Calabria, in diversa composizione anche per le spese.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla C.T.R. Calabria, in diversa composizione che pure provvederà sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 14 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA