Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36072 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 23/11/2021, (ud. 17/06/2021, dep. 23/11/2021), n.36072

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. FILOCAMO Fulvio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26421-2017 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

TANGENZIALE DI NAPOLI SPA, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA G. D’AREZZO, 18,

presso lo studio dell’avvocato ENNIO MAGRI’, che la rappresenta e

difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 3504/2017 della COMM. TRIB. REG. CAMPANIA,

depositata il 12/04/2017;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

17/06/2021 dal Consigliere Dott. FULVIO FILOCAMO.

 

Fatto

RITENUTO

che:

1. Tangenziale di Napoli S.p.a. con istanza di autotutela chiedeva l’annullamento della cartella di pagamento notificatale dall’Agenzia delle entrate per la registrazione di una sentenza civile passata in giudicato relativa ad una controversia definita con transazione stragiudiziale conclusa in pendenza del termine per l’appello.

1.1. Detta istanza veniva respinta e la Società contribuente impugnava detto rifiuto, unitamente alla cartella ed all’avviso di liquidazione, dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli sostenendone l’illegittimità. Si costituiva l’Ufficio eccependo l’inammissibilità del ricorso presentato tardivamente rispetto agli atti impositivi impugnati insieme al rifiuto di autotutela. La Commissione tributaria provinciale rigettava il ricorso, confermando la legittimità dell’operate dell’Ufficio.

1.2. La Società contribuente proponeva appello di fronte alla Commissione tributaria regionale della Campania ribadendo i motivi già esposti. I Giudici di secondo grado, con sentenza n. 3504/08/17, accoglievano il gravame ritenendo che lo IACP, controparte nel giudizio e nella successiva transazione stragiudiziale, avesse natura di amministrazione pubblica dello Stato ai sensi e per gli effetti del D.P.R. n. 131 de 1996, art. 37.

1.3. Avverso questa ultima decisione, l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi.

1.4. La Tangenziale di Napoli S.p.a. ha presentato difese e memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

2. L’Ufficio, con il primo motivo, denuncia la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, assumendo che la Commissione tributaria regionale avrebbe travalicato i limiti interni della giurisdizione tributaria sia sotto il profilo soggettivo che quello oggettivo in relazione agli atti impugnabili, non essendo tale il diniego di autotutela che faccia seguito alla definitività dell’atto impositivo.

3. Con il secondo motivo, invece, si denuncia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 231 del 1986, art. 37, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, sostenendo l’equivalenza della transazione stragiudiziale alla sentenza passata in giudicato e contestando la natura di amministrazione dello Stato attribuita allo IACP, controparte della Società contribuente, richiamando una norma (D.Lgs. n. 165 del 2001, sui rapporti di lavoro) inconferente rispetto al caso di specie, non essendo relativa ai rapporti tributari analogamente alla citata circolare 15 giugno 2016, n. 28/E, sui premi di risultato per il settore privato. Il D.P.R. n. 131 del 1986, art. 37, inoltre, rappresenta di fatto un’agevolazione per cui andrebbe interpretata restrittivamente.

4. Il primo motivo è fondato ed assorbe il secondo.

4. Rilevato preliminarmente cerne l’atto impositivo, di cui la Società contribuente ha sollecitato l’annullamento da parte dell’Agenzia delle entrate, fosse già divenuto definitivo, sulla base del consolidato orientamento di questa Corte in materia di autotutela, va r cordato che “nel processo tributario, il sindacato sull’atto di diniego dell’Amministrazione di procedere ad annullamento del provvedimento impositivo in sede di autotutela può riguardare soltanto eventuali profili di illegittimità del rifiuto, in relazione a ragioni di rilevante interesse generale che giustificano l’esercizio di tale potere, che, come affermato anche dalla Corte costituzionale nelle sentenza n. 181 del 2017, si fonda su valutazioni ampiamente discrezionali e non costituisce uno strumento di tutela dei diritti individuali del contribuente’ (Cass. Sez. 5, n. 21146 del 2018 e n. 24032 del 2019), e che “in tema di autotutela tributaria, la decisione dell’amministrazione sull’annullamento di un atto impositivo inoppugnabile è espressione di un potere discrezionale, il cui esercizio è funzionale alla soddisfazione di esigenze di rilevante interesse generale, e nella valutazione del quale deve essere considerata l’esigenza della certezza dei rapporti giuridici da bilanciare rispetto a quelle rappresentate dal contribuente” (Cass. Sez. 5, n. 5332 del 2019), nonché, sulla deduzione di erronea imposizione da parte del contribuente, “in tema di contenzioso tributario, non ricorrono ragioni di rilevante interesse generale che consentono il sindacato giurisdizionale sul diniego dell’Amministrazione di procedere ad un annullamento in autotutela ove dette ragioni consistano nella mora deduzione, da parte del contribuente, dell’erronea imposizione, trattandosi di un profilo inerente in via esclusiva l’interesse privato ad evitare una tassazione superiore a quella che si assume dovuta” (Cass. Sez. 5, n. 1965 del 2018) ed infine, sul sindacato giurisdizionale “in tema di contenzioso tributario, il sindacato giurisdizionale sull’impugnato diniego, espresso o tacito, di procedere ad un annullamento in autotutela può riguardare soltanto eventuali profili di illegittimità del rifiuto dell’Amministrazione, in relazione alle ragioni di rilevante interesse generale che giustificano l’esercizio di tale potere, e non la fondatezza della pretesa tributaria, atteso che, altrimenti, si avrebbe un’indebita sostituzione del giudice nell’attività amministrativa o un’inammissibile controversia sulla legittimità di un atto impositivo ormai definitivo” (Cass. Sez. 5, n. 7616 del 2018).

4.1. Sulla base di detto orientamento, questa Corte ritiene che il giudice di secondo grado non fatto buon governo dai sopra indicati principi di diritto, non avendo adeguatamente vagliato l’profili di illegittimità del rifiuto, in relazione alle ragioni di rilevante interesse generale che avrebbero giustificato l’esercizio di tale potere in relazione ad un atto impositivo divenuto già definitivo.

6. Da quanto esposto consegue l’accoglimento del primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, cassando senza rinvio la sentenza impugnata, considerato che non sono necessari ulteriori accertamenti in fatto, con compensazione delle spese dei gradi di merito e condanna alla rifusione delle spese del presente giudizio di legittimità, liquidate come da dispositivo, a carico della società contribuente Tangenziale di Napoli S.p.a..

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’originario ricorso del contribuente. Compensa le spese dei gradi di merito e liquida le spese del presente giudizio di legittimità in 7.800 Euro per compensi, 200 per esborsi, oltre al rimborso forfettario delle spese generali e gli altri accessori di legge.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale da remoto, il 17 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA